nei suoi anni con gli allievi e con la primavera inzaghi ha messo in mostra tre qualità fondamentali: personalità, ambizione, idee
l'ambizione la metteva in mostra anche da giocatore, da questo punto di vista quindi non è cambiato gran che
la personalità invece, piuttosto carente in campo, è una dote che sembra aver preso forma in panchina. chi pensa a un inzaghi tecnico spaurito e subalterno non conosce bene la realtà. anche i giocatori avranno modo di accorgersene, da subito
le idee, infine. il 4-3-3 messo in campo da inzaghi in questi anni è piuttosto diverso da quello esibito da pioli. sia per la fase difensiva che per quella offensiva. squadra corta, molta attenzione alla fase di filtro del centrocampo, poco giro palla orizzontale, verticalizzazione rapide e ripetute in attacco. il gioco di inzaghi è finalizzato a mandare in gol con azioni estremamente rapide le due punte principali - un esterno e un centrale - del tridente offensivo (palombi e rossi quest'anno, due tra palombi/rossi/oiko/tounkara lo scorso anno). se vogliamo dare riferimenti, impropri ma facili da mettere a fuoco, più allegri o real madrid che non montella o barcellona. ecco, se pioli diceva di ispirarsi a guardiola, inzaghi rimanda assai più al tecnico livornese della juve (anche se la difesa a tre a Formello, anche con simone, resta tabù). niente tiki-taka insomma ma ricerca ossessiva dello spazio in verticale
il passaggio dal settore giovanile - anche se keita, patrid e mililnkovic sono grosso modo coetanei di mattia, murgia e palombi - non porta con se nulla di automatico. quello che è stato vero fino a sabato con la ternana potrebbe miseramente naufragare nelle prossime sette giornate. personalmente però non credo: ci saranno cambiamenti, nella scelta degli uomini e nel modo di giocare. vedremo quali risultati produrranno