Citazione di: Daniela il 10 Nov 2016, 18:35
per carità li capisco
ma volte bisogna essere lungimiranti, mettere da parte l'orgoglio per un bene superiore
quindi secondo te non hanno votato Clinton per una questione di orgoglio?
A leggere la lettera di Moore dello scorso anno di tutto si tratta, tranne che di orgoglio.
Citazione di: carib il 10 Nov 2016, 18:42
carib ha affermato: prima si evita di mandare al potere un razzista, violatore di diritti umani e protofascista. Poi si discute. Questo non è menopeggismo. Perché in un Paese razzista, in cuisi violano i diritti umani e le donne o sono mogli e madri oppure so' pezzi de carne da utilizzare alla bisogna (cit.), le migliori condizioni di lavoro e l'equa spartizione delle risorse te le sbatti (dico due cose a casaccio).
scusa ma a me pare di si.
Per evitare di mandare al potere un razzista, violatore di diritti umani e protofascista (peggio), si vota clinton (meno peggio). Di solito per giustificare il menopeggismo il Peggio deve avere esattamente le caratteristiche di cui parli, altrimenti non regge. Ma della definizione mi interessa relativamente, facciamo che non lo è e cerchiamo di intenderci sulla sostanza.
Poi si discute, dici. Ma a quel punto che voi discute, scusa?
Una siffatta operazione, esattamente come accaduto in passato, ha un solo esito: che la Clinton e i democrats pensano "
bene, ha funzionato pure stavolta, ora al lavoro" e giù con il massacro sociale.
La crisi socio-economica senza precedenti è ormai un dato non congiunturale, ma strutturale dei tempi odierni e quindi che famo? Teniamo fino a che non passa la nottata?
Io esattamente di questo non sono convinto e credo esattamente per questo che la scelta di cui parli non sia corretta. Mi sembra voler suonare un motivo classico in una fase ormai mutata.
Se fosse stato un fenomeno congiunturale, una crisi improvvisa e ad hoc, una tempesta passeggera, avrei capito questo ragionamento e l'avrei anche appoggiato (come feci nel caso di ballottaggio Chirac-Le Pen).
Poiché oggi la crisi è strutturale (su tre livelli: sociale, economico e politico) tentare la via della semplice "emergenza democratica" è a mio avviso non solo insufficiente, ma proprio controproducente. Rischia nel medio termine di aggravare ancor più il quadro.
Esattamente come non lo era ad inizi '900: non bastava difendere i regimi ormai indifendibili (dal corrotto sistema italiano a quello weimariano in ginocchio), occorreva rovesciare il quadro.
Su questo magari divergeremo anche sul giudizio storico, anzi sicuramente almeno con alcuni dei partecipanti alla discussione, ma tant'è.
Per me allora si affermò il fascismo esattamente perché un pezzo di Sinistra al posto di puntare alla rottura del quadro, allora possibile, provò inutilmente a tenerne insieme i pezzi dinanzi all' "emergenza democratica".
Carib, è questa forma di democrazia a non tenere più, non si risolve il problema trump stringendoci in cerchio e "discutendo poi". Purtroppo, aggiungo purtroppo proprio perché non sostengo il "tanto peggio tanto meglio", sarebbe molto più semplice.
I principi inalienabili per altro non li difende certo la Clinton, esattamente perché è parte di questa crisi democratica.
Né è parte come ex Segretario di Stato in politica estera (un interventismo assassino, i quali morti dovrebbero contare invece che essere celati dal pericolo trump).
Né é parte a livello di libera espressione, si veda il caso Snowden e quello che ha portato alla luce.
Né è parte come governance della crisi economica. Questo non significa che senza Clinton potremo ambire alla redistribuzione della ricchezza o a migliori condizioni di lavoro, ma figuriamoci se posso ipotizzare un'amenità simile.
Ma la Clinton non poteva rappresentare una soluzione, nemmeno transitoria, alla crisi di cui tu parli.
Dunque Trump non rappresenta il "tanto peggio, tanto meglio". Ma il peggio a cui evidentemente AD OGGI non abbiamo le condizioni per rispondere.
Se non ci sono dovremmo provare a tirarle su invece che puntare dita su come vