Mi pare che tutti guardino il dito e non la luna: Trump è, aldilà delle specificità tipiche degli USA, un sintomo di una malattia sempre più radicata nelle democrazie occidentali. Penso sia sbagliato bollare questo ed altri fenomeni a noi più vicini come semplice frutto dell'ignoranza di certi consistenti strati della popolazione. Come ha fatto Ciccio Parrucco a prendere la nomination addirittura prima della Clinton? Certamente con le sparate xenofobe anti immigrazione e l'aggressiva retorica sul diritto alle armi, ma c'è dell'altro: ha intercettato un malessere diffuso, soprattutto nelle ex aree industriali della costa orientale, se l'è presa con la delocalizzazione selvaggia e ha attaccato con veemenza molti colossi di Wall Street. Ora, non fraintendete, non penso affatto che il parrucca valga Bernie o che una sua presidenza possa portare un qualsivoglia beneficio, ma mi chiedo perché non si cominci ad aprire un bel dibattito sui motivi per cui gli schieramenti istituzionali tradzionali non riescono più a risultare credibili. Non è che, forse forse, negli ultimi 20 c'è stata una progressiva erosione di lavoro e diretti ad opera di "illuminate" scuole di pensiero sempre pronte ad assecondare il grande capitale? E poi, soprattutto, perché la sinistra non è riuscita ad intercettare questo malcontento diffuso e farlo proprio invece che lasciarlo ai nazisti dell'Illinois?
Io penso che Trump ce la possa fare davvero, contro una Clinton ormai percepita come una personificazione dello status quo, però non credo pensi molte delle cose che va dicendo, mi sembra più che altro un venditore che è riuscito ad intercettare un target e che stia sfruttando la vulgata per fini tattici.
Non so se sono stato chiaro, mi si chiudono gli occhi per il sonno