Claudio Lotito (Topic Ufficiale)

Aperto da Eagles77, 09 Feb 2016, 11:54

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Monsieur Opale

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ma si che mi ci incazzo, JS, che pensi che sta situazione, sti risultati non mi facciano girare i cabbasisi? Mi girano come pale eoliche.

Ma sono uno abituato, per natura, attitudine, metodo a ragionare su dati oggettivi, sulla realtà data e sulle forze in campo. Nel mio piccolo ho la sindrome Sun Tzu/von Clausewitz/Lenin  :)

Osservo, faccio la mia analisi e metto in fila le alternative che intravedo (nella nebbia)

Tutto qui. E da qui scaturisce il mio pensiero (che conoscerete perchè tendo anche a ripetermi)

Ma l'incazzatura c'è tutta. Solo che fine a se stessa è sempre sterile

Charlot

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Citazione di: Magnum il 06 Apr 2016, 22:01
prendo sp

è sicuramente vero che possono esserci alternative a Lotito peggiori di lui, ma almeno evitiamo di confondere scarsa capacità manageriale con la diligenza del buon padre di famiglia

Non si tratta di  avere scarsa capacità, a lui sta bene proprio così, i suoi "obiettivi economici" (interessi) li raggiunge con una gestione equilibrata e senza rischi. Inoltre, non essendo un appassionato di calcio, non ha neanche l'ambizione sportiva, cioè la voglia di competere, di vincere... imho

Magnum

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Citazione di: Charlot il 06 Apr 2016, 22:24
Non si tratta di  avere scarsa capacità, a lui sta bene proprio così, i suoi "obiettivi economici" (interessi) li raggiunge con una gestione equilibrata e senza rischi. Inoltre, non essendo un appassionato di calcio, non ha neanche l'ambizione sportiva, cioè la voglia di competere, di vincere... imho

se fai sport professionistico e non hai voglia di competere per provare a vincere, cosa lo fai a fare?
se i tuoi interessi sono altri, magari di natura personale, e la Lazio è solo un mezzo per attuarli, posso solo augurarmi che tu riesca a trovare il modo di soddisfarli lontano dalla Lazio per quanto (in)capace tu possa essere nella gestione


Kredskin

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Citazione di: Monsieur Opale il 06 Apr 2016, 20:27
Volevo solo puntare l'attenzione che stanno rischiando il culo (oddio, loro hanno svariati "paracadute") e non vincono nulla

e ripenso a come hanno strangolato Cragnotti, per dire che a noi, col loro piano finanziario, le banche ci salterebbero al collo non appena si palesasse, anche lontanamente, la possibile idea di un bilancio a rischio

ma poi tu dici una cosa diversa: non vai perchè non vuoi, non è un fatto di soldi, manca l'idea di competere.
Mentre tutto il dibattito è su Lotito che è sparagnino, pensa al bilancio e non fa crescere la società
Seeeee rischiano il culo, ma per favore.

I tempi di Cragnotti sono lontani, loro hanno 200 milioni di debiti ma noi non è che stiamo a zero eh.

La cosa che non va bene e non andrà mai bene ( a me ) è questa idea del cazzo che loro possono e noi no. Noi dobbiamo accontentarci per il sesto posto e loro se arrivano terzi si incazzano.

Noi dobbiamo ringraziare per un giro in EL (la CL ci è stato chiaramente dimostrato dalla società che non è roba per noi) e loro puntano sempre alla CL.

Avoja a parlà di bilancio, di lega, di FPF, di coppanfaccia...

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JoeStrummer

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Citazione di: Monsieur Opale il 06 Apr 2016, 22:17
Ma l'incazzatura c'è tutta. Solo che fine a se stessa è sempre sterile

Non è fine a sè stessa, IMHO.

Se Lotito realizza che anche Monsieur Opale, Joe Strummer o Fat Danny e tutti quelli che lo ha hanno sempre considerato per quello che è( un Presidente con pregi e difetti come tutti, e non un ultracorpo o anche un romanista con lo scopo di affossare la Lazio) davanti a questo scempio inverecondo, si sono rotti i [...] e cominciano anche loro a chiedere un'evoluzione, magari è più probabile( ma purtroppo non necessariamente sicuro) che arrivi alla necessità di aprire quel canale di dialogo a cui tanto aspiri.

