Citazione di: rena89 il 03 Mag 2016, 16:40
Staff medico sotto accusa, Bianchini e Lovati: "Non siamo medici di seconda categoria! Ecco cosa è successo con de Vrij, Kishna e Gentiletti...
Fonte: l-lsn.it
"Dopo averle sentite tante in questi mesi, abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza". Esordisce così il medico sociale biancoceleste Roberto Bianchini ai microfoni di Lazio Style Radio, in risposta alle critiche mosse da un noto quotidiano sabato scorso e rivolte proprio allo staff medico della Lazio: "Abbiamo letto su un quotidiano nazionale delle affermazioni già espresse in alcune radio in questi mesi. In relazione all'ultimo articolo di sabato 30 aprile, dico che è davvero insopportabile sentire e leggere che la nostra professionalità sia messa in relazione all'entità del nostro compenso. Il nostro compenso è personale e per motivi di privacy non sta agli altri sapere, ed è frutto di rapporto che ogni singolo medico ha con la società. È impensabile sentir dire che siamo pagati a gettone. È veramente un pensiero assurdo in una struttura come questa. Inoltre, far passare il messaggio che un medico non pagato debba essere considerato un professionista di seconda categoria è davvero un'accusa che noi non possiamo assolutamente accettare e che si ritorce contro a chi la dice. Abbiamo accettato quello che la società ci proponeva. Una volta accettata la nostra professionalità è qualcosa che non può essere scalfita e messa in dubbio. È stata una vicenda che ci ha ferito". Bianchini prosegue poi il suo sfogo in relazione alla questione infortuni, altro capo d'accusa dell'articolo in questione: "Premesso che i dubbi sono leciti, ma prima di scrivere certe cose bisogna fare mente locale. È vero che abbiamo avuto 57 infortuni quest'anno, ma quando parliamo di problemi medici dobbiamo capire di quale natura siano. Tra gli infortuni registrati, 26 sono muscolari e 31 di origine traumatica. Rispetto all'anno scorso quelli muscolari sono state leggermente superiori, ma quest'anno abbiamo avuto ben 57 partite. Vorrei che queste persone ci spiegassero come un medio possa prevenire una problematica di natura traumatica. A quel punto si può solo fare solo una giusta terapia di recupero per rimettere a disposizione del mister l'atleta. Per commentare una problematiche muscolare anche lì ci vuole una certa competenza. Un evento muscolare va correlato alle caratteristiche fisiche, all'età e alla soglia del dolore dell'atleta, oltre che da altri fattori. Esistono parametri diversi da atleta ad atleta. Un conto è guarire una lesione sul gemello, un conto sull'adduttore. È vero che ci sono lesioni catalogabili di I grado, ma poi l'evoluzione della guarigione è in funzione di quelle variabili che ho sopra elencato".
La parola poi passa al responsabile ortopedico Roberto Lovati: "Condivido il pensiero di Bianchini in merito alla professionalità. La mia dedizione e pratica professionale è identica sia in clinica privata che in ospedale. Anch'io ho letto articolo messaggero di sabato e ne sono rimasto piuttosto sconcertato. Si parlava di Gentiletti, de Vrij e Kishna. Per quanto riguarda Santiago, lui non ha mai avuto un problema al ginocchio (si intende nel corso di questa stagione, ndr). Ha avuto problematiche legate alla postura, ai muscoli flessori della conscia che andavano spesso in contrattura. Abbiamo dovuto fare un grosso lavoro di ginnastica postulare e resettare il giocatore per limitare queste contratture. È stato scritto che fosse ancora un problema relativo al ginocchio ma questo è assurdo. Per de Virj invece dobbiamo specificare un aspetto: nessun paziente può essere costretto a sottoporsi ad un operazione chirurgica contro la sua volontà. Prima dell'aprile dello scorso anno, non aveva mai manifestato una problematica al ginocchio. Dalla sfida contro l'Empoli poi è emerso il problema al menisco. Poi, un po' perché voleva continuare a giocare con la nazionale olandese (impegnata nelle qualificazioni agli europei, ndr), un po' per questioni personali, non ha voluto operarsi, tentando una terapia conservativa anche se noi gli avevamo detto che prima o poi avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento. Il medico olandese gli aveva consigliato, prima di intervenire sul ginocchio, di trattare