Andamento del mercato nel settore dell'investimento sportivo (spin off)

Aperto da italicbold, 02 Dic 2015, 13:39

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Citazione di: syrinx il 03 Dic 2015, 15:16
Non fare l'offeso.  :beer:

Mi mi hai offeso. :D

Citazione di: syrinx il 03 Dic 2015, 15:15
Ape', stiamo parlando di crescita di un'intera federazione o di singoli club? Gli esempi della cescita dell'est europa e della Germania demostrano le possibilita' di sucesso di un intero movimento calcistico attraverso condizioni favorevoli ed investimenti.

Il discorso per un singolo club e' completamente diverso. Lasciamo stare PSG, Man City e co. Quali club europei hanno cambiato significativamente - e per il medio/lungo periodo - il loro status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica?

Quali? Ad esempio il Barcellona che fino a 10 anni fa non era 'sta corazzata inattaccabile che è oggi, segno che hanno fatto qualcosa e l'hanno fatta (fin troppo) bene.
Però sarebbe anche il caso di citare altri esempi meno rutilanti.
Tempo fa ho provato a fare un parallelo tra l'Atletico Madrid e la Lazio, realtà molto vicine. Non l'avessi mai fatto.

Zarathustra

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Citazione di: syrinx il 03 Dic 2015, 15:15
Ape', stiamo parlando di crescita di un'intera federazione o di singoli club? Gli esempi della cescita dell'est europa e della Germania demostrano le possibilita' di sucesso di un intero movimento calcistico attraverso condizioni favorevoli ed investimenti.

Il discorso per un singolo club e' completamente diverso. Lasciamo stare PSG, Man City e co. Quali club europei hanno cambiato significativamente - e per il medio/lungo periodo - il loro status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica?


Premetto che non ho capito la significatività del seguente parametro: "cambiato significativamente - e per il medio/lungo periodo - il loro status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica".
Che significa?
Poniamo il caso che ci siano, ora, in Europa 25 squadre che hanno intrapreso un percorso di sviluppo, per dire da tre anni, non vanno prese in considerazione perché non si tratta di un medio/lungo periodo (o peggio, perché ancora non ce ne siamo accorti)?

Lascia perdere i parametri e guarda la realtà: moltissime squadre dei paesi dell'Est, molte tedesche, alcune inglesi  (e anche turche o greche ad esempio) hanno rafforzato il loro patrimonio e la loro redditività attraverso infrastrutture e marketing. Per non parlare del pubblico che hanno.

Il fatto che siano "movimenti calcistici" e non singoli club non c'entra nulla. In questi Paesi mica sono stati varati "piani quinquennali" di sviluppo del calcio. Senz'altro hanno agito delle norme specifiche in certi ambiti (sulle quali in Italia non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, anzi, altrimenti lo Juventus Stadium non lo spiegheresti, e oltretutto tante norme le hanno letteralmente copiate da noi).

Semplicemente i singoli club di quei Paesi (chi prima, chi dopo, chi meglio, chi peggio) hanno sfruttato le occasioni che si sono presentate. Ciascuna ha avuto una sua strategia e una sua particolarità.
O che per caso il pubblico tedesco riempie gli stadi perché si sente parte del "movimento" nazionale? Lasciamo stare queste formule giornalistiche.

Ripeto, a me non interessa che la Lazio "cambi significativamente - e per il medio/lungo periodo - il suo status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica" (prima cosa perché non capisco cosa significa e poi perché ho il sospetto che sia solo un sofisma dialettico peraltro già utilizzato).

Mi basterebbe che avesse uno straccio di progetto di stadio, che sapesse sfruttare i canali di finanziamento disponibili per un rafforzamento della squadra, che sapesse vendere un po' meglio quello che lei stessa è attraverso iniziative meno penose.

A me interessa che, relativamente a ciò che la circonda, in termini di competitors e di strumentazione utilizzabile per lo sviluppo, non perda terreno. E pubblico. Cosa che sta avvenendo.