In parole povere Lotito deve sapere che altre stagioni mandate deliberatamente  in vacca per immobilismo/incapacitá/lassismo, altri mercati invernali che fanno bannare Tarallo e lasciano la Lazio in balìa delle onde, non sono più ammissibili, pena la perdita degli ultimi giapponesi che ancora lo difendono e sono pronti a riconoscergli il ruolo storico che ha( e ha avuto) nella Lazio.

GiPoda

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Ho letto post di grande interesse oggi e la domanda che mi faccio è se esiste una terza via tra l indebitamento spinto riomma style ed il nostro equilibrio.
Quando leggo sui documenti societari delle merde che hanno un finanziamento di 154 milioni di euro da restituire nel 2020 in un unica soluzione a me verrebbero le palpitazioni ogni volta che perdo una partita visto che senza CL il castello di carte cadrebbe.
Poi posso realisticamente pensare che le merde nel 2020 non saranno in grado di restituire i 154 milioni sull unghia e magari, grazie anche agli appoggi politici di cui godono,  ricontratteranno finanziamento e  condizioni e così andranno avanti, non so.
Poi penso pure che lo stesso discorso, quello di ricorrere alla leva del debito, lo potrebbe fare anche DeLaurentis che quest anno è andato vicino alla vittoria di uno scudetto ed ora, dopo aver spremuto ben bene i titolari, sta rischiando il secondo posto; mentre con uno sforzo economico maggiore, supportato da questa leva del debito,  forse, ripeto forse, poteva ancora giocarsi lo scudo e magari non uscire prematuramente dall Europa League.
Invece anche AdL si tiene alla larga dall avere debiti con le banche.
Evidentemente nel gioco del calcio, dove un calcio di rigore che ti vale l accesso ai preliminari di CL può essere banalmente sbagliato anche da un fenomeno vero come Higuain, la prudenza non è o non dovrebbe essere un optional.

PabloHoney

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Poi quando avete tempo mi spiegate, se vi va, perché uno Squinzi dovrebbe farmi stare meglio di lotito? Lo chiedo veramente perché l'idea che la Lazio debba attestarsi a un livello tipo Sassuolo non è che mi fa sorridere di gioia e serenità.... Non mi pare un passo avanti e al netto dell'antipatia per lotito vorrei capire perché leggo così frequentemente come esempio positivo il capo mapei che rischia esattamente quanto lotito.... Cioè zero

RubinCarter

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* 48.162
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O mister 1500 milioni di patrimonio Della Valle.

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Barabba Terzo

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Citazione di: Magnum il 06 Apr 2016, 22:01


partiamo da una considerazione: il rischio è insito nell'attività di impresa, ne è componente basilare
esso si identifica nell'alea che l'azienda è costretta a sopportare in seguito al possibile manifestarsi di eventi che ricadono nella sua orbita e che possono provocare effetti positivi o negativi

una corretta gestione prevede che nello svolgimento di questa attività d'impresa si debba ciclicamente effettuare una identificazione dei rischi, la valutazione del loro impatto e la pianificazione delle contromisure

un imprenditore non può sottrarsi al rischio, neanche volendo
sarà tanto più bravo, e avrà risultati migliori, quanto più efficace sarà il suo piano di gestione dei rischi



L'imprenditore scommette in vista di una proporzionalità tra rischio e guadagno, può essere quindi tentato di rischiare di più solo se gli si prospetta un guadagno personale (di qualsiasi genere esso sia) più alto.
Ma Lotito con la Lazio non è che più rischia più guadagna, ergo non è nel suo interesse "imprenditoriale" rischiare di più. Se tra un anno la Lazio arriva seconda o arriva decima il ritorno economico e politico di Lotito dalla Lazio rimane esattamente lo stesso. Per questo la metafora imprenditoriale secondo me, per quanto in voga, ci azzecca ben poco con la nostra situazione.

Se vogliamo il problema sta tutto qui: se le vittorie sportive gli portassero guadagni tangibili (di qualsiasi genere) sarebbe più portato a rischiare.
Ma ad oggi per lui la Lazio è una specie di oggetto di lusso e soprattutto un lascia passare, sia che essa sia seconda, sia che essa sia decima.

La Lazio è il centro della sua vita politica, non il centro della sua vita imprenditoriale. 
E il prestigio politico che ne trae non dipende direttamente dai piazzamenti.
Per questo secondo me ogni approccio che miri a levare soldi/visibilità/credibilità alla Lazio per colpire lui è completamente fuori bersaglio. Il suo potere politico non dipende da quanto fattura o da come si piazza la Lazio.

