Andamento del mercato nel settore dell'investimento sportivo (spin off)

Aperto da italicbold, 02 Dic 2015, 13:39

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fish_mark

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Citazione di: eaglemiky il 04 Dic 2015, 13:59
Se Pallotta ha si e' fatto prestare  dei soldi in banca per comprare quote della  roma vorrei sapere dove e come la roma sta pagando le aziende di Pallotta o correlate per farlo rientrare dell'eventuale debito. Dov'e la smoking gun ? Sono evidenziati nel bilancio della roma pagamenti milionari ad aziende che si possono ricondurre a Pallotta come per le famose correlate di Lotito ?  In ogni caso  per fare sto giochino non serve il Bond.

Leggendo il closing di tre anni fa - vado a memoria - nell'accordo tra Unicredit e Pallotta per la formazione della NEEP  si era deciso di acquisire il 67% della ASRoma con una ripoartizione di quota nel 70-30 tra Pallotta e unicredit per un costo complessivo (vado sempre a memoria) sui 70 milioni di euro.
Nel closing era anche stabilita una linea di credito a favore di Pallotta per successivi investimenti nell'ordine qualche decina di milioni di euro.
Questo per dire che Pallota, da ottimo professionista, di suo tirò fuori poco, ma molto poco.
Sembra strano, davvero incredibile, ma funziona così in questi casi.

eaglemiky

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Citazione di: fish_mark il 04 Dic 2015, 14:10
Leggendo il closing di tre anni fa - vado a memoria - nell'accordo tra Unicredit e Pallotta per la formazione della NEEP  si era deciso di acquisire il 67% della ASRoma con una ripoartizione di quota nel 70-30 tra Pallotta e unicredit per un costo complessivo (vado sempre a memoria) sui 70 milioni di euro.
Nel closing era anche stabilita una linea di credito a favore di Pallotta per successivi investimenti nell'ordine qualche decina di milioni di euro.
Questo per dire che Pallota, da ottimo professionista, di suo tirò fuori poco, ma molto poco.
Sembra strano, davvero incredibile, ma funziona così in questi casi.
Stiamo comunque parlando di un 70% di 70 milioni . 50 milioni mal contati. Poi la linea di credito si ripaga non sono soldi regalati a babbo morto.

fish_mark

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Citazione di: eaglemiky il 04 Dic 2015, 14:13
Stiamo comunque parlando di un 70% di 70 milioni . 50 milioni mal contati. Poi la linea di credito si ripaga non sono soldi regalati a babbo morto.

Nessuno seriamente pensa che l'Unicredit sia in animo di buttare soldi dalla finestra.
Questa cosa viene detta e ridetta, ma fa semplicemente ridere.
Si tratta di investimenti e niente altro, non di filantropia.

scintilla

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Citazione di: fish_mark il 04 Dic 2015, 14:10
Leggendo il closing di tre anni fa - vado a memoria - nell'accordo tra Unicredit e Pallotta per la formazione della NEEP  si era deciso di acquisire il 67% della ASRoma con una ripoartizione di quota nel 70-30 tra Pallotta e unicredit per un costo complessivo (vado sempre a memoria) sui 70 milioni di euro.
Nel closing era anche stabilita una linea di credito a favore di Pallotta per successivi investimenti nell'ordine qualche decina di milioni di euro.
Questo per dire che Pallota, da ottimo professionista, di suo tirò fuori poco, ma molto poco.
Sembra strano, davvero incredibile, ma funziona così in questi casi.

Poi però Pallotta fece un accordo con Unicredit, acquisì la loro quota e Unicredit gli cedette il credito, che valeva molto più della quota  stessa.
A quel punto quasi l'intero indebitamento del club era verso l'azionista di maggioranza.
Con l'ultima ristrutturazione, essendo state liquidate tutte le precedenti esposizioni debitorie, Pallotta s'è ripreso i suoi soldi e UC s'è levata la rogna.

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Zarathustra

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Citazione di: italicbold il 04 Dic 2015, 14:06

Comunque avere un punto di vista é una base abbastanza diffusa nelle discussioni.
Anche difenderlo finché non si trovano argomenti inoppugnabili contro...