Ieri Andrea Vespa ti parlava del nuovo mercato creato a Londra per le imprese sportive.

Ma non ti spaventa un po' l'idea che dopo le squadre inglesi, sia la volta di quelle tedesche, francesi e italiane e che noi con la zavorra di una gestione arcaica (che non conosce neanche l'ABC della comunicazione o si fa riprendere da Reja che dall'alto dell'Atalanta ricorda che lavora con un team di 15 persone) potremmo perdere posizioni, relativamente, anche rimanendo delle dimensioni attuali?

I nuovi canali di finanziamento creeranno un rafforzamento dei processi di selezione. Non mi preoccupano i prossimi tre anni, ma i prossimi 20.

porgascogne

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Citazione di: Zarathustra il 03 Dic 2015, 16:03a me non interessa che la Lazio "cambi significativamente - e per il medio/lungo periodo - il suo status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica" (prima cosa perché non capisco cosa significa e poi perché ho il sospetto che sia solo un sofisma dialettico peraltro già utilizzato).

Mi basterebbe che avesse uno straccio di progetto di stadio, che sapesse sfruttare i canali di finanziamento disponibili per un rafforzamento della squadra, che sapesse vendere un po' meglio quello che lei stessa è attraverso iniziative meno penose.

A me interessa che, relativamente a ciò che la circonda, in termini di competitors e di strumentazione utilizzabile per lo sviluppo, non perda terreno. E pubblico. Cosa che sta avvenendo.

Ieri Andrea Vespa ti parlava del nuovo mercato creato a Londra per le imprese sportive.

Ma non ti spaventa un po' l'idea che dopo le squadre inglesi, sia la volta di quelle tedesche, francesi e italiane e che noi con la zavorra di una gestione arcaica (che non conosce neanche l'ABC della comunicazione o si fa riprendere da Reja che dall'alto dell'Atalanta ricorda che lavora con un team di 15 persone) potremmo perdere posizioni, relativamente, anche rimanendo delle dimensioni attuali?

I nuovi canali di finanziamento creeranno un rafforzamento dei processi di selezione. Non mi preoccupano i prossimi tre anni, ma i prossimi 20.

stesse preoccupazioni, magari scritte (e pensate) peggio

Magnopèl

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Citazione di: porgascogne il 03 Dic 2015, 16:49
stesse preoccupazioni, magari scritte (e pensate) peggio
Same for me.
Ottimo veramente Zarathustra.

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syrinx

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Citazione di: Zarathustra il 03 Dic 2015, 16:03

Premetto che non ho capito la significatività del seguente parametro: "cambiato significativamente - e per il medio/lungo periodo - il loro status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica".
Che significa?
Poniamo il caso che ci siano, ora, in Europa 25 squadre che hanno intrapreso un percorso di sviluppo, per dire da tre anni, non vanno prese in considerazione perché non si tratta di un medio/lungo periodo (o peggio, perché ancora non ce ne siamo accorti)?

Lascia perdere i parametri e guarda la realtà: moltissime squadre dei paesi dell'Est, molte tedesche, alcune inglesi  (e anche turche o greche ad esempio) hanno rafforzato il loro patrimonio e la loro redditività attraverso infrastrutture e marketing. Per non parlare del pubblico che hanno.

Il fatto che siano "movimenti calcistici" e non singoli club non c'entra nulla. In questi Paesi mica sono stati varati "piani quinquennali" di sviluppo del calcio. Senz'altro hanno agito delle norme specifiche in certi ambiti (sulle quali in Italia non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, anzi, altrimenti lo Juventus Stadium non lo spiegheresti, e oltretutto tante norme le hanno letteralmente copiate da noi).