Credo che l'unico modo per vedergli cedere la Lazio in questo momento sia presentargli un'offerta molto alta, cosa che naturalmente nessuno ha intenzione di fare, non di certo in Italia, non di certo a Roma, non di certo per questa Lazio. Purtroppo.
Poi famo casino e tutto quanto, perché a 'sto giro è sacrosanto, ma allargando la visuale la realtà rimane questa.

Il punto deve essere riuscire a pungolarlo a gestire diversamente le cose, magari riuscire a fargli capire che l'aspetto sportivo non può essere un surplus da appuntarsi al petto come medaglia solo quando le cose vanno bene, e che da una Lazio che vada oltre il mero calcolo di galleggiamento potrebbe trarre anche lui delle soddisfazioni di vario genere.

Ma nel frattempo quello che bisogna assolutamente evitare è il fare terra bruciata sperando arrivi la cavalleria alleata a risolvere la situazione. Non arriverà nessuno se bruciamo tutto. Al massimo arriva qualcuno a darci il calcio in culo finale.

DajeLazioMia

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Non la prendete come una provocazione, ma il post di Barabba mi ha fatto pensare.
Certo, se quando la Lazio ha vinto o è arrivata terza ci fossero stati riconoscimenti, cori, applausi anche per lui, forse il collegamento piazzamento/prestigio sarebbe scattato, così invece boh, se la Lazio va bene sempre gli insulti si prende e sempre con la scorta gira, se va male sempre gli insulti si prende e con la scorta gira. In entrambi i casi, seguendo Barabba, i suoi interessi li persegue. Mah, voi che fareste se foste il gestore che non ha passione calcistica e di suo non viene da una cultura imprenditoriale improntata al rischio (citazioni sparse)?

er clauz

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Citazione di: PabloHoney il 06 Apr 2016, 23:12
Poi quando avete tempo mi spiegate, se vi va, perché uno Squinzi dovrebbe farmi stare meglio di lotito? Lo chiedo veramente perché l'idea che la Lazio debba attestarsi a un livello tipo Sassuolo non è che mi fa sorridere di gioia e serenità.... Non mi pare un passo avanti e al netto dell'antipatia per lotito vorrei capire perché leggo così frequentemente come esempio positivo il capo mapei che rischia esattamente quanto lotito.... Cioè zero

Be, squinzi tramite mapei, immette, vado a memoria, circa 22 milioni l'anno (main sponsor). La differenza è sostanziale.

Kredskin

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Citazione di: er clauz il 06 Apr 2016, 23:42
Be, squinzi tramite mapei, immette, vado a memoria, circa 22 milioni l'anno (main sponsor). La differenza è sostanziale.
Il mondo è fatto di scale, c'è chi i soldi li mette e chi li pia (Semicit.)



Citazione di: DajeLazioMia il 06 Apr 2016, 23:30
Non la prendete come una provocazione, ma il post di Barabba mi ha fatto pensare.
Certo, se quando la Lazio ha vinto o è arrivata terza ci fossero stati riconoscimenti, cori, applausi anche per lui, forse il collegamento piazzamento/prestigio sarebbe scattato, così invece boh, se la Lazio va bene sempre gli insulti si prende e sempre con la scorta gira, se va male sempre gli insulti si prende e con la scorta gira. In entrambi i casi, seguendo Barabba, i suoi interessi li persegue. Mah, voi che fareste se foste il gestore che non ha passione calcistica e di suo non viene da una cultura imprenditoriale improntata al rischio (citazioni sparse)?

Ma scusa pensi che la scorta gliela tolgono se allo stadio si fanno i cori a favore di lotito? Mica è per i lotito pdm che ha la scorta (parlo per conoscenza diretta della questione).

Comunque i cori non è che siano frutto degli unicorni e dei folletti, i cori ci stanno perché ha sbagliato ben oltre il lecito (ed io sai bene che li odio quei cori) e la gente si è stufata. Ma nonostante questo sappiamo tutti a maggio che clima c'era e che alla famosa nuova era tanta gente aveva creduto.

Io se fossi un presidente di una squadra di calcio la cui tifoseria mi odia, mi muovessi in un ambiente in cui quasi tutti mi odiano ed in generale venissi deriso ed insultato più o meno ovunque, di sicuro venderei e mi andrei a godere i soldi in un posto in cui non mi conoscono.
Ma non credo si possa rispondere seriamente alla tua domanda perché chiunque dotato di senno non sarebbe anche su quella poltrona, dopo 12 anni.

