Citazione di: Il Mitico™ il 29 Nov 2015, 23:21
Si contano sulle dita di una mano le volte in cui quest'anno abbiamo imposto il nostro gioco.
Infatti, è la nostra falsa coscienza.
Forse non ricordate le dichiarazioni programmatiche di Pioli ad inizio stagione.
Diceva giustamente " dobbiamo ripartire da zero e dimenticare quanto di buono abbiamo fatto".
Al 30 Novembre possiamo dire con certezza che lui per primo questa buona intenzione, questa base di lavoro, non l'ha perseguita. E come non ricordare che già dopo la sconfitta col Leverkusen ha scaricato i suoi giocatori "non all'altezza". (trapattoni una cosa del genere non l'ha mai detta ai suoi giocatori, credo)
Creando di fatto un dualismo e una frattura.
Lui da una parte, allenatore moderno, vincente (?!) che fa la zone-press asfissiante (soprattutto per le nostre ali e i nostri mediani) e dall'altra parte il gruppo che ovviamente non può accettare questo stato di cose.
Prima di tutto perché nello sport si perde insieme, e un allenatore "adulto" (non dico Maestrelli... però magari

) si sarebbe preso tutte le responsabilità, e in secondo luogo perché loro stessi si credono bravi e splendidi allo stesso modo.
Ecco che il nostro allenatore si è messo in una competizione negativa e lacerante coi suoi stessi giocatori.
Questo confronto interno (quanti episodi di divergenze e pseudo dissociazioni abbiamo avuto Radu, Cataldi, Keita, Candreva (narciso mille volte più di Pioli), ma anche il DeVrij incredibilmente assente di inizio stagione) è arrivato fino ad Empoli. Dove evidentemente qualche cosa è cambiato.
Ma nei volti di questi protagonisti oggi si è letto qualcosa di non piacevole, paura, smarrimento, preoccupazione.
Io sono preoccupato ora di una cosa, cioè del panico.