Figurati. Questa discussione è bella per questo. Se no sai che palle...


italicbold

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Citazione di: scintilla il 04 Dic 2015, 14:27
Poi però Pallotta fece un accordo con Unicredit, acquisì la loro quota e Unicredit gli cedette il credito, che valeva molto più della quota  stessa.
A quel punto quasi l'intero indebitamento del club era verso l'azionista di maggioranza.

Ristrutturato con quasi 2 terzi della somma ottenuta dalle merde con il famoso bond.
Ovvero 131 milioni di euro su 200.
Ora le merde non hanno più il debito con le società di Pallotta, ma con G&S.

eaglemiky

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Citazione di: scintilla il 04 Dic 2015, 14:27
Poi però Pallotta fece un accordo con Unicredit, acquisì la loro quota e Unicredit gli cedette il credito, che valeva molto più della quota  stessa.
A quel punto quasi l'intero indebitamento del club era verso l'azionista di maggioranza.
Con l'ultima ristrutturazione, essendo state liquidate tutte le precedenti esposizioni debitorie, Pallotta s'è ripreso i suoi soldi e UC s'è levata la rogna.
Ok quindi Pallotta si e' accollato il credito della roma a fronte di  quali soldi? Una banca cede credito solo di fronte a cash. Un Bond non puo' estinguere credito ne crea solo un altro. Le quote di una societa' devono per forza essere intestate a qualcuno che le ha pagate con del cash , il quale cash resta a rischio. Come la giri la gir ma non e' possibile eliminare totalmente il rischio in una operazione o possedere delle azioni senza aver sborsato denaro nelle casse della societa' di cui detieni le azioni.

eaglemiky

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Citazione di: italicbold il 04 Dic 2015, 14:37
Ristrutturato con quasi 2 terzi della somma ottenuta dalle merde con il famoso bond.
Ovvero 131 milioni di euro su 200.
Ora le merde non hanno più il debito con le società di Pallotta, ma con G&S.
Ok ma i soldi del bond sono entrati nelle casse merdose non possono entrare nelle casse di pallotta. il bond e' garantito dalle merde le cui azioni sono in maggioranza di pallotta o una delle sue societa. Per comprarle ha dovuto per forza immettere del cash nel capitale azionario . Non e' per niente risk free la cosa .

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italicbold

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Citazione di: eaglemiky il 04 Dic 2015, 15:00
Ok ma i soldi del bond sono entrati nelle casse merdose non possono entrare nelle casse di pallotta. il bond e' garantito dalle merde le cui azioni sono in maggioranza di pallotta o una delle sue societa. Per comprarle ha dovuto per forza immettere del cash nel capitale azionario . Non e' per niente risk free la cosa .

Se ho capito bene, per te, non puo' esistere, non esiste e non é mai esistita la finanza creativa.
Non é mai accaduto che una società sia stata comprata a debito e che questo debito non sia mai stato fatto ricadere sulla società stessa, attraverso un semplice giro di scatole cinesi ?
Per me si, e la storia finanziaria, e se vogliamo anche giudiziaria, degli ultimi decenni anche.

Poi, ovviamente, si é liberi di pensare che é solo per comodità dei trasporti che la società controllante il 79% del capitale delle merde abbia sede nel Delaware e non a Via di Ripetta.

Un abbraccio in sincera amicizia.
;))

eaglemiky

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Citazione di: italicbold il 04 Dic 2015, 15:26
Se ho capito bene, per te, non puo' esistere, non esiste e non é mai esistita la finanza creativa.
Non é mai accaduto che una società sia stata comprata a debito e che questo debito non sia mai stato fatto ricadere sulla società stessa, attraverso un semplice giro di scatole cinesi ?
Per me si, e la storia finanziaria, e se vogliamo anche giudiziaria, degli ultimi decenni anche.

Poi, ovviamente, si é liberi di pensare che é solo per comodità dei trasporti che la società controllante il 79% del capitale delle merde abbia sede nel Delaware e non a Via di Ripetta.

