Marco Parolo ai microfoni di Sky Sport 24: "Ci vuole anche bravura nello sbagliare certi gol (ride, ndr). Era un'occasione da segnare, mi spiace non esserci riuscito per la squadra. L'ho colpita proprio male, ho preso un sacco di insulti da chi mi ha al fantacalcio. Spero di rifarmi nelle prossime giornate. Avevamo studiato il Pescara e l'abbiamo preparata bene. Volevamo essere aggressivi e rischiare il tre contro tre dietro. Li abbiamo costretti a calciare la palla lunga, l'abbiamo preparata bene. Abbiamo corso tutti l'uno per l'altro. Con questo spirito possiamo fare bene. Avremmo potuto segnare ancora, bisogna pedalare per novanta minuti e per trentotto partite. La Lazio può stare nella parte sinistra della classifica, tra due mesi ti dirò se nella parte alta o bassa della classifica. Se giochiamo tutti l'uno per l'altro, possiamo fare davvero bene. Siamo una squadra che può essere anche all'altezza del Milan se giochiamo con questo spirito. Anche i giovani devono capire che bisogna fare entrambe le fasi, correre e lottare. Dobbiamo prendere ad esempio la Juventus ed anche la Nazionale. Tutti devono mettersi a disposizione e tenere i ritmi alti anche in allenamento. Possiamo andare a San Siro e giocarcela. Murgia? Io mi sento un giovane di 31 anni, non mollo mai e mi alleno sempre al meglio. I giovani in questo modo possono tagliarsi il loro spazio e avere un futuro roseo. Sono orgoglioso di vederli crescere così poi per ricordare di aver giocato con loro appena smetto".
Il centrocampista laziale si è soffermato sulla gara anche ai microfoni di Lazio Style Channel: "Sono contento perché l'abbiamo preparata bene e quando vedi che arrivano i risultati vuol dire che stai sulla strada giusta. Anche con la Juve abbiamo giocato bene e con il Chievo abbiamo dato segnali di essere squadra. Dietro abbiamo tre giocatori che sanno giocare con i piedi e Danilo ha fatto molto bene smistando i palloni. Abbiamo cercato di sfruttare le qualità di Felipe nell'uno contro uno ed è stato devastante, favorendo gli inserimenti miei e di Milinkovic. Se fai il 3-5-2 devi pedalare e noi abbiamo pedalato". Sul Rigore: "Il cross era partito e lo ha fatto come voleva farlo. L'intervento di Bastos non ha influito sul cross. E poi se ha sbagliato vuol dire che non c'era (ride, ndr). Poi sull'ex di giornata, il portiere del Pescara, Bizzarri: "Abbiamo dovuto fare due gol all'incrocio per vincere, parava di tutto. Vuol dire che dobbiamo soffrire per ottenere il risultato. Sono contento per l'esordio di Murgia. Gerrard? Sarei felice di vederlo in Europa così mi dà la maglia che non me l'ha mai data. A Milano bisogna andare con lo spirito di oggi. Se non sarà così prenderemo delle bastonate perché non siamo dei fenomeni. Possiamo sostenere questo ritmo con chiunque. Anche Djordjevic ha fatto una gran partita perché era sempre sulla linea di passaggio, pressando e sfiancando gli avversari. Poi è entrato Keita e ne ha approfittato, ma il mazzo se l'è fatto lui".
Il centrocampista biancoceleste si è fermato poi anche dai cronisti presenti in zona mista: "Quando fai gol nel secondo sembra sempre che nel primo tempo hai fatto male, ma se sfruttiamo le occasioni dei primi 45' diventa un'altra partita. La Lazio ha giocato bene, tutti hanno corso, Felipe ha fatto bene così come Cataldi e Milinkovic, sono contento anche per l'esordio di Murgia. Nello spogliatoio chi non pedala non gioca. Sono contento per Sergej, un giovane che ha fatto bene. Se tutti si impegnano la formula diventa giusta, l'ho provato in Nazionale, solo così si può fare bene. Inzaghi? Ha tanta rabbia dentro, tanta cattiveria, ha una passione che ci contagia, fa si che in campo diamo tutto. È un uomo vero e lo sta dimostrando: con lui gioca solo chi lo merita. Mi piace il fatto che siamo capaci di cambiare modulo, vuol dire che siamo grandi giocatori: prima o poi troveremo la formula giusta e definitiva. Keita sta rientrando bene, se continua a correre e sacrificarsi è giusto che giochi, vi ho detto le regole dello spogliatoio, solo così potremo avere grandi risultati, sono fiducioso per Milano. Sul colpo di testa ho sbagliato, la volevo piazzare invece l'ho messa alta. Siamo più pericolosi quando giochiamo con grossa intensità e rispettiamo i nostri compiti".