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PabloHoney

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Citazione di: er clauz il 06 Apr 2016, 23:42
Be, squinzi tramite mapei, immette, vado a memoria, circa 22 milioni l'anno (main sponsor). La differenza è sostanziale.
Quindi basta trovare uno sponsor ottimo e la vita di noi laziali torna a sorridere? E tutto li? Continuo a non emozionarmi

Kredskin

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* 9.072
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PH
pensa che se avessimo avuto quelle entrate per 12 anni parleremmo di 240 milioni.

Minchia se mi emoziono.

Achab77

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L'errore sta nel pensare che Lotito debba lasciare il posto a "uno coi soldi". Per me non è così.
La sua capacità nel gestire i bilanci ha una doppia anima: efficace quando si tratta di ottimizzare i costi e fare il bilancio sul passivo, inefficace quando manipola l'attivo cercando di rimanere chiuso in mura sicure, ovvero le " correlate ", il DS tuttofare che avalla ogni suo prurito/timore, l'investimento laterale su salernitana e indirettamente sul miglioramento del suo ruolo nel sistema calcio.
Se lui " lavorasse sull'attivo" rischiando di più investendo su figure tecniche magari più onerose ma in grado anche lentamente di sviluppare maggiore valore aggiunto (ad es.: no salernitana, sì DS con maggiori esperienza e libertà di movimento), allora potrebbe davvero gettare le basi per un piccolo, rivoluzionario miracolo: cercare di vincere spendendo il giusto.
Ma la giostra piace tanto, alla fine, e ne è rimasto risucchiato anche lui, dimenticando quanto un personaggio di comprovata Lazialità nell'organigramma, una sensibilità maggiore nel coinvolgere i tifosi e una minor esposizione mediatica potrebbero immensamente valere di più di Olympia che vola e di Gascoigne allo stadio.
L'equazione avrebbe bisogno paradossalmente di correttivi non mostruosi ma messi al punto giusto per generare il risultato giusto; che di fondo poi è uno solo, ma ti basta sbagliare anche solo un valore per ottenere ad libitum soluzioni sbagliate dell'equazione di cui sopra.
Per questo tanta gente si esaspera: sa che gli basterebbe poco, ma quel poco non cambia mai e non cambierà. La provocazione del "mi tengo la Lazio a vita" ha la stessa matrice iperbolica e sballata del "voglio che ce compri lo sceicco". Imho.

Lazio Patria Nostra


m.m.

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* 1.411
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Citazione di: Barabba Terzo il 06 Apr 2016, 23:22
L'imprenditore scommette in vista di una proporzionalità tra rischio e guadagno, può essere quindi tentato di rischiare di più solo se gli si prospetta un guadagno personale (di qualsiasi genere esso sia) più alto.
Ma Lotito con la Lazio non è che più rischia più guadagna, ergo non è nel suo interesse "imprenditoriale" rischiare di più. Se tra un anno la Lazio arriva seconda o arriva decima il ritorno economico e politico di Lotito dalla Lazio rimane esattamente lo stesso. Per questo la metafora imprenditoriale secondo me, per quanto in voga, ci azzecca ben poco con la nostra situazione.

Se vogliamo il problema sta tutto qui: se le vittorie sportive gli portassero guadagni tangibili (di qualsiasi genere) sarebbe più portato a rischiare.
Ma ad oggi per lui la Lazio è una specie di oggetto di lusso e soprattutto un lascia passare, sia che essa sia seconda, sia che essa sia decima.

La Lazio è il centro della sua vita politica, non il centro della sua vita imprenditoriale. 
E il prestigio politico che ne trae non dipende direttamente dai piazzamenti.
Per questo secondo me ogni approccio che miri a levare soldi/visibilità/credibilità alla Lazio per colpire lui è completamente fuori bersaglio. Il suo potere politico non dipende da quanto fattura o da come si piazza la Lazio.

Credo che l'unico modo per vedergli cedere la Lazio in questo momento sia presentargli un'offerta molto alta, cosa che naturalmente nessuno ha intenzione di fare, non di certo in Italia, non di certo a Roma, non di certo per questa Lazio. Purtroppo.
Poi famo casino e tutto quanto, perché a 'sto giro è sacrosanto, ma allargando la visuale la realtà rimane questa.

Il punto deve essere riuscire a pungolarlo a gestire diversamente le cose, magari riuscire a fargli capire che l'aspetto sportivo non può essere un surplus da appuntarsi al petto come medaglia solo quando le cose vanno bene, e che da una Lazio che vada oltre il mero calcolo di galleggiamento potrebbe trarre anche lui delle soddisfazioni di vario genere.