Un abbraccio in sincera amicizia.
;))
Caro ci lavoro nella finanza creativa ed e' per quello che penso di consocere abbastanza bene i giochetti del mestiere.  Ti puoi inventare tutte le scatole cinesi che vuoi , utilizzare tutte le leve ma all' inzio quando acquisisci delle azioni   o la banca  ti scontaun credito o  da qualche parte deve avere del tuo cash in mano o come garanzia.  da qualche parte il seed ci deve stare, la banche  che ti prestano  i soldi a zero  risk a sto mondo non esistono . Il capitale e' nel Delaware perche li c'e un regime fiscale vantaggioso non perche Unicredit regala i soldi a Pallotta a quale scopo poi ? Capisco e so bene  che in Italia molti personaggi dubbi e ammanicati  siano stato aiutati in modo oltremodo generoso dalle banche per acquisire aziende molto piu grandi rispetto al  loro patrimonio e noi lo sappiamo bene ma anche in quel caso e'entrato comunque del cash nell'azienda.
In ogni caso vi state inventando le storie piu strampalate ma ancora non si e' capito come Pallotta si sia potuto re intascare l'investimento iniziale , oltretutto la roma e' quotata in borsa ed ha un bilancio molto piccolo quindi delle irregolarita' si sgamerebbero subito.

scintilla

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Citazione di: eaglemiky il 04 Dic 2015, 15:35
Caro ci lavoro nella finanza creativa ed e' per quello che penso di consocere abbastanza bene i giochetti del mestiere.  Ti puoi inventare tutte le scatole cinesi che vuoi , utilizzare tutte le leve ma all' inzio quando acquisisci delle azioni   o la banca  ti scontaun credito o  da qualche parte deve avere del tuo cash in mano o come garanzia.  da qualche parte il seed ci deve stare, la banche  che ti prestano  i soldi a zero  risk a sto mondo non esistono . Il capitale e' nel Delaware perche li c'e un regime fiscale vantaggioso non perche Unicredit regala i soldi a Pallotta a quale scopo poi ? Capisco e so bene  che in Italia molti personaggi dubbi e ammanicati  siano stato aiutati in modo oltremodo generoso dalle banche per acquisire aziende molto piu grandi rispetto al  loro patrimonio e noi lo sappiamo bene ma anche in quel caso e'entrato comunque del cash nell'azienda.
In ogni caso vi state inventando le storie piu strampalate ma ancora non si e' capito come Pallotta si sia potuto re intascare l'investimento iniziale , oltretutto la roma e' quotata in borsa ed ha un bilancio molto piccolo quindi delle irregolarita' si sgamerebbero subito.

Diciamo che UC non è che ha regalato soldi a Pallotta, ma ha valutato conveniente cedergli un credito, il cui valore non poteva che essere valutato in rapporto alle possibilità di recuperarlo, evidentemente ritenute scarse, se non a fronte di una perdita di immagine che hanno valutato valere di più.


syrinx

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Mi sono perso un attimo. pallotta non ha fatto una cosa tipo i Glaser allo United: un leveraged buyout?

In questo caso la garanzia non sarebbero i soldi di pallotta ma i ricavi delle merde. La garanzia del prestito non deriva dunque dalla solvenza di chi acquista, ma dalla loro (presunta) capacita' di far generare ricavi sufficenti alla azienda acquistata.

Magari sbaglio nel caso specifico perche' non c'e' stato effettivamente un leveraged buyout, ma se le merde fallissero, la banca si rifarebbe sul patrimonio della societa' e ne diventerebbe propretaria, pallotta in concreto perdebbe solo la prospettiva di guadagni futuri derivanti dal gestire le cacche, non cash o altri assets (a meno che non siano stati apposti per complemetare i ricavi come garanzia).

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Pergianluca

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Citazione di: AndreaVespa il 03 Dic 2015, 21:09
Per quel che mi riguarda, e' molto semplice:

1) Rendite high yield in un contesto economico dai tassi ai minimi storici: se posso prendermi un pool di private bond di squadre italiane con un average yield del 12-14%, lo faccio MOOOOOOOOOLTO volentieri, e sono pure disposto a prendermi un Parma ogni tanto nel c*lo

2) Rischi relativamente minori legati al fatto che le squadre di calcio hanno, solitamente, ties molto forti con le citta' di appartenenza e conseguente possibilita' di bailout da parte di citta', provincia, regione, stato, a causa della pressione effettuata dai tifosi

3) Possibilita' di collateralizzare revenue streams gia' garantite negli anni avvenire (contratti televisivi, sponsorizzazioni, etc)


