Citazione di: syrinx il 05 Lug 2016, 13:43
Primo, il fatto che i diritti non siano protetti in altre circostanze in che modo esattamente giustifica lo stracciare i diritti di svariati milioni di persone in GB e UE? I pochi diritti che abbiamo sono garantiti dalle costituzioni (scritte o non scritte come nel caso della GB). Per questo metterli al voto con un referendum, a maggioranza semplice e senza quorum e' una follia.
Secondo, smettila con queasta favola che il Brexit colpisce i ricchi e gli oligarchi. Brexit e' una tragedia, una vera tragedia, per l'intera popolazione della GB. Le migliori stime possibili che abbiamo indicano che tutti, da i piu' ricchi ai piu' poveri, rischiano di perdere oltre il 10% del loro reddito.
Non è una giustificazione, è che questo tuo ragionamento è capzioso.
Perchè applicato in questo modo di fatto afferma che ci sono questioni su cui il popolo non può esprimersi, che sono tema esclusivo di un'oligarchia. La cosa è completamente folle.
QUALSIASI scelta politica incide e modifica i rapporti sociali di una minoranza o di una maggioranza di persone. QUALSIASI. Anzi, in gran parte dei casi li modifica per la maggioranza stralciandone i diritti.
Ma anche fosse al contrario non è che manterrebbe la stasi. Comunque una minoranza vedrebbe stralciati quelli che ritiene essere suoi diritti.
Quindi o stai proponendo la stasi politica oppure il ragionamento è biecamente interessato (non da parte tua, ma da chi lo agita da principio).
Che si parli di scuola, sanità, trasporti, lavoro, territorio qualsiasi scelta va ad incidere sui rapporti sociali, avvantaggiando alcuni e svantaggiando altri.
In questi anni poi gran parte delle scelte in tutti questi settori sono andati a svantaggio dei molti e a vantaggio dei pochi. Arriva una scelta che non conviene ai mercati e all'establishment e se tira fuori la "dittatura della maggioranza"? Ma con quale credibilità???
Che la Brexit sia una tragedia è un'opinione. Legittima, ma resta tale.
Anche della Grexit si diceva lo stesso. Anche qui, tutto dipende dalle variabili e dai tempi che si prendono a riferimento.
Con questo criterio potrei dimostrarti che qualsiasi cambio radicale dell'esistente è potenzialmente una tragedia. Qualsiasi. Perchè qualsiasi forte scossone ai mercati può produrre gli effetti tragici che vengono paventati.
Ma, anche in questo caso come per la "dittatura della maggioranza", l'argomento è capzioso: diviene solo un modo per tutelare la stabilità dei mercati e "sconsigliare" alla popolazione qualsiasi cambiamento che sia ritenuto eccessivo o poco conveniente dai pochi oggi al potere.
Tocca sgrullarsi questa propaganda terroristica da dosso. Tocca tornare ad inventare l'ignoto.
L'IGNOTO, come lo chiamava qualcuno. Quell'Ignoto che i tuoi conti li fa a brandelli perché rovescia totalmente il quadro della situazione.
Non sto parlando né della rivoluzione né del palazzo d'inverno (anche perché di ignoto ce starebbe poco).
Sto dicendo che della necessità del quadro esistente, della pericolosità di un suo sovvertimento, ne abbiamo piene le scatole in tanti. In tanti non ci credono più perché già ora stanno male.
E fanno bene a non crederci. Preferiamo il pericolo dell'ignoto alla tragedia del noto.