Semplicemente i singoli club di quei Paesi (chi prima, chi dopo, chi meglio, chi peggio) hanno sfruttato le occasioni che si sono presentate. Ciascuna ha avuto una sua strategia e una sua particolarità.
O che per caso il pubblico tedesco riempie gli stadi perché si sente parte del "movimento" nazionale? Lasciamo stare queste formule giornalistiche.

Ripeto, a me non interessa che la Lazio "cambi significativamente - e per il medio/lungo periodo - il suo status nazionale ed internazionale attraverso una crescita organica" (prima cosa perché non capisco cosa significa e poi perché ho il sospetto che sia solo un sofisma dialettico peraltro già utilizzato).

Mi basterebbe che avesse uno straccio di progetto di stadio, che sapesse sfruttare i canali di finanziamento disponibili per un rafforzamento della squadra, che sapesse vendere un po' meglio quello che lei stessa è attraverso iniziative meno penose.

A me interessa che, relativamente a ciò che la circonda, in termini di competitors e di strumentazione utilizzabile per lo sviluppo, non perda terreno. E pubblico. Cosa che sta avvenendo.

Ieri Andrea Vespa ti parlava del nuovo mercato creato a Londra per le imprese sportive.

Ma non ti spaventa un po' l'idea che dopo le squadre inglesi, sia la volta di quelle tedesche, francesi e italiane e che noi con la zavorra di una gestione arcaica (che non conosce neanche l'ABC della comunicazione o si fa riprendere da Reja che dall'alto dell'Atalanta ricorda che lavora con un team di 15 persone) potremmo perdere posizioni, relativamente, anche rimanendo delle dimensioni attuali?

I nuovi canali di finanziamento creeranno un rafforzamento dei processi di selezione. Non mi preoccupano i prossimi tre anni, ma i prossimi 20.

Cio' che intendevo e' che nel breve periodo, i risultati sportivi e finanziari possono variare significativamente senza che ci sia vera crescita o un cambio stutturale e di lungo periodo. Vista la tua ultima frase, mi sembra che tu sia d'accordo con me sul fatto che il metro di giudizio sia la crescita nel lungo periodo piuttosto che qualche buona annata di fila. E giudicare la crescita di lungo periodo in base a tre anni e' in effetti estremamente problematico. E' come estrapolare la crescita della Cina degli ultimi 20 anni per i prossimi 200: una follia.

Per questo ti ho chiesto quali squadre abbiano cambiato radicalmente il loro status (sono diventate una big se prima non lo erano, sono passate da essere una squadra di basso a medio livello ecc.) in maniera permanente o quasi negli ultimi 20 anni, perche' basandoci sul passato abbiamo dati veri invece che proiezioni basate su tre anni di dati. Oggi cisono suqadre che promettono bene, tipo l'Atletico, vedremo dove saranno fra 5 anni. Anche noi nell 99-00 promettevamo bene, poi siamo quasi falliti.

Puo' benissimo essere che la Lazio stia perdendo il treno delle crescita. Sinceramente non lo so. L'unica cosa che mi sento veramente di imputare a Lotito e di non spingere di piu' sullo stadio. Per il resto in Italia, a parte la Juve, non vedo nessuna societa' imbarcata su una traiettoria di crescita di lungo periodo, nemmeno le merde.

Per finire, il movimento calcistico nazionale conta eccome. Le squadfre inglesi, tedesche ed est europee stanno crescendo insieme a tutto il movimento e grazie alle opportunita' che la crescita del moviemnto stesso mette loro a disposizione. La crescita spesso necessita' di coordinazione fra varie unita' e comunione di intenti. Non e' una formula giornalistica, e' un dato di fatto.

italicbold

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Attenzione, secondo me a parte le squadre inglesi, che hanno un sistema rodato e estremamente florido (per fare un esempio, a partire dal 2017 la squadra ultima classificata della premier league prenderà, dai diritti televisivi, più di quanto prenda la squadra campione d'Italia tra campionato e champion's), tutti gli altri paesi soffrono dell'eccessiva dipendenza della propria stabilità finanziaria dai proventi europei.
L'Est europeo ha vissuto sul mare di denaro proveniente dagli oligarchi del gas, vedi alla voce Gazprom.