il problema pubico che aveva, dicendogli che poi sarebbe bastato. Ma noi non eravamo di questo avviso. Infine, Kishna l'ho personalmente visto io con una risonanza magnetica. Eravamo pronti per operarlo, ma lui ha preferito andare in Olanda dal chirurgo che lo aveva già operato. Ora se è stata sottovalutata la patologia tanto da doversi rioperare di nuovo in Olanda non lo so. Ma noi non potevamo prevederlo. L'avessimo operato noi avremmo avuto tutte le responsabilità del caso e anche giustamente, ma visto che non è stato così...". E in merito alle visite di controllo dei nuovi acquisti, specifica: "I maghi non esistono in medicina ma la società è sempre stata messa al corrente sulle condizioni di un giocatore quando arriva a Roma. Se dovessimo accettare solo giocatori completamente sani probabilmente daremo l'ok soltanto a due o tre. Ma è normale che un atleta che viene da tanti anni di carriera ed esperienze di infortunio possa avere qualche problematica e non essere completamente al top. A quel punto noi dobbiamo avvisare la società circa le sue condizioni ed evidenziarne i pro e i contro". Infine sui tempi di recupero: "Non abbiamo assolutamente nessun tipo di vincolo su quelli che sono i rapporti tra atleta e chirurgo di riferimento. Anche perché in quel caso il giocatore deve sentirsi a suo agio. A quel punto, quando un giocatore viene operato da un altro specialista, noi deontologicamente dobbiamo rispettare la tabella di recupero stabilita dal chirurgo in questione. Va anche detto che gli investimenti economici in macchinari e in tutto quel che concerne l'area medica, sono importanti per stare al passo con i tempi".
57 infortuni sono troppi; ed il problema non è quest'anno; ma ALMENO gli ultimi 6/7 anni; quando gli eventi negativi si ripetono non si può più parlare di casualità, è evidente che ci sono delle carenze in almeno uno di questi ambiti:
- Strutture di allenamento (Parlo proprio dei campi di Formello, sono troppi gli infortuni muscolari durante gli allenamenti).
- Struttura sanitaria e medici/addetti alla prevenzione ed al recupero.
- Giocatori non sani
I 2 dottori fanno capire tra le righe, lavandosene abbastanza le mani, che le responsabilità non sono le loro, bensì della società che accetta di comprare giocatori in non ottime condizioni fisiche dopo che loro avevano avvertito del rischio; dei giocatori che non si fidano di loro e che preferiscono andare in altre strutture, ed in ultimo, e questa cosa non era mai uscita fuori, della necessità di acquistare macchinari per stare al passo coi tempi.
In tutte e 3 le situazioni la colpa è della società; nel primo caso perchè pur avvertita della scarsa condizione del giocatore decide comunque di acquistarlo, e questo è acclarato, visto che la politica della Lazio è quella di comprare giocatori che vengono da infortuni gravi pagandoli meno, l'ultimo della lista è Bisevac.
Nel secondo caso è colpa della società che accetta che i giocatori si curino dove preferiscono e non nelle strutture presso cui la società si appoggia; problematica annosa, la ricordo dai tempi di Klose che si faceva curare dal medico tedesco.
Nel terzo caso è colpa della società che non investe in macchinari e nell'area medica.
Non saprei, sicuramente la società non è esente da colpe; ma lo staff sanitario della Lazio è sicuramente rivedibile, non è possibile avere così tanti infortuni e soprattutto avere dei tempi di recupero che sono sempre superiori se non doppi al previsto; e qui la colpa è dei dottori; e trovo abbastanza ridicolo e offensivo verso l'intelligenza dei tifosi quando dicono
"Un evento muscolare va correlato alle caratteristiche fisiche, all'età e alla soglia del dolore dell'atleta, oltre che da altri fattori. Esistono parametri diversi da atleta ad atleta. Un conto è guarire una lesione sul gemello, un conto sull'adduttore. È vero che ci sono lesioni catalogabili di I grado, ma poi l'evoluzione della guarigione è in funzione di quelle variabili che ho sopra elencato".Da parte mia società e dottori sono ugualmente colpevoli, la prima per la filosofia che persegue, ovvero acquistare pagando meno giocatori che vengono da infortuni molto seri; i secondi perchè non sono in grado di fare bene il loro lavoro e si trincerano dietro a scuse abbastanza patetiche.