io concordo al 100% con quanto dice settis sul bicameralismo, sul fatto che la riforma nella forma fa schifo, e sul fatto che non semplifichera' l'iter legislativo. pero' non sono quegli gli aspetti che mi fanno essere per il si. per legarmi a un argomento di carib (e anche di settis), la speranza di trovare
"persone valide che sappiano mettere le azioni di governo che queste regole consentono, in sintonia con il Paese e con i bisogni e le esigenze di noi cittadini" per me e' una trappola. io la vedo cosi': dopo ca. 25 anni di declino (ben piu' della mia vita attiva e guadagnante) delle due l'una: o queste persone non ci sono, oppure le regole non consentono quello che crediamo consentano. personalmente propendo per la seconda ipotesi, con molti annessi e connessi ovviamente. (non il ponte di messina in cambio della sanita' pubblica...) comunque la costituzione e' li' dal 48, sentir dire oggi "bisognerebbe applicarla" spiega bene a che punto stiamo.
Citazione di: FatDanny il 03 Nov 2016, 11:27
Negli ultimi 10 anni l'europa ha vissuto una crisi verticale della democrazia.
Governi in carica e legittimamente eletti sono stati completamente esautorati di ogni potere da parte dell'establishment economico-finanziario della UE.
Tramite il diktat del debito, eretto a Legge di Dio, si sono imposte misure di politica economica fuori da qualsiasi controllo democratico. Al di là dell'eclatante caso greco, tutti i paesi dell'europa mediterranea hanno visto i loro cittadini privati di qualsivoglia possibilità di scelta (da noi i governi Letta, Monti e Renzi). Siamo riusciti a mettere il pareggio di bilancio in costituzione (!!!), totale follia per qualsiasi giurista che abbia un minimo di coscienza democratica.
Tanto è forte l'ideologia del debito che la possibilità della sua natura illegittima non è nemmeno presa in considerazione. E' naturale (o forse divino, chissà) che interessi superiori al 100% della somma prestata siano esigibili. E' naturale che le banche PRIVATE siano state salvate dalle risorse pubbliche a causa dei loro investimenti folli e quell'aumento di debito pubblico sia oggi pagato alle stesse banche a suon di miliardi di interessi.
Tutto naturale, nessuna messa in discussione politica.
Il voto è divenuto una certificazione di prassi del tutto irrilevante rispetto alle politiche da adottare, le quali sarebbero state le stesse a prescindere dal vincitore (e infatti dove ha vinto una forza fuori dal quadro consentito, Syriza, sappiamo com'è andata a finire).
Questo è successo in Europa.
Dare maggiori poteri al governo è esattamente il contrario di quel che servirebbe.
Oggi in Europa servirebbe un potere che torna ai cittadini e non che va in direzione dei burocrati e dell'establishment.
O meglio, certo, se parliamo di stabilità di quel potere allora si, la direzione è quella giusta.
Ma è quello il potere che vogliamo rafforzare? Siamo masochisti a tal punto?
secondo me in europa e' successo anche molto altro. a ogni modo, concordo sul fatto che alcune delle politiche che abbiamo visto sono assurde, come il QE che per me e' una follia (nei modi in cui viene praticato in questo periodo pare un TSO pre-morte...). ma non e' la BCE che detta la linea, sono alcuni governi. poi: l'indirizzo di un governo forte dipende molto dai cittadini (chiaramente parlo di paesi come la germania, non del venezuela

e si, non capisco perche' dobbiamo confrontarci solo a spagna e portogallo...). nel nostro sistema attuale i cittadini non contano una beata mazza. la vera grande porcata della riforma a mio avviso e' l'interesse nazionale usando il quale passeranno competenze dalle regioni allo stato. questa e' una cosa grossa, per me non abbastanza, ma grossa. quindi so che ci sono buoni motivi per votare no, e' solo che ho smesso di credere che si possa andare avanti cosi'.
comunque un governo forte puo' anche non essere un governo renzi. potrebbe andare peggio, oppure meglio... non e' che avete semplicemente meno di fiducia di me nella testa degli italiani?
poi "governo forte"... qui si parla di molto meno a mio avviso...