Zarathustra

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Caro Syrinx, probabilmente non siamo su posizioni molto distanti.
Io parlavo di sofisma perché quella locuzione non è l'obiettivo che un manager sportivo si pone.
Cioè, nessuno nella sua programmazione dice: mi pongo l'obiettivo di collocarmi stabilmente a un buon livello in campo nazionale e internazionale.
Perche si tratterebbe di programmare i risultati. Impossibile. Nessuno prenderebbe sul serio un'affermazione di questo tipo in ambiente professionale. Poi la stampa si sa, ste cose le scrive ma lasciano il tempo che trovano.

Le variabili effettivamente programmabili e di primaria importanza, attualmente, sono sostanzialmente tre:
1. La costruzione di un proprio stadio (per chi non lo ha);
2. L'approccio e l'uso dei canali di finanziamento e dei canali per la ricerca di partnership (che possono essere specifiche o globali);
3. Il marketing e la promozione.
Se vuoi, puoi aggiungere la costruzione di un settore giovanile ben fatto (non tutte le discipline e i Paesi curano questa cosa. Noi fortunatamente si, con una buona tradizione).

Su queste tre o quattro variabili scansioni gli obiettivi relativi a ciascuna di esse.
Se queste cose ti riescono bene, dopo un certo numero di anni potrai dire: la nostra programmazione sulle variabili strategiche ci ha permesso di "collocarci stabilmente su buoni livelli nazionali e internazionali" eccetera.

Ora, io non mi preoccupo del prossimo ventennio perché non potrò collocarmi eccetera, eccetera. Mi preoccupo perché la società, nelle tre variabili che attualmente ogni team sportivo (anche di altre discipline) cura e programma, non sta facendo quasi nulla. La prima non c'è, la seconda neanche, la terza si sa.

Detta facile. Se sei forte in queste cose cogliere le opportunità sportive vere e proprie (il mercato, la Champions) diventa più facile e diventa più facile conseguire risultati. Quelle cose lì non si programmano. Non si possono programmare. Chi poteva programmare il terzo posto? Sei tu che devi essere pronto.
Nello sport si coglie l'attimo, l'occasione. Si affrontano positivamente le opportunità se sei pronto e solido, se non lo sei vai male.
La programmazione seria su quegli aspetti ti serve anche affrontare eventuali imprevisti. Che ci sono sempre. Si tratta di uno sport.






Pergianluca

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Citazione di: AndreaVespa il 02 Dic 2015, 15:22
Mi piace questo topic. Proprio domani mi avro' una discussione in merito con un senior manager della mia azienda per descrivergli questo settore, che in teoria viene considerato facente parte di Media & Entertaining, ma che in realta', a parer mio, puo' e deve essere considerato come un settore a se' stante. Dato che di tutte le maggiori squadre dei principali campionati solo il Chelsea e' investment grade (solamente perche' garantita da Abramovich), questo fa capire quanto poco stabile il settore, ma anche la potenzialita' che c'e'. Noi ci occupiamo di Private Equity e Private Debt e potrebbe essere qualcosa di interessante nel quale entrare, con le giuste precauzioni.
A tal proposito, proprio quest'estate ha aperto il London Sport Exchange, dove squadre di calcio e non possono collegarsi a potenziali investitori, private equity firm o hedge funds.