Ma nel frattempo quello che bisogna assolutamente evitare è il fare terra bruciata sperando arrivi la cavalleria alleata a risolvere la situazione. Non arriverà nessuno se bruciamo tutto. Al massimo arriva qualcuno a darci il calcio in culo finale.

Premessa interessante, ma induce a conclusioni opposte.

La vita politica è fatta di credibilità; se sei considerato un cialtrone dai tuoi dipendenti, dai tuoi colleghi e, perfino, dai tuoi stessi clienti (sui generis, perchè il tuo prodotto, buono o cattivo, è per loro l'unico fruibile, non possono rivolgersi alla concorrenza) non godrai di alcuna credibilità allargata alla polis.
La carriera di Berlusconi ne è lampante esempio.

Dunque, se il tuo prodotto viene disertato dal tuo mercato esclusivo, non per un altro bene ma per frustrazione consapevole della domanda, perchè i clienti se ne privano deliberatamente, ne fanno a meno a causa tua, non vedo come tu possa riuscire a vendere un prodotto complesso, come te stesso, ad altri.

Io credo che non cederà mai la sua gallina dalle uova d'oro, salterà solo quando sarà travolto da qualche grossa cazzata, già commessa e da scoprire o ancora da commettere.

La vicenda giudiziaria dell'opa, in tal senso, ancora grida vendetta e illumina la fisionomia etica del personaggio. Non dimentichiamo che il danno diretto fu arrecato agli azionisti, a noi.

È la lega che (in un paese civile) dovrebbe, dovrà prima o poi, intervenire, imponendogli la dismissione per [...]tà.

Ed allora, dovendolo cedere, il prezioso giocattolo, con cui si trastulla e da cui trae profitto, dimezzerà improvvisamente il suo valore, lasciandolo solo a strepitare senza più reggimicrofoni.

Poi vedremo cosa accadrà, ma la paura del noto, ormai, rende attraente il salto nel buio.

Ranxerox

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* 18.502
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Citazione di: Magnum il 06 Apr 2016, 22:42
se fai sport professionistico e non hai voglia di competere per provare a vincere, cosa lo fai a fare?
se i tuoi interessi sono altri, magari di natura personale, e la Lazio è solo un mezzo per attuarli, posso solo augurarmi che tu riesca a trovare il modo di soddisfarli lontano dalla Lazio per quanto (in)capace tu possa essere nella gestione

Ma se uno rileva una società con 28 milioni a sconto fatture, acquisendo anche i suoi 300 milioni di euro di debito e dopo 11 anni ha ridotto il debito di 250 milioni e nel frattempo ha aumentato il valore della società dagli iniziali 28 a circa 150/200, con una rivalutazione del capitale investito del 500% può essere che in linea generale non è:
- un (in)capace
- non è vero che mira a non far crescere la Lazio.
Perché è vero che le azioni sono le sue ma la drastica riduzione del debito ha stabilizzato la solidità della società in generale, mentre l'aumento dell'incremento del valore di mercato che nel caso realizzerà in caso di vendita, e' passato necessariamente dall'incremento di tutti i suoi asset compreso il valore tecnico-economico del parco giocatori.

Che poi abbia "visioni" imprenditoriali limitate e di corto respiro o che potrebbe comunque incrementare il livello complessivo degli asset (aumentando il valore del parco giocatori in primis) è vero ma da qui a dire che è un incapace, secondo me, ce ne passa.

Barabba Terzo

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* 10.623
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Citazione di: m.m. il 07 Apr 2016, 00:52
Premessa interessante, ma induce a conclusioni opposte.

La vita politica è fatta di credibilità; se sei considerato un cialtrone dai tuoi dipendenti, dai tuoi colleghi e, perfino, dai tuoi stessi clienti (sui generis, perchè il tuo prodotto, buono o cattivo, è per loro l'unico fruibile, non possono rivolgersi alla concorrenza) non godrai di alcuna credibilità allargata alla polis.
La carriera di Berlusconi ne è lampante esempio.

Dunque, se il tuo prodotto viene disertato dal tuo mercato esclusivo, non per un altro bene ma per frustrazione consapevole della domanda, perchè i clienti se ne privano deliberatamente, ne fanno a meno a causa tua, non vedo come tu possa riuscire a vendere un prodotto complesso, come te stesso, ad altri.

Io credo che non cederà mai la sua gallina dalle uova d'oro, salterà solo quando sarà travolto da qualche grossa cazzata, già commessa e da scoprire o ancora da commettere.

