(Non ricordo quando ho scritto l'ultimo post qui.)
Ad ogni modo, non ci volevo andare.
Mi ci hanno trascinato alcuni amici, convincendo mia moglie che avrà messo piede allo stadio due volte in tutto.
Temevo l'autocelebrazione, il dover sentirmi contato tra i lo-vedi-quanti-semo-Lotito-vattene. La contrapposizione passato-presente.
Ero infastidito dall'idea che parte dei miei 20 euro andassero nelle tasche di Djabbo e Wilson.
Si è verificato esattamente tutto cio'.
Pero'. Il sorriso dei miei figli, le mille bandiere, lo stadio che canta, (compresa la monte mario), mogol e i giardini di marzo.
Eugenio Fascetti, il gol di Fiorini, Olympia.
Con tutto il marcio che c'è tra le pieghe di questo evento, l'occasione è stata comunque preziosa per toccare con mano che c'è tanta voglia di tifare Lazio.
E sapere che la soluzione passa per il "direttivo" da una parte e Lotito dall'altra, mi deprime un po'.
Passerà anche questa, come è passata la Lazio di Vinazzani.