Pensate che Ajax, Arsenal e Saint-Etienne sono le squadre piu' stabili a livello finanziario e sono comunque high yield.
Ma perché non cominciate un test preliminare con una sana società di pallavolo?
La prossima volta che passo da NY ti illustro meglio l'opportunità!
Detto questo, e passando a cose meno serie, una domanda a te, Zarathustra, IB ed agli altri.
Per un "investitore istituzionale" (da intendersi in senso lato, al limite comprensivo del ricco scemo 2.0) quale è la specifica prospettiva di remunerazione che potrebbe indurre ad investire nello sport professionistico in generale e nel calcio italiano in particolare?
Detto altrimenti, nel nostro specifico contesto (ben descritto, secondo me, da IB), al di là dell'acquisto del patrimonio "reputazionale" a scopo domestico, un potenziale investitore su cosa potrebbe fondare le aspettative di profitto necessarie a remunerare l'investimento compiuto non solo in termini assoluti, ma anche, comparativamente, tenuto conto delle prospettive di guadagno ricollegabili ad altri investimenti alternativi (anche sostanzialmente simili)?

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Andreavespa

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Per quel che mi riguarda, e' molto semplice:

1) Rendite high yield in un contesto economico dai tassi ai minimi storici: se posso prendermi un pool di private bond di squadre italiane con un average yield del 12-14%, lo faccio MOOOOOOOOOLTO volentieri, e sono pure disposto a prendermi un Parma ogni tanto nel c*lo

2) Rischi relativamente minori legati al fatto che le squadre di calcio hanno, solitamente, ties molto forti con le citta' di appartenenza e conseguente possibilita' di bailout da parte di citta', provincia, regione, stato, a causa della pressione effettuata dai tifosi

3) Possibilita' di collateralizzare revenue streams gia' garantite negli anni avvenire (contratti televisivi, sponsorizzazioni, etc)


Nota bene che io ti sto parlando di una debt investment strategy, no di un'acquisizione. Al massimo posso essere interessato a mezzanine debt con conversion options.

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Senti nun me fate incazza diteje che er mezzanino nun lo vendo e basta!

ES

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Quello che dice syrinx è chiaro e giusto, e anche semplice.
Zara fa giuste valutazioni ma queste valutazioni (stadio, canali, etc) dovrebbero prevedere una conoscenza che non abbiamo. Oggi chi prende una squadra in Italia lo fa per pubblicità, lavaggio denaro sporco (hanno tentato proprio con la Lazio), speculazione. In ogni caso acquista caricando i costi sulla società e senza alcun rischio in proprio. La unica possibilità di speranza non sono certo gli esempi di thoir e pallotta, ma l'avvento di Mr Bee. Ma  pare fallita anche questa eventualità.
Questi i fatti ad oggi, restano i tentativi, ma alla luce delle informazioni tenderei a chiamarli con altro nome.
Per me. 

WhiteBluesBrother

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Citazione di: AndreaVespa il 03 Dic 2015, 21:09
Per quel che mi riguarda, e' molto semplice:

1) Rendite high yield in un contesto economico dai tassi ai minimi storici: se posso prendermi un pool di private bond di squadre italiane con un average yield del 12-14%, lo faccio MOOOOOOOOOLTO volentieri, e sono pure disposto a prendermi un Parma ogni tanto nel c*lo

2) Rischi relativamente minori legati al fatto che le squadre di calcio hanno, solitamente, ties molto forti con le citta' di appartenenza e conseguente possibilita' di bailout da parte di citta', provincia, regione, stato, a causa della pressione effettuata dai tifosi

3) Possibilita' di collateralizzare revenue streams gia' garantite negli anni avvenire (contratti televisivi, sponsorizzazioni, etc)


Nota bene che io ti sto parlando di una debt investment strategy, no di un'acquisizione. Al massimo posso essere interessato a mezzanine debt con conversion options.
Non dubito che sia semplice per te, ma io non ho capito un cazzo.
Parlo inglese correntemente, ma sono digiuno al 80% di terminologia finance occupandomi di tutt'altro.
Ricordo solo qualche terminologia di base, e qualcosa utilizzato nella spiegazione dei risultati aziendali.
Earnings, ROCE, tutto chiaro, oltre siamo all'hic sunt leones.
Su leve finanziarie sto a zero. Perdonami, se puoi... :beer:
Almeno lo dico chiaramente, non come gran parte degli altri che fanno finta di capire tutto quel che dici. :)
A me i tuoi interventi incuriosiscono molto, mi piacerebbe capire bene di cosa parli, ma o metti un bel glossario spiegato bene, o fai una traduzione a fronte.
Ti ringrazio anticipatamente.
Ps
yield lo dici a soreta :rotfl2:

