vedo che è già partita la contraerea per dimostrare quanto le olimpiadi sarebbero state una svolta per la città di Roma e l'Italia intera.
Fiumi di miliardi, posti di lavoro, vetrina internazionale, investimenti strutturali, ricchi premi e cotillon e per vostra nonna in gentile omaggio una dentiera nuova.
E improvvisamente i dati concreti e conclamati su Montreal, Atene, Pechino, Londra, Rio svaniscono dinanzi ad una narrazione martellante. Sticazzi dei dati, le Olimpiadi fanno bene, lo dice la tv allo stesso ritmo del martello pneumatico. Lo dice citando numeri molto alti, citando miliardi, come si fa a dirsi contrari ai miliardi?
Non ci si chiede nemmeno come mai paesi come la Danimarca o la Svezia abbiano declinato la possibilità di ospitare un altro Grande Evento quale le olimpiadi invernali del 2022, il quale probabilmente finirà in Kazakistan o in Cina.
Così ormai si orientano i giudizi in Italia, un'incapacità preoccupante di misurarsi con la complessità.
Se anche a Londra o a Montreal le Olimpiadi non sono state un buon affare, se la Svezia dice no come un Grillo qualsiasi forse il punto non riguarda semplicemente l'honestà o la "capacità di governance" di un'amministrazione cittadina. Cercare di dimostrare che anche in questo caso il problema sia l'incapacità grillina di governare è operazione tanto capziosa quanto pelosa. Un colpo basso, in termini sintetici.
Vediamo nel merito: i
soldi.
Le Olimpiadi portano in dote tanti miliardi. Si, ma quanti ne spendi? E come?
Non si può vedere il numero assoluto, l'unico citato, occorre vedere i termini relativi.
Se, ad esempio, si spende più di quel che si incassa. Ed è così, tutte le ultime edizioni hanno prodotto debiti enormi. E non perchè tutti coloro che hanno governato il processo fossero corrotti, sarebbe decisamente semplicistico pensarlo. In un paese come l'Italia dove tagliano ulteriormente la spesa sociale (vedi Sanità) inventandosi che la colpa del debito è nostra, aumentare ulteriormente tale debito per le Olimpiadi e magari domani tagliare ulteriormente appare simile ad un insulto. Pretendere che i grillini siano in grado di invertire una tendenza ventennale non dovuta unicamente alla corruzione è invece nulla più che una polpetta avvelenata, l'ennesima, che si vuole servire ad essi.
Oltre al quanto c'è il come. Le Olimpiadi cambiano necessariamente le priorità di intervento a causa dell'impegno che ti sei preso. Quindi magari dovresti intervenire sulle infrastrutture di Tor Bella o sui trasporti in direzione Ponte di Nona e invece hai l'obbligo di farlo in altre direzioni. Direzioni che svaniscono assieme all'Olimpiade ed esattamente questo genera l'effetto "cattedrale nel deserto" nel peggiore dei casi, "servizio scarsamente utilizzato" nel migliore.
Pensare che siano coniugabili le prime priorità con le seconde attraverso la semplice buona volontà degli amministratori è quantomeno ingenuo. Evito di essere più netto.
Per la semplice e comprensibilissima ovvietà che una città durante un'Olimpiade e una città nella sua routine quotidiana funzionano in modi profondamente differenti. Sono due città differenti.
Ed è esattamente questo iato a produrre l'inefficacia di lungo periodo degli investimenti effettuati.
Lavoro.
Questo è l'argomento più deprecabile di tutti. Utilizzato in una fase come questa, dove la gente accetta vaucher pur di sopravvivere, fa veramente schifo. Si strappa un si pe un tozzo de pane raffermo. Perché questo è il lavoro generato dai Grandi Eventi. Pane raffermo. Si veda Expo e gli accordi separati stipulati tra organizzazione e sigle sindacali.
Un lavoro senza diritti, mal pagato o NON pagato, sbandierato secondo la logica polettiana (e molto piddina) del "
meglio di niente, no?"