La vicenda giudiziaria dell'opa, in tal senso, ancora grida vendetta e illumina la fisionomia etica del personaggio. Non dimentichiamo che il danno diretto fu arrecato agli azionisti, a noi.

È la lega che (in un paese civile) dovrebbe, dovrà prima o poi, intervenire, imponendogli la dismissione per [...]tà.

Ed allora, dovendolo cedere, il prezioso giocattolo, con cui si trastulla e da cui trae profitto, dimezzerà improvvisamente il suo valore, lasciandolo solo a strepitare senza più reggimicrofoni.

Poi vedremo cosa accadrà, ma la paura del noto, ormai, rende attraente il salto nel buio.

Oddio, pensa che a me sembra che la realtà ci presenti risultati opposti al meccanismo che indichi tu :D

Se fosse come dici tu Lotito nella politica del pallone conterebbe come il due di briscola, perché come presidente della Lazio gode di credibilità zero da parte dei suoi clienti e dei suoi dipendenti (e forse pure dei suoi colleghi), eppure nonostante questo un suo spazio politico se lo è invece ritagliato, e se lo è ritagliato non grazie al consenso dei dipendenti e clienti bensì grazie al consenso degli altri presidenti.
La differenza col caso berlusconi, che citi, sta tutta qui. Non è la polis il suo bacino politico e non è la sua credibilità pubblica la fonte del suo prestigio in quel mondo.

Ho usato il termine "politica" ma se forse era meglio usare il termine "intrallazzi", per questo il paragone con Berlusconi secondo me c'entra poco, perché il bacino di elettori su cui Berlusconi doveva far presa era l'intero popolo, mediato dall'opinione pubblica, mentre il bacino di elettori su cui deve far presa Lotito è costituito da una cinquantina di persone con interessi ben precisi e delimitati, e che evidentemente non si interessano molto di quanto il nostro sia sgarbato e strafottente o di quanto sia in generale poco credibile come personaggio.
A Lotito il prestigio politico non è conferito dal consenso dell'opinione pubblica, gli basta il consenso privato dei suoi pari, nelle segrete stanze, per dei precisi fini.
Detto in altri termini: il modo in cui vende il prodotto "Lotito" lì dentro deve essere evidentemente convincente ed è altrettanto evidente che non si basi sulla parallela vendibilità del prodotto "Lazio" (che due anni fa, mentre lui veniva eletto, è bene ricordare che era ridotto a poco più di un cumulo di macerie, non tanto diversamente da oggi).

Che è poi proprio quello che ho scritto nel post precedente: la Lazio è per lui un lasciapassare, un lasciapassare per quelle stanze dove, una volta entrato e messo radici, è evidente che non sia per la sua credibilità come presidente della Lazio che ottiene il consenso politico.
Non è la sua capacità di rischio imprenditoriale né la sua credibilità pubblica ad avergli messo in mano quel potere (che è poi abbastanza chiaramente ciò che gli procura la sua soddisfazione in tutto questo giochetto), ma è piuttosto qualcosa che ha a che fare con quella ristretta cerchia di persone ed interessi particolari.
Detta altrimenti: la fonte del suo potere all'interno di quel mondo è interna a quel mondo, non gli proviene dal mondo esterno (in questo caso: la Lazio). La Lazio rappresenta solo il ponte per quel mondo, e anzi una volta dentro non conta quasi più nulla. Per questo la situazione è difficile e le possibilità di soluzione non sono così immediate come si vorrebbe.

Lotito ha pescato la chiave per entrare nel giro giusto e poi, una volta lì, ha evidentemente saputo tirar fuori degli argomenti validi per far presa su quell'elettorato, argomenti che altrettanto evidentemente sono del tutto diversi da quelli che ti permettono di godere della stima della tua clientela, prova ne è il fatto che il suo massimo successo politico lo ha raggiunto durante i mesi di #liberalalazio.

Per questo secondo me tutti i discorsi sono vani, il suo potere politico non è più legato direttamente alla Lazio e al suo andazzo, la Lazio in rapporto ai suoi scopi è oggi solo il matrimonio altolocato che gli permette di avere il suo segnaposto al tavolo della gente importante. Unico requisito per rimanere a quel tavolo, dove evidentemente i suoi servigi sono pure ben graditi, è quello di non divorziare, non di certo quello di avere un matrimonio felice e di godere della stima della moglie.
Che è poi la famosa linea di galleggiamento, basta stare in A per rimanere all'interno di questo mondo, il resto è surplus.
In una situazione così vagliela a levà di tasca mo' quella chiave...