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Stasera o domani provo a spiegare le cose un po' terra-terra :)

Zarathustra

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Citazione di: AndreaVespa il 03 Dic 2015, 21:09
Per quel che mi riguarda, e' molto semplice:

1) Rendite high yield in un contesto economico dai tassi ai minimi storici: se posso prendermi un pool di private bond di squadre italiane con un average yield del 12-14%, lo faccio MOOOOOOOOOLTO volentieri, e sono pure disposto a prendermi un Parma ogni tanto nel c*lo

2) Rischi relativamente minori legati al fatto che le squadre di calcio hanno, solitamente, ties molto forti con le citta' di appartenenza e conseguente possibilita' di bailout da parte di citta', provincia, regione, stato, a causa della pressione effettuata dai tifosi

3) Possibilita' di collateralizzare revenue streams gia' garantite negli anni avvenire (contratti televisivi, sponsorizzazioni, etc)


Nota bene che io ti sto parlando di una debt investment strategy, no di un'acquisizione. Al massimo posso essere interessato a mezzanine debt con conversion options.

Quindi l'hai convinto  ;)

Zarathustra

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Citazione di: Pergianluca il 03 Dic 2015, 20:40
Detto altrimenti, nel nostro specifico contesto (ben descritto, secondo me, da IB), al di là dell'acquisto del patrimonio "reputazionale" a scopo domestico, un potenziale investitore su cosa potrebbe fondare le aspettative di profitto necessarie a remunerare l'investimento compiuto non solo in termini assoluti, ma anche, comparativamente, tenuto conto delle prospettive di guadagno ricollegabili ad altri investimenti alternativi (anche sostanzialmente simili)?

Praticamente stai commissionando uno studio  :).

A parte gli scherzi.
Andrea Vespa ti ha dato il punto di vista di chi lavora nella finanza (e in particolare di chi si occupa di Private Equity e Private Debt).
Mi sembra molto corretto il suo punto di vista. Lascio a lui la spiegazione (ci mancherebbe altro). Ma credo che avrete capito che se quel settore si apre di più allo sport le occasioni di finanziamento si moltiplicheranno. Per chi vorrà e saprà farlo.
Io posso darti il punto di vista di chi lavora in ambito legale in acquisizioni di imprese (anche sportive).
Una risposta univoca alla tua domanda non c'è.
L'acquisizione è cosa diversa dalla debt investment strategy e coinvolge altri aspetti.
Nei casi che ho seguito (qualche decina in campo sportivo, negli ultimi anni in forte crescita) non ho trovato una costante motivazionale dei diversi investitori. Molto dipende dalla loro situazione specifica (se sono o meno già nel settore, se hanno interessi sul territorio non solo edilizi, anzi questo mi è capitato di rado, se vogliono entrare in un Paese iniziando così, se hanno semplice passione). La maggior parte puntavano semplicemente sul core. Sui profitti tipici dell'investimento sportivo. Senza tanti retroscena.

Io di ricchi scemi non ne ho mai visti (e neanche dai miei colleghi ne ho mai sentito parlare).
E' un po' uno vulgata, mi spiace. Come quella di descrivere tutti gli investimenti come tentativi di cleaning, speculazione, ecc. Ripeto mi sembrano semplificazioni giornalistiche. Escludere a priori che qualcuno voglia entrare in Italia sulla base di queste cose fa un po' ridere. Gli investitori entrano continuamente e acquisiscono di tutto senza scopi Spectre Style.

