
Onazi, l'eroe buono di Inzaghi e tifosi (Corriere dello Sport)
Icona laziale della lotta al razzismo. E ora è titolare fisso
di Fabrizio Patania
ROMA
Eddy è un mito. L'eroe buono della Lazio. Un giorno inseguì a Termini un ladro che aveva appena rapinato una signora al ristorante. Ringrazia Dio e respinge le tentazioni, così ha raccontato, motivando la decisione di sposarsi per condurre una vita regolare. E la sera del 18 marzo, subito dopo l'eliminazione in Europa League con lo Sparta Praga, si ribellò agli insulti razzisti di uno pseudo-tifoso all'uscita dallo stadio Olimpico. «La mia pelle è nera. Quindi? Ne sono fiero. Il razzismo è schifoso, sempre, in qualsiasi contesto» scrisse su Twitter. «I tifosi della Lazio mi hanno trattato benissimo in tutti questi anni. I tifosi, quelli veri. Non chi si permette di urlarmi una cosa del genere. Sul calcio potranno dire tutto quello che vogliono, perché senza i tifosi il calcio non esiste e noi calciatori non esisteremmo. Ma qui non stiamo parlando di calcio. Sì, sono negro e ne sono fiero. Forza Lazio». Uno vero. Uno di personalità e che non si sottrae ai contrasti, tanto è vero che Inzaghi lo ha riscoperto, restituendogli un posto da titolare. Cinque partite, cinque volte nella formazione di partenza, mai sostituito. Ha giocato a tempo pieno, è stato uno dei segreti della ripartenza della Lazio dopo l'esonero di Pioli e il ritiro di Norcia. Ma la vittoria più bella è arrivata fuori dal campo e si è consumata in questi giorni, scoperta per caso sui muri di Roma. Un poster apparso in piazzale Prenestino e nei quartieri limitrofi che lo ritrae come simbolo della lotta al razzismo. C'è il disegno di Eddy con la palla al piede e una scritta: «L'unicOnazi che ci piace». E sotto: «We love Lazio, We fight racism». Amiamo la Lazio e combattiamo il razzismo. Una bella iniziativa di alcuni tifosi della squadra biancoceleste, da sottolineare e rimarcare perché prende le distanze dagli episodi capitati durante l'inverno (con il Napoli all'Olimpico ma anche a Praga con lo Sparta) e che rischiavano di macchiare (in modo ingiustificato) l'intero popolo biancoceleste, troppe volte etichettato a sfondo politico. Cattive abitudini e superficialità da stadio, quando si prende di mira un avversario.
SCALATA. Eddy è stato il primo a ribellarsi e il suo coraggio gli fa onore per il modo e la fierezza con cui ha replicato ai suoi contestatori. Un bravissimo ragazzo, un giocatore ritrovato dopo un inverno complicato. Pioli lo aveva messo in uscita e inserito nella lista dei giocatori da cedere a gennaio. Eddy trovava poco spazio, era finito dietro a tutti gli altri centrocampisti, meditava un trasferimento, avrebbe accettato il passaggio al Werder Brema. Ora lo scenario è cambiato. Inzaghi gli ha restituito fiducia e considerazione. Ha aggiunto un mediano (e ha escluso Milinkovic) per riequilibrare il centrocampo e consentire l'impiego costante di Keita nel tridente. Il nigeriano ha conquistato Simone durante il ritiro di Norcia e non è più uscito dal blocco dei titolari. Anche a Modena con il Carpi si divertirà a recuperare palloni in mezzo al campo.