si fa un gran parlare, da un paio di giorni soprattutto ma se ne era già accennato in precedenza, della possibile nascita di una superlega calcio europea. da quel che è dato sapere, dovrebbe trattarsi di una lega a inviti, fondata sul bacino commerciale e totalmente slegata dal merito sportivo. calcio business allo stato puro, insomma. la stampa nostrana - che nessuno ha informato, che nessuno ha invitato, che nessuno ha consultato - si è premurata di farci sapere, senza alcun margine di incertezza, i nomi delle squadre italiane destinate a tanta fortuna. notando che nessuno si è lanciato in strali per la morte dei principi dello sport, impossibile non sottolineare come in nessuno degli elenchi proposti fossero presenti carpi e frosinone
"alla Lazio è rimasta soltanto l'europa league": capisco e condivido la delusione e la rabbia per un campionato buttato miseramente alle ortiche già alla fine di febbraio. al tempo stesso però penso sia giusto sottolineare come la Lazio, sempre in questo inizio di marzo, sia in competizione per lo stesso, identico, obiettivo di inter, milan, aesse, fiorentina e forse napoli. ovvero un posto per la prossima champions leagiue. loro se la giocano in Italia, noi in Europa, qualcuno ce la farà, altri no. difficile ora dire chi sarà più bravo o fortunato
ci sono decine di migliaia di tifosi che, a Roma, si sono messi in moto per veder riconosciuto quello che, a loro, pare inconfutabilmente un diritto negato. vogliono che alla Lazio sia riconosciuto, al pari del genoa, lo scudetto del 1915. hanno torto, hanno ragione? la giustizia sportiva dirà. nel frattempo, sarebbe interessante conoscere una qualche opinione di almeno qualcuno delle centinaia di opinionisti capitolini. una opinione, un parere, un sentimento, una previsione, un auspicio. anche solo una parola. niente, la stampa romana tutta ha altro da fare. e pensare che non è ancora iniziato l'addio lungo un anno
la filosofia e la scienza occidentale si confrontano da millenni sui rapporto che intercorrono tra qualità e quantità. al di la delle varie scuole di pensiero, tutti concordano nel riconoscere le variazioni della prima in rapporto alle variazione della seconda. deve essere così anche nel calcio, persino nel calcio italiano, addirittura nel calcio romano. la Lazio punta - così pare - ad aprire un (uno, di numero) albergo? deborda dalla essenza di una società di calcio. l'aesse punta - almeno vorrebbe puntare - ad aprire ristoranti (plurale), parcheggi, grattacieli, uffici, cinema e alberghi? strutture essenziali per dare forza e consistenza agli obiettivi sportivi. a decidere della qualità insomma è la quantità. difficile però negare il sospetto che a decidere, anche in questo caso, sia soprattutto la quantità dei bonus da distribuire in giro