In questo vulnus c'è tutta la retorica capziosa delle risorse ipotizzate per il Grande Evento:
Il Grande Evento porta 6 mld. Il Grande Evento ne costa 8.
Di questi 8 circa 4 (più notevoli interessi futuri) li tira fuori la gente tramite la fiscalità ordinaria.
Però, si dice, quegli 8 miliardi ti ritornano come infrastrutture e lavoro.
Questa è la narrazione. Poi vai a vedere e in realtà di quegli 8 te ne tornano 500mila come salari, 1 come infrastrutture utili (che avresti potuto realizzare comunque a un ottavo dei costi) e il resto finisce in investimenti successivamente inutili. Questa montagna di soldi non torna alla gente, va ai capitali che ci guadagnano. Che poi sono gli stessi interessati a realizzare l'Evento, gli stessi che lo sponsorizzano maniacalmente.
La gente, tramite la fiscalità ordinaria, cede 4 e gli torna 1,5.
E già a vederla così la narrazione cambia.
Non è un fatto di onestà, non è che torna 1,5 perchè l'appalto era truccato. Con l'appalto truccato cresce solo la misura della differenza, il negativo registrato. Torna 1,5 perché di mezzo c'è la vera ragione di chi promuove l'Olimpiade che è il profitto sfrenato in una fase di scarsa redditività.
Se tu, per fare un esempio, costringessi le aziende appaltatrici a contratti regolari, ben retribuiti e al massimo dei diritti faresti fatica a trovare pure l'azienda che te fa le pulizie nei cantieri, figurate quelle che te li fanno i cantieri. Perchè a quel punto il gioco non conviene più, a quel punto viriamo su altro. Viriamo su Expo

, sul ponte di Messina o sulla Grande Opera/Evento che preferite.
Scusatemi, ma questa cosa non la cambia la giunta Raggi e nemmeno un'eventuale giunta Fidel Castro. Ci vuole un cambiamento strutturale che, per quanto augurabile, necessità di altri presupposti.
Il
prestigio.
Non vuole essere un attacco a Warp, mi perdoni se lo prendo a esempio, ma a leggere come la mette su questo punto mi vengono i brividi. Talmente abbiamo introiettato la logica mercantilista che ormai non si tratta nemmeno più di favorire le aziende nazionali. La nazione (o la città) stessa diviene azienda, diviene marchio da promuovere, sponsorizzare, rendere
compliant ad una
business strategy. Attirare gli investimenti è divenuto l'unico parametro assolutamente indispensabile. L'orrore di Kurtz ha questi tratti nei miei peggiori sogni (che purtroppo si fanno sempre più reali). Soprattutto quando questa logica viene assunta con soddisfazione e compiacimento da chi poi si dice pure farsescamente di sinistra.
Non siamo un'azienda, non siamo sul mercato, anche se questo ci fanno pensare. Siamo un popolo e "a volte" un popolo ha necessità diverse da un'azienda. Necessità che vanno fatte valere se si ha ancora uno straccio di dignità.
Non a caso in termini di puro prestigio ragionano paesi quali il Kazakistan o la Cina. Paesi in cui la condizione delle persone non vale niente perchè tutto deve essere a disposizione del regime e di come questo viene percepito dall'esterno, poco importa di tutto il resto.
Io credo che oggettivamente non si potesse far altro che dire NO alle Olimpiadi.
Posizioni come quelle di De Magistris, o dello stesso Berdini, sono assolutamente velleitarie, mosse magari da buona volontà, ma prive della necessaria analisi sulle dinamiche strutturali dei Grandi Eventi, dei meccanismi automatici che mettono in moto e della complessità degli attori in campo.
Una volta tanto che i grillini tengono conto di tutto questo, anche solo per semplice paura, non capisco perché invece si tifa affinché facciano la cosa più stupida, più ingenua, più qualunquista.
Forse è perché si vuole proprio questo.