Nota bene che io ti sto parlando di una debt investment strategy, no di un'acquisizione. Al massimo posso essere interessato a mezzanine debt con conversion options.
Cerco di sintetizzare (banalizzando). Corrigemi se sbaglio.
Se io voglio prestare (nelle tante maniere che la finanza consente) il mio denaro a tassi per me vantaggiosi, l'azienda calcistica rappresenta un buon affare.
Questo perché, in un momento piatto per il mercato, l'azienda calcistica mi garantisce elevati tassi di interesse a fronte di un rischio di insolvenza tutto sommato accettabile (specie se opero in maniera sistematica nel settore). Nonostante all'apparenza il rischio creditizio delle società di calcio sia particolarmente elevato, infatti, in realtà esistono una serie di condizionamenti di contesto che riducono in maniera sostanziale il pericolo che la società indebitata "salti" e mi lasci il buco.
Inoltre, vista la sistematicità e la prevedibilià dei flussi finanziari, sarebbe agevole definire meccanismi di pagamento del debito "autoliquidanti", volti a dirottare e canalizzare nelle casse del finanziatore una parte dei redditi attesi. Con ulteriore riduzione del rischio
Se quanto precede può essere una fedele (ancorché grossolana) semplificazione del tuo pensiero, mi sentirei di dire che, nella tua prospettiva, per una società di calcio non dovrebbe essere particolarmente difficile trovare capitale di credito. Non dovrebbe, cioé, essere particolarmente difficile finanziarsi a debito da soggetti esterni, fermo restando che, prima o poi, quel debito (maggiorato di interessi non irrilevanti) ai soggetti esterni dovrà essere pagato (salvo prevedere forme di conversione del debito in partecipazioni).
Il che risolverebbe il problema della ricerca della liquidità per finanziare eventuali investimenti. Il che, per inciso, non è poco.
Mi sembra che, invece, rimanga irrisolto il quesito circa la ricerca e l'acquisizione di capitale di rischio. Rimanga irrisolto, cioé, il quesito circa la molla che dovrebbe indurre chi ha il denaro in tasca a scegliere di non prestarlo ma di investirlo nella società, rilevando una partecipazione più o meno rilevante, assumendosi il rischio dell'investimento. Quesito che, ovviamente, richiede di comprendere come possa immaginarsi che gli utili (non i ricavi) realizzati dalla società siano tali da ripagare l'investitore del costo dell'investimento e, poi, assicurargli anche un profitto.
E che questo sia il punto critico mi sembra confermato anche dall'osservazione della realtà degli investitori internazionali approdati nel nostro calcio: sia tohir sia il proprietario dei diversamante umani all'apparenza sono soci, ma in realtà si sono affrettati ad assumere la posizione di finanziatori/creditori, trasformando in maniera più o meno trasparente quello che, in teoria, avrebbe dovuto essere capitale di rischio in capitale di credito.
Ho semplificato troppo?

eaglemiky

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Citazione di: syrinx il 04 Dic 2015, 15:56
Mi sono perso un attimo. pallotta non ha fatto una cosa tipo i Glaser allo United: un leveraged buyout?

In questo caso la garanzia non sarebbero i soldi di pallotta ma i ricavi delle merde. La garanzia del prestito non deriva dunque dalla solvenza di chi acquista, ma dalla loro (presunta) capacita' di far generare ricavi sufficenti alla azienda acquistata.

Magari sbaglio nel caso specifico perche' non c'e' stato effettivamente un leveraged buyout, ma se le merde fallissero, la banca si rifarebbe sul patrimonio della societa' e ne diventerebbe propretaria, pallotta in concreto perdebbe solo la prospettiva di guadagni futuri derivanti dal gestire le cacche, non cash o altri assets (a meno che non siano stati apposti per complemetare i ricavi come garanzia).
No il leverage buyout si fa all'origine dell'acquisition. Io societa x con capitale 20 milioni emetto un bond da 200 garantito in parte dai miei 20m e nel resto dall'acquisto futuro dell'impresa piu grande per dirla in parole molto povere. Pallotta o meglio la Roma lo ha emesso dopo e lo ha emesso come roma non come Pallotta Delaware. In ogni caso l'altro filtro importante del Bond e' la banca stessa che fa da underwiter. Se il Bond non riuscisse a collocarlo si troverebbe lei in mano della carta straccia e non penso che nel caso della roma la goldman abbia molta vogia di restare con carta straccia in mano quindi prima di collocare controlla bene chi il prospetto sia a posto e a modo. Sta favola che il  LBO si faccia senza un minimo di capitale a rischio e' appunti una fiaba.

