Citazione di: PabloHoney il 06 Apr 2016, 23:12
Poi quando avete tempo mi spiegate, se vi va, perché uno Squinzi dovrebbe farmi stare meglio di lotito? Lo chiedo veramente perché l'idea che la Lazio debba attestarsi a un livello tipo Sassuolo non è che mi fa sorridere di gioia e serenità.... Non mi pare un passo avanti e al netto dell'antipatia per lotito vorrei capire perché leggo così frequentemente come esempio positivo il capo mapei che rischia esattamente quanto lotito.... Cioè zero
Aspe Pablo, si parla di Squinzi perché ha una disponibilità economica che Lotito se lo compra, lo regala, se lo ricompra e si scorda pure di averlo. La Mapei (di cui è amministratore unico) fattura 2,1 MLD l'anno e quasi un centinaio di milioni di utile (60 nel 2006 da wikipedia).
Al Sassuolo non può fare investimenti di un certo tipo perché è una realtà intrinsecamente limitata.
Ma comunque il Sassuolo è enormemente più forte di quello che la sua dimensione consentirebbe.
Magari Squinzi, potrei divenire credente.
Citazione di: Barabba Terzo il 06 Apr 2016, 23:22
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Rispondo sia a te che a Magnum.
A mio avviso non considerate la peculiare imprenditorialità di lotito.
Al netto dello slogan liberista, non è vero che ogni attività imprenditoriale è associata al rischio. Dipende dall'attività. Dipende dal settore, dalle specificità produttive.
Lotito fornisce servizi ad alta intensità di lavoro. Il capitale fisso delle sue imprese è pari a zero (o quasi).
Negli appalti di servizio di cui si occupa Lotito (in particolare pulizie) il grosso è la forza lavoro. Ma attraverso i contratti precari il rischio è tutto su di loro. Se perdo la commessa, non rinnovo i contratti.
Il rischio se non è zero, poco ci manca. La capacità dell'imprenditore sta tutta nella rete di relazioni (interessi) che gli permettono di moltiplicare commesse. Ma non rischia mai (o quasi).
Molte aziende che lavorano col pubblico ragionano così. Lotito non è un imprenditore che si muove in un mercato ad alta intensità di capitale, in cui l'investimento, molto spesso a debito, è essenziale per mantenere la competitività. Lotito si muove in un mercato in cui compri soprattutto forza lavoro e solo a commessa assegnata.
Rischio quasi zero, guadagno assicurato se sai muoverti in un ambiente in cui ci si mette d'accordo garantendo una fetta a tutti (qualità subito apprezzata in Lega da diversi Presidenti).
Lotito non gestisce la Lazio così perché la considera un lasciapassare né perché è il suo oggetto di lusso.
Io credo che Lotito sia sinceramente convinto di fare il bene della Lazio e altrettanto convinto che cosi si conduce correttamente un'impresa. Perché a questo lui è abituato.
La sua arroganza infinita non gli permette di avere l'umiltà di ammettere che non sa "fare impresa" con un'attività ben diversa dalla fornitura di servizi a commessa. Non ne ha il piglio, la stoffa. Ha sempre fatto altro.
Le sue "qualità" (io comunque non le considero tali, ma gli sono utili) si trasformano in grotteschi difetti.
Questo voler trovare a tutti i costi un fine occulto al suo comportamento a mio avviso falsa i giudizi.
una volontà determinata d'insuccesso sarebbe contro i suoi stessi interessi.
La verità è molto più semplice, oserei dire drammaticamente banale.
Lotito è CONVINTO di non poter permettersi quel salto per come lui sa fare impresa. E dunque di fare il bene della Lazio non facendolo.
Alcuni dicono: allora facesse il bene della Lazio mettendola in vendita.
Non so se ve ne siete accorti, ma la Lazio è GIA' in vendita.
Quale situazione migliore di questa per fare un'offerta? Davvero credete che Lotito oggi non cederebbe, al di là delle dichiarazioni di facciata?
Certo, tocca pure vedere se co sto clima da funerale perpetuo qualcuno disposto a fare un'offerta c'è davvero...