Per sapere quale è la convenienza di uno specifico (e non ipotetico) investitore interessato ad esempio alla Lazio, sarebbe necessario sondare il mercato e analizzare le offerte. Non esiste altra via (questo è quello che suggerisce la mia umilissima esperienza).

Visto che si tratta di cose non generalizzabili, su questo topic avevo preferito concentrarmi sulle costanti che ho notato negli anni nel comportamento delle società sportive e dove puntano le loro strategie (anche qui cercando di schematizzare molto evitando troppi tecnicismi).

italicbold

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Citazione di: Zarathustra il 04 Dic 2015, 10:03
Praticamente stai commissionando uno studio  :).

A parte gli scherzi.
Andrea Vespa ti ha dato il punto di vista di chi lavora nella finanza (e in particolare di chi si occupa di Private Equity e Private Debt).
Mi sembra molto corretto il suo punto di vista. Lascio a lui la spiegazione (ci mancherebbe altro). Ma credo che avrete capito che se quel settore si apre di più allo sport le occasioni di finanziamento si moltiplicheranno. Per chi vorrà e saprà farlo.
Io posso darti il punto di vista di chi lavora in ambito legale in acquisizioni di imprese (anche sportive).
Una risposta univoca alla tua domanda non c'è.
L'acquisizione è cosa diversa dalla debt investment strategy e coinvolge altri aspetti.
Nei casi che ho seguito (qualche decina in campo sportivo, negli ultimi anni in forte crescita) non ho trovato una costante motivazionale dei diversi investitori. Molto dipende dalla loro situazione specifica (se sono o meno già nel settore, se hanno interessi sul territorio non solo edilizi, anzi questo mi è capitato di rado, se vogliono entrare in un Paese iniziando così, se hanno semplice passione). La maggior parte puntavano semplicemente sul core. Sui profitti tipici dell'investimento sportivo. Senza tanti retroscena.

Io di ricchi scemi non ne ho mai visti (e neanche dai miei colleghi ne ho mai sentito parlare).
E' un po' uno vulgata, mi spiace. Come quella di descrivere tutti gli investimenti come tentativi di cleaning, speculazione, ecc. Ripeto mi sembrano semplificazioni giornalistiche. Escludere a priori che qualcuno voglia entrare in Italia sulla base di queste cose fa un po' ridere. Gli investitori entrano continuamente e acquisiscono di tutto senza scopi Spectre Style.

Per sapere quale è la convenienza di uno specifico (e non ipotetico) investitore interessato ad esempio alla Lazio, sarebbe necessario sondare il mercato e analizzare le offerte. Non esiste altra via (questo è quello che suggerisce la mia umilissima esperienza).

Visto che si tratta di cose non generalizzabili, su questo topic avevo preferito concentrarmi sulle costanti che ho notato negli anni nel comportamento delle società sportive e dove puntano le loro strategie (anche qui cercando di schematizzare molto evitando troppi tecnicismi).

C'é un po una contraddizione in quello che scrivi.
E in qualche modo banalizzi quello che abbiamo scritto. E' proprio perché penso che non esistano ricchi scemi che sono convinto che, al momento, non esistano i presupposti perché un importante investitore possa rilevare una società di calcio in Italia.
Gli investimenti, quale che sia il punto di osservazione che si ha, hanno sempre un punto fermo. Il ritorno.
Il ROI, cosi' anch'io metto un termine tecnico...  ;))
Se non c'é, al tuo investitore gli puoi raccontare dei fantastici giocatori dei meno nove, di Chinaglia che da un calcio al sedere di D'amico, ma resta che il suo investimento deve avere un ritorno economico.
E' un fatto che, oggi, investitori di grande livello, con forti capitali, non ce ne sono nel campionato italiano.
Perché manca, ed é la domanda che pone anche Pergianluca, la ragione per farlo che non sia contingente a una situazione particolare.
Io non vedo neanche questo ruolo cosi risolutore che avrebbe avuto l'articolo postato da AndreaVespa.
Una cosa é la possibilità di contrarre debiti delle società, un'altra é quella di attrarre investitori consistenti tale da rivoltare la composizione societaria.
Che la Lazio sia solvibile lo sapevamo. I suoi bilanci sono relativamente sani, ma questo é un altro dibattito.
Un fondo d'investimento che mette i titoli Lazio nel suo portafoglio non é una follia (é questo quello che vuol dire, in soldoni, il suo ultimo post), ma che acquisisca la maggioranza azionaria é un altro paio di maniche.
La questione più interessante é sapere se oggi una società di calcio italiana é veramente appetibile come proprietà.
E a questa domanda, a mio avviso, nessuno ha ancora risposto, compreso l'articolo di AV.
A meno di non giostrare con la confusione che il termine "investitore" puo' portare.


