Pallotta: Roma saremo pronti per il 2019 (Corriere dello Sport)
Il presidente: «Speriamo di ritrovarci qui per l'inaugurazione». E oggi in Campidoglio
di Roberto Maida
ROMA
«Spero che nel 2019 ci ritroveremo insieme a inaugurare lo stadio». James Pallotta indica felice Nicola Zingaretti, il governatore, mentre ringrazia l'interlocutore dell'incontro informale avvenuto negli uffici della Regione Lazio. Parla dalla scalinata resa famosa dai film di Fantozzi, il presidente della Roma, con tanto di sciarpa giallorossa stretta tra le mani, ma qui non c'è niente da ridere. Semmai c'è da aspettare con pazienza l'avanzamento dei lavori della Conferenza dei Servizi, che ha convocato per il 3 novembre la prima riunione decisionale. E c'è da augurarsi che l'incontro di oggi con Virginia Raggi in Campidoglio segni l'inizio di un percorso virtuoso e condiviso con la politica comunale. Pallotta di sicuro ha fretta: accompagnato dal nuovo ad Gandini e dal dg Baldissoni, che guidava l'auto, si è presentato in Regione con un quarto d'ora d'anticipo rispetto all'appuntamento.
CHIARIMENTI. «Non sono mai stato così contento in questa vicenda - continua Pallotta - la Roma come squadra ma anche Roma come città meritano di avere uno stadio. E noi abbiamo intrapreso un cammino aperto e trasparente, mettendoci a disposizione delle istituzioni per qualunque chiarimento. Ce ne sono stati chiesti, sono stati dati». Gli uomini del presidente, a partire dal responsabile del dossier David Ginsberg, martedì prossimo presenteranno ufficialmente il progetto Tor Di Valle agli enti convocati per la Conferenza. Tra questi c'è anche il Comune di Roma, naturalmente. Gli enti hanno 15 giorni di tempo, da ieri, per sottoporre quesiti e chiedere ulteriori delucidazioni. Ma i 180 giorni durante i quali dovrà essere necessariamente esaminato il progetto sono partiti già il 6 settembre. Dunque la Conferenza, salvo sospensioni dovute ad approfondimenti legati all'impatto ambientale del progetto, chiuderà i lavori il 6 marzo 2017.
PROCEDURE. Non è prevista invece una sospensione sul nodo principale della questione, cioè la variante urbanistica al piano regolatore, che deve essere votata dal Comune entro i famosi sei mesi. Per questo diventa importante la presa di contatto tra Pallotta e il Campidoglio: il Movimento 5Stelle, che ora ha la maggioranza, aveva votato contro la delibera sul pubblico interesse dello stadio della Roma in sede di assemblea capitolina. Dunque Pallotta intende capire se adesso, con Virginia Raggi in poltrona, l'orientamento sia cambiato, anche in seguito all'esame tecnico effettuato dall'assessore Paolo Berdini. «Questo tema è stato affrontato dall'assessore Berdini e dall'assessore regionale Civita - spiega Zingaretti -, il passaggio fondamentale è il vaglio e l'approvazione dell'assemblea capitolina della variante urbanistica. Tutto l'iter dipende da questo. E vogliamo essere assolutamente trasparenti, nel rispetto dei cittadini: sul sito della Regione apriremo una finestra che consentirà a tutti di seguire passo dopo passo l'avanzamento del progetto».
CUBATURE. Dove può incagliarsi la nave di Pallotta? Ci sono diverse problematiche da discutere, dalla viabilità alle infrastrutture (in particolare la ferrovia Roma-Lido o l'allungamento della Metro B), ma il punto centrale su cui dovrà pronunciarsi il Comune riguarda le cubature. Soltanto un nono del progetto Tor Di Valle interessa direttamente o indirettamente lo stadio, che sarebbe costruito sul sito dove oggi ancora resiste il vecchio ippodromo del trotto. Il resto è area commerciale e industriale, che sarà inevitabilmente oggetto di dibattito politico. Pallotta spingerà sull'aspetto sociale (riqualificazione di un'area dismessa e degradata) e occupazionale del progetto (si parla di almeno seimila nuovi posti di lavoro) per non mettere a rischio il pubblico interesse già approvato dalla giunta Marino. Ma è evidente che se il Comune rigettasse la variante al piano regolatore, il progetto andrebbe modificato e, al di là della Conferenza dei Servizi, riporterebbe la pratica indietro di qualche anno, con ricadute sulle tempistiche di costruzione. Pallotta spera di buttare giù l'ippodromo già a marzo, e quindi di giocare a Tor di Valle la prima partita del campionato 2019/20, ma perché questo avvenga non devono esserci più ostacoli (politici, tecnici o burocratici) da qui in avanti.
LA REGIONE. Zingaretti da parte sua è stato chiaro: sul piano politico sarà spettatore, lasciando che sia il Comune a pronunciarsi. «Siamo tifosi nelle partite - dice il governatore - ma obiettivi nelle procedure. Noi ci siamo tenuti lontani dalle polemiche fino a questo momento ma siccome lo stadio della Roma rappresenta un grande progetto di sviluppo merita l'attenzione delle istituzioni. La Regione farà la sua parte come garante di trasparenza».