Non credo di poter essere etichettato come antilotitiano per partito preso, ma sinceramente faccio fatica a leggere determinati commenti per cui chi oggi si lamenta avanza pretese assurde perché siamo al 31 maggio o perchè il tifoso "deve tifà".
Io non metto il dubbio ciò che per me è scontato, il fatto che a fine agosto starò al mio posto a tifare la Lazio.
Non metto in dubbio nemmeno che al 31 maggio la prossima stagione sia in qualche modo compromessa sotto alcun aspetto, figuriamoci (per quanto sia indiscutibile che avere la certezza del tecnico aiuta anche il mercato).
Però per la miseria dopo l'annataccia passata mi aspettavo tutt'altro piglio per queste settimane.
Mi aspettavo uno scatto d'orgoglio, dei segnali rassicuranti verso i tifosi, la capacità di saper comunicare certezze.
Niente di tutto questo è avvenuto.
Per l'ennesima volta siamo dinanzi ad una comunicazione a dir poco difettosa, incertezza sotto ogni punto di vista, una programmazione che appare latente, allo sbando dinanzi alla cornice marcia.
Boh, non mi sembra efficacissimo trincerarsi dietro al calendario o al diritto proprietario che sancisce la legittimità per Lotito di contrattualizzare l'allenatore quando desidera.
Perché la critica non è su questo, ma su come la Società si mostra, ancora una volta, come una zattera sperduta in mezzo al mare.
E questo che si producano lenticchie, scarpe o spettacolo sportivo non è mai uno spettacolo gradevole da vedere.
Uno spettacolo che, mi rammarica dirlo, non vedo caratterizzare la juve, il napoli, la roma e nemmeno l'inter dei debiti o il milan in transizione proprietaria.
Se proprio vogliamo fare paragoni non facciamoli sull'allenatore degli altri, ma sulla capacità degli altri di comunicare una direzione chiara. Perchè me pare che al di là di dire "sappiamo cosa fare" quel che poi ne consegue lo sembra molto meno.
E dunque o si fa male o si comunica male.
Spero nella seconda, ma ce consolamo co l'ajetto.