Ripeto: se nell'immediato vogliamo qualcosa di buono per la Lazio tocca smuovere il suo orgoglio e titillare la sua vanagloria, non è con i boicottaggi che ottieni qualcosa con uno così.

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FatDanny

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* 41.056
Registrato
Citazione di: PabloHoney il 06 Apr 2016, 23:12
Poi quando avete tempo mi spiegate, se vi va, perché uno Squinzi dovrebbe farmi stare meglio di lotito? Lo chiedo veramente perché l'idea che la Lazio debba attestarsi a un livello tipo Sassuolo non è che mi fa sorridere di gioia e serenità.... Non mi pare un passo avanti e al netto dell'antipatia per lotito vorrei capire perché leggo così frequentemente come esempio positivo il capo mapei che rischia esattamente quanto lotito.... Cioè zero

Aspe Pablo, si parla di Squinzi perché ha una disponibilità economica che Lotito se lo compra, lo regala, se lo ricompra e si scorda pure di averlo. La Mapei (di cui è amministratore unico) fattura 2,1 MLD l'anno e quasi un centinaio di milioni di utile (60 nel 2006 da wikipedia).
Al Sassuolo non può fare investimenti di un certo tipo perché è una realtà intrinsecamente limitata.
Ma comunque il Sassuolo è enormemente più forte di quello che la sua dimensione consentirebbe.
Magari Squinzi, potrei divenire credente.

Citazione di: Barabba Terzo il 06 Apr 2016, 23:22
...

Rispondo sia a te che a Magnum.
A mio avviso non considerate la peculiare imprenditorialità di lotito.
Al netto dello slogan liberista, non è vero che ogni attività imprenditoriale è associata al rischio. Dipende dall'attività. Dipende dal settore, dalle specificità produttive.
Lotito fornisce servizi ad alta intensità di lavoro. Il capitale fisso delle sue imprese è pari a zero (o quasi).
Negli appalti di servizio di cui si occupa Lotito (in particolare pulizie) il grosso è la forza lavoro. Ma attraverso i contratti precari il rischio è tutto su di loro. Se perdo la commessa, non rinnovo i contratti.
Il rischio se non è zero, poco ci manca. La capacità dell'imprenditore sta tutta nella rete di relazioni (interessi) che gli permettono di moltiplicare commesse. Ma non rischia mai (o quasi).
Molte aziende che lavorano col pubblico ragionano così. Lotito non è un imprenditore che si muove in un mercato ad alta intensità di capitale, in cui l'investimento, molto spesso a debito, è essenziale per mantenere la competitività. Lotito si muove in un mercato in cui compri soprattutto forza lavoro e solo a commessa assegnata.
Rischio quasi zero, guadagno assicurato se sai muoverti in un ambiente in cui ci si mette d'accordo garantendo una fetta a tutti (qualità subito apprezzata in Lega da diversi Presidenti).


Lotito non gestisce la Lazio così perché la considera un lasciapassare né perché è il suo oggetto di lusso.
Io credo che Lotito sia sinceramente convinto di fare il bene della Lazio e altrettanto convinto che cosi si conduce correttamente un'impresa. Perché a questo lui è abituato.
La sua arroganza infinita non gli permette di avere l'umiltà di ammettere che non sa "fare impresa" con un'attività ben diversa dalla fornitura di servizi a commessa. Non ne ha il piglio, la stoffa. Ha sempre fatto altro.
Le sue "qualità" (io comunque non le considero tali, ma gli sono utili) si trasformano in grotteschi difetti.

Questo voler trovare a tutti i costi un fine occulto al suo comportamento a mio avviso falsa i giudizi.
una volontà determinata d'insuccesso sarebbe contro i suoi stessi interessi.
La verità è molto più semplice, oserei dire drammaticamente banale.
Lotito è CONVINTO di non poter permettersi quel salto per come lui sa fare impresa. E dunque di fare il bene della Lazio non facendolo.
Alcuni dicono: allora facesse il bene della Lazio mettendola in vendita.
Non so se ve ne siete accorti, ma la Lazio è GIA' in vendita.
Quale situazione migliore di questa per fare un'offerta? Davvero credete che Lotito oggi non cederebbe, al di là delle dichiarazioni di facciata?
Certo, tocca pure vedere se co sto clima da funerale perpetuo qualcuno disposto a fare un'offerta c'è davvero...

