Citazione di: syrinx il 03 Dic 2015, 15:15
Ape', stiamo parlando di crescita di un'intera federazione o di singoli club? Gli esempi della cescita dell'est europa e della Germania demostrano le possibilita' di sucesso di un intero movimento calcistico attraverso condizioni favorevoli ed investimenti.
Il discorso per un singolo club e' completamente diverso. Lasciamo stare PSG, Man City e co. Quali club europei hanno cambiato significativamente - e per il medio/lungo periodo - il loro status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica?
Premetto che non ho capito la significatività del seguente parametro: "
cambiato significativamente - e per il medio/lungo periodo - il loro status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica".
Che significa?
Poniamo il caso che ci siano, ora, in Europa 25 squadre che hanno intrapreso un percorso di sviluppo, per dire da tre anni, non vanno prese in considerazione perché non si tratta di un medio/lungo periodo (o peggio, perché ancora non ce ne siamo accorti)?
Lascia perdere i parametri e guarda la realtà: moltissime squadre dei paesi dell'Est, molte tedesche, alcune inglesi (e anche turche o greche ad esempio) hanno rafforzato il loro patrimonio e la loro redditività attraverso infrastrutture e marketing. Per non parlare del pubblico che hanno.
Il fatto che siano "movimenti calcistici" e non singoli club non c'entra nulla. In questi Paesi mica sono stati varati "piani quinquennali" di sviluppo del calcio. Senz'altro hanno agito delle norme specifiche in certi ambiti (sulle quali in Italia non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, anzi, altrimenti lo Juventus Stadium non lo spiegheresti, e oltretutto tante norme le hanno letteralmente copiate da noi).
Semplicemente i singoli club di quei Paesi (chi prima, chi dopo, chi meglio, chi peggio) hanno sfruttato le occasioni che si sono presentate. Ciascuna ha avuto una sua strategia e una sua particolarità.
O che per caso il pubblico tedesco riempie gli stadi perché si sente parte del "movimento" nazionale? Lasciamo stare queste formule giornalistiche.
Ripeto, a me non interessa che la Lazio "
cambi significativamente - e per il medio/lungo periodo - il suo status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica" (prima cosa perché non capisco cosa significa e poi perché ho il sospetto che sia solo un sofisma dialettico peraltro già utilizzato).
Mi basterebbe che avesse uno straccio di progetto di stadio, che sapesse sfruttare i canali di finanziamento disponibili per un rafforzamento della squadra, che sapesse vendere un po' meglio quello che lei stessa è attraverso iniziative meno penose.
A me interessa che, relativamente a ciò che la circonda, in termini di competitors e di strumentazione utilizzabile per lo sviluppo,
non perda terreno. E pubblico. Cosa che sta avvenendo.
Ieri Andrea Vespa ti parlava del nuovo mercato creato a Londra per le imprese sportive.
Ma non ti spaventa un po' l'idea che dopo le squadre inglesi, sia la volta di quelle tedesche, francesi e italiane e che noi con la zavorra di una gestione arcaica (che non conosce neanche l'ABC della comunicazione o si fa riprendere da Reja che dall'alto dell'Atalanta ricorda che lavora con un team di 15 persone) potremmo perdere posizioni, relativamente, anche rimanendo delle dimensioni attuali?
I nuovi canali di finanziamento creeranno un rafforzamento dei processi di selezione. Non mi preoccupano i prossimi tre anni, ma i prossimi 20.