Zarathustra

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Citazione di: italicbold il 04 Dic 2015, 10:31

La questione più interessante é sapere se oggi una società di calcio italiana é veramente appetibile come proprietà.
E a questa domanda, a mio avviso, nessuno ha ancora risposto, compreso l'articolo di AV.


Ma l'articolo di AV non mirava a rispondere a questa domanda alla quale nessuno, secondo me, può rispondere con certezza a priori.
Il mio punto di vista mi induce decisamente però a non poterlo affatto escludere (anzi). Tu puoi farlo?

Ripeto, molto serenamente, sarebbe necessario sondare il mercato come sempre si fa in questi casi. Altre vie non ci sono. Quindi forse non lo sapremo mai.

PS Mi spiace ti abbia dato l'idea di banalizzare quanto scritto da altri. Non era certo mia intenzione. Cercavo solo di rendere semplice ciò che volevo dire io. E di riportare il discorso su un piano dove la differenza dei punti di vista non renda troppo difficile intendersi.

PPS So bene che non riuscirò mai a persuaderti. Sarebbe come tentare di convincerti che la mischia dell'Australia messa su da Ledesma poi si è rivelata una grossa sola.... :p

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italicbold

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Citazione di: Zarathustra il 04 Dic 2015, 10:55
Il mio punto di vista mi induce decisamente però a non poterlo affatto escludere (anzi). Tu puoi farlo?

Nel corto periodo si. Senza neanche spendere un centesimo in advisor.
;))

Citazione di: Zarathustra il 04 Dic 2015, 10:55
PPS So bene che non riuscirò mai a persuaderti. Sarebbe come tentare di convincerti che la mischia dell'Australia messa su da Ledesma poi si è rivelata una grossa sola.... :p

Grossa sola mi sembra una parola forte...  ;))


eaglemiky

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Citazione di: Zarathustra il 04 Dic 2015, 10:55
Ma l'articolo di AV non mirava a rispondere a questa domanda alla quale nessuno, secondo me, può rispondere con certezza a priori.
Il mio punto di vista mi induce decisamente però a non poterlo affatto escludere (anzi). Tu puoi farlo?

Ripeto, molto serenamente, sarebbe necessario sondare il mercato come sempre si fa in questi casi. Altre vie non ci sono. Quindi forse non lo sapremo mai.

PS Mi spiace ti abbia dato l'idea di banalizzare quanto scritto da altri. Non era certo mia intenzione. Cercavo solo di rendere semplice ciò che volevo dire io. E di riportare il discorso su un piano dove la differenza dei punti di vista non renda troppo difficile intendersi.

PPS So bene che non riuscirò mai a persuaderti. Sarebbe come tentare di convincerti che la mischia dell'Australia messa su da Ledesma poi si è rivelata una grossa sola.... :p
Il sistema calcio italiano e' molto incancrenito e per quello e' anche molto sottovalutato. Vediamo se le proprieta' straniere esistenti riusciranno a internazionalizzarlo e renderlo piu appetibile. Se cosi fosse tutte le societa' medie italiane potrebbero diventare molto interessanti.

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