Ranxerox

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* 18.502
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Citazione di: Barabba Terzo il 07 Apr 2016, 02:45
Oddio, pensa che a me sembra che la realtà ci presenti risultati opposti al meccanismo che indichi tu :D

Se fosse come dici tu Lotito nella politica del pallone conterebbe come il due di briscola, perché come presidente della Lazio gode di credibilità zero da parte dei suoi clienti e dei suoi dipendenti (e forse pure dei suoi colleghi), eppure nonostante questo un suo spazio politico se lo è invece ritagliato, e se lo è ritagliato non grazie al consenso dei dipendenti e clienti bensì grazie al consenso degli altri presidenti.
La differenza col caso berlusconi, che citi, sta tutta qui. Non è la polis il suo bacino politico e non è la sua credibilità pubblica la fonte del suo prestigio in quel mondo.

Ho usato il termine "politica" ma se forse era meglio usare il termine "intrallazzi", per questo il paragone con Berlusconi secondo me c'entra poco, perché il bacino di elettori su cui Berlusconi doveva far presa era l'intero popolo, mediato dall'opinione pubblica, mentre il bacino di elettori su cui deve far presa Lotito è costituito da una cinquantina di persone con interessi ben precisi e delimitati, e che evidentemente non si interessano molto di quanto il nostro sia sgarbato e strafottente o di quanto sia in generale poco credibile come personaggio.
A Lotito il prestigio politico non è conferito dal consenso dell'opinione pubblica, gli basta il consenso privato dei suoi pari, nelle segrete stanze, per dei precisi fini.
Detto in altri termini: il modo in cui vende il prodotto "Lotito" lì dentro deve essere evidentemente convincente ed è altrettanto evidente che non si basi sulla parallela vendibilità del prodotto "Lazio" (che due anni fa, mentre lui veniva eletto, è bene ricordare che era ridotto a poco più di un cumulo di macerie, non tanto diversamente da oggi).

Che è poi proprio quello che ho scritto nel post precedente: la Lazio è per lui un lasciapassare, un lasciapassare per quelle stanze dove, una volta entrato e messo radici, è evidente che non sia per la sua credibilità come presidente della Lazio che ottiene il consenso politico.
Non è la sua capacità di rischio imprenditoriale né la sua credibilità pubblica ad avergli messo in mano quel potere (che è poi abbastanza chiaramente ciò che gli procura la sua soddisfazione in tutto questo giochetto), ma è piuttosto qualcosa che ha a che fare con quella ristretta cerchia di persone ed interessi particolari.
Detta altrimenti: la fonte del suo potere all'interno di quel mondo è interna a quel mondo, non gli proviene dal mondo esterno (in questo caso: la Lazio). La Lazio rappresenta solo il ponte per quel mondo, e anzi una volta dentro non conta quasi più nulla. Per questo la situazione è difficile e le possibilità di soluzione non sono così immediate come si vorrebbe.

Lotito ha pescato la chiave per entrare nel giro giusto e poi, una volta lì, ha evidentemente saputo tirar fuori degli argomenti validi per far presa su quell'elettorato, argomenti che altrettanto evidentemente sono del tutto diversi da quelli che ti permettono di godere della stima della tua clientela, prova ne è il fatto che il suo massimo successo politico lo ha raggiunto durante i mesi di #liberalalazio.

Per questo secondo me tutti i discorsi sono vani, il suo potere politico non è più legato direttamente alla Lazio e al suo andazzo, la Lazio in rapporto ai suoi scopi è oggi solo il matrimonio altolocato che gli permette di avere il suo segnaposto al tavolo della gente importante. Unico requisito per rimanere a quel tavolo, dove evidentemente i suoi servigi sono pure ben graditi, è quello di non divorziare, non di certo quello di avere un matrimonio felice e di godere della stima della moglie.
Che è poi la famosa linea di galleggiamento, basta stare in A per rimanere all'interno di questo mondo, il resto è surplus.
In una situazione così vagliela a levà di tasca mo' quella chiave...

Ripeto: se nell'immediato vogliamo qualcosa di buono per la Lazio tocca smuovere il suo orgoglio e titillare la sua vanagloria, non è con i boicottaggi che ottieni qualcosa con uno così.

Questa è una chiave di lettura di grandissimo livello.

Ma più in generale tutti i post delle ultime pagine viaggiano ad altissimi.
È proprio vero che questo forum castra scentificamente la possibilità della libera espressione del pensiero Laziale

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