italicbold

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Citazione di: Pergianluca il 04 Dic 2015, 16:01
Cerco di sintetizzare (banalizzando). Corrigemi se sbaglio.
Se io voglio prestare (nelle tante maniere che la finanza consente) il mio denaro a tassi per me vantaggiosi, l'azienda calcistica rappresenta un buon affare.
Questo perché, in un momento piatto per il mercato, l'azienda calcistica mi garantisce elevati tassi di interesse a fronte di un rischio di insolvenza tutto sommato accettabile (specie se opero in maniera sistematica nel settore). Nonostante all'apparenza il rischio creditizio delle società di calcio sia particolarmente elevato, infatti, in realtà esistono una serie di condizionamenti di contesto che riducono in maniera sostanziale il pericolo che la società indebitata "salti" e mi lasci il buco.
Inoltre, vista la sistematicità e la prevedibilià dei flussi finanziari, sarebbe agevole definire meccanismi di pagamento del debito "autoliquidanti", volti a dirottare e canalizzare nelle casse del finanziatore una parte dei redditi attesi. Con ulteriore riduzione del rischio
Se quanto precede può essere una fedele (ancorché grossolana) semplificazione del tuo pensiero, mi sentirei di dire che, nella tua prospettiva, per una società di calcio non dovrebbe essere particolarmente difficile trovare capitale di credito. Non dovrebbe, cioé, essere particolarmente difficile finanziarsi a debito da soggetti esterni, fermo restando che, prima o poi, quel debito (maggiorato di interessi non irrilevanti) ai soggetti esterni dovrà essere pagato (salvo prevedere forme di conversione del debito in partecipazioni).
Il che risolverebbe il problema della ricerca della liquidità per finanziare eventuali investimenti. Il che, per inciso, non è poco.
Mi sembra che, invece, rimanga irrisolto il quesito circa la ricerca e l'acquisizione di capitale di rischio. Rimanga irrisolto, cioé, il quesito circa la molla che dovrebbe indurre chi ha il denaro in tasca a scegliere di non prestarlo ma di investirlo nella società, rilevando una partecipazione più o meno rilevante, assumendosi il rischio dell'investimento. Quesito che, ovviamente, richiede di comprendere come possa immaginarsi che gli utili (non i ricavi) realizzati dalla società siano tali da ripagare l'investitore del costo dell'investimento e, poi, assicurargli anche un profitto.
E che questo sia il punto critico mi sembra confermato anche dall'osservazione della realtà degli investitori internazionali approdati nel nostro calcio: sia tohir sia il proprietario dei diversamante umani all'apparenza sono soci, ma in realtà si sono affrettati ad assumere la posizione di finanziatori/creditori, trasformando in maniera più o meno trasparente quello che, in teoria, avrebbe dovuto essere capitale di rischio in capitale di credito.
Ho semplificato troppo?

La mia opinione é esattamente questa.

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Citazione di: eaglemiky il 04 Dic 2015, 16:10
No il leverage buyout si fa all'origine dell'acquisition. Io societa x con capitale 20 milioni emetto un bond da 200 garantito in parte dai miei 20m e nel resto dall'acquisto futuro dell'impresa piu grande per dirla in parole molto povere. Pallotta o meglio la Roma lo ha emesso dopo e lo ha emesso come roma non come Pallotta Delaware. In ogni caso l'altro filtro importante del Bond e' la banca stessa che fa da underwiter. Se il Bond non riuscisse a collocarlo si troverebbe lei in mano della carta straccia e non penso che nel caso della roma la goldman abbia molta vogia di restare con carta straccia in mano quindi prima di collocare controlla bene chi il prospetto sia a posto e a modo. Sta favola che il  LBO si faccia senza un minimo di capitale a rischio e' appunti una fiaba.

Si questo e' il bond di GS. Ma l'acuiasto del rioma da parte degli americani come e' avvenuto? Sinceramente non lo ricordo.

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Citazione di: Pergianluca il 04 Dic 2015, 16:01
Cerco di sintetizzare (banalizzando). Corrigemi se sbaglio.
Se io voglio prestare (nelle tante maniere che la finanza consente) il mio denaro a tassi per me vantaggiosi, l'azienda calcistica rappresenta un buon affare.
Questo perché, in un momento piatto per il mercato, l'azienda calcistica mi garantisce elevati tassi di interesse a fronte di un rischio di insolvenza tutto sommato accettabile (specie se opero in maniera sistematica nel settore). Nonostante all'apparenza il rischio creditizio delle società di calcio sia particolarmente elevato, infatti, in realtà esistono una serie di condizionamenti di contesto che riducono in maniera sostanziale il pericolo che la società indebitata "salti" e mi lasci il buco.
Inoltre, vista la sistematicità e la prevedibilià dei flussi finanziari, sarebbe agevole definire meccanismi di pagamento del debito "autoliquidanti", volti a dirottare e canalizzare nelle casse del finanziatore una parte dei redditi attesi. Con ulteriore riduzione del rischio
Se quanto precede può essere una fedele (ancorché grossolana) semplificazione del tuo pensiero, mi sentirei di dire che, nella tua prospettiva, per una società di calcio non dovrebbe essere particolarmente difficile trovare capitale di credito. Non dovrebbe, cioé, essere particolarmente difficile finanziarsi a debito da soggetti esterni, fermo restando che, prima o poi, quel debito (maggiorato di interessi non irrilevanti) ai soggetti esterni dovrà essere pagato (salvo prevedere forme di conversione del debito in partecipazioni).
Il che risolverebbe il problema della ricerca della liquidità per finanziare eventuali investimenti. Il che, per inciso, non è poco.
Mi sembra che, invece, rimanga irrisolto il quesito circa la ricerca e l'acquisizione di capitale di rischio. Rimanga irrisolto, cioé, il quesito circa la molla che dovrebbe indurre chi ha il denaro in tasca a scegliere di non prestarlo ma di investirlo nella società, rilevando una partecipazione più o meno rilevante, assumendosi il rischio dell'investimento. Quesito che, ovviamente, richiede di comprendere come possa immaginarsi che gli utili (non i ricavi) realizzati dalla società siano tali da ripagare l'investitore del costo dell'investimento e, poi, assicurargli anche un profitto.
E che questo sia il punto critico mi sembra confermato anche dall'osservazione della realtà degli investitori internazionali approdati nel nostro calcio: sia tohir sia il proprietario dei diversamante umani all'apparenza sono soci, ma in realtà si sono affrettati ad assumere la posizione di finanziatori/creditori, trasformando in maniera più o meno trasparente quello che, in teoria, avrebbe dovuto essere capitale di rischio in capitale di credito.
Ho semplificato troppo?
Si hai semplificato troppo  :pp. In effetti Tohir sta facendo ambo le cose ha messo soldi e anche prestati quindi a due posizioni di esposizione e anche rischio doppio ma si sta ripagando parte dell'investimento con gli interessi  esorbitanti del prestito. Se pero' nel frattempo qualcosa va molto storta perde su tutti e due i fronti capitale investito e prestato . Come se io comprassi azioni e vendessi put options sulle azioni per finanziarne in parte l'acquisto. Se salgono sono un genio e alla fine della fiera ho le azioni gratis se scendono me vado a buttare sotto il ponte d'ariccia  :=)).
Pallotta per ora ha immesso del capitale nelle merde  anche se esiguo , poi ne ha reimmesso e ha deciso di emettere un bond ma nota bene  , il bond e' un riom bond non pallotta bond , probabilmente per aiutare la crescita e sperare che in questo modo si rivalutino le sue azioni.   

eaglemiky

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Citazione di: syrinx il 04 Dic 2015, 16:29
Si questo e' il bond di GS. Ma l'acuiasto del rioma da parte degli americani come e' avvenuto? Sinceramente non lo ricordo.
Ci hanno messo i soldi stop. Per entrare nel capitale azionario di un azienda  puoi solo immettere cash non c'e altro modo. Poi come li trovi sono affari tuoi ma deve entrare x CASH per azione. Il famoso credito di Lotito lo ha prima scontato , lo ha trasformato in cash e poi quel cash lo ha versato nelle casse della Lazio.

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scintilla

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Io non so nel linguaggio finanziario quale sia il termine appropriato per descrivere l'operazione fatta da Pallotta, lascio la parola agli esperti, ma io la ricostruirei così:

Pallotta compra da UC  il 67%  del pacchetto di maggioranza chiedendo a lei stessa di partecipare alla gestione creando una società ad hoc, di finanziare l'acquisto e di aprire una linea di credito che  consenta di gestire la società nel breve periodo. In garanzia dà le stesse azioni della società.

Di fronte alla gestione "allegra" la banca non è contenta perchè con il suo 33% dovrebbe partecipare all'inevitabile aumento di capitale (100 milioni) e invece di rientrare di parte dei centinaia milioni di euro che ci ha rimesso in passato continua ad esporsi con se stessa visto che i bilanci del club sono in rosso e il debito è salito di nuovo a 130 milioni in poco tempo.

Gli americani forzano la mano capendo la situazione del cazzo in cui si è infilata UC (che non può chiudergli i rubinetti non solo per questione di immagine ma anche perchè si ritroverebbe in mano di nuovo tutte le azioni, e quindi tutto il debito). Non badano a spese per rilanciare il club, tanto i soldi ce li mette UC, sfruttando appieno le linee di credito.

La banca decide allora di uscire dal pantano e di rinunciare al credito se l'altro socio si accolla anche le sue quote e l'intero aumento di capitale a fronte di un corrispettivo di circa 30 milioni.

Pallotta quindi ha messo in tutto 130 milioni (la quota iniziale era a debito caricato sul bilancio delle merde, 100 adc+ 30 quote UC) in un club che ha 130 milioni di debiti verso il suo azionista di maggioranza, ossia verso di lui.

A questo punto scatta la ristrutturazione. Il bilancio si prevede ancora in rosso ma il fatturato è in aumento grazie alla CL. Espone il club per 175 milioni, una cifra vicina al suo fatturato, con il quale estingue tutti i vecchi debiti (quindi si riprende i 130 milioni) e copre il nuovo rosso.

Pergianluca

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Citazione di: eaglemiky il 04 Dic 2015, 16:31
Si hai semplificato troppo  :pp. In effetti Tohir sta facendo ambo le cose ha messo soldi e anche prestati quindi a due posizioni di esposizione e anche rischio doppio ma si sta ripagando parte dell'investimento con gli interessi  esorbitanti del prestito. Se pero' nel frattempo qualcosa va molto storta perde su tutti e due i fronti capitale investito e prestato . Come se io comprassi azioni e vendessi put options sulle azioni per finanziarne in parte l'acquisto. Se salgono sono un genio e alla fine della fiera ho le azioni gratis se scendono me vado a buttare sotto il ponte d'ariccia  :=)).
Pallotta per ora ha immesso del capitale nelle merde  anche se esiguo , poi ne ha reimmesso e ha deciso di emettere un bond ma nota bene  , il bond e' un riom bond non pallotta bond , probabilmente per aiutare la crescita e sperare che in questo modo si rivalutino le sue azioni.
Ok.
Cercando di essere meno grossolano, riformulo così

L'osservazione della realtà degli investitori internazionali approdati nel nostro calcio: sia tohir sia il proprietario dei diversamante umani, dopo il loro ingresso in società, hanno iniziato un percorso volto a cercare di sostituire, almeno in parte e per quanto possibile, il rischio azionario in rischio di credito, anche se questo inizialmente può implicare un aumento del rischio complessivo.
Inoltre, la vicenda del bond GS denota che, a fronte di necessità finanziarie della società che in un altro contesto sarebbe stato preferibile affrontare con un aumento di capitale, sia il socio sia un investitore istituzionale globale hanno ritenuto più conveniente e meno rischioso che quelle necessità fossero soddisfatte con debito piuttosto che con equity. Hanno ritenuto, cioé, per loro più conveniente che la liquidità fosse fornita mediante l'erogazione di un finanziamento da rimborsarsi a scadenza piuttosto ravvicinata, con maggiorazione di cospicui interessi (ferma la possibilità della rinegoziare della scadenza del debito) che mediante l'investimento in capitale di rischio da remunearsi con futuri utili.
Il che, tornando al discorso di AV, conferma che, allo stato delle cose, tra gli operatori sembra essere diffuso il convincimento che sia più conveniente finanziare una società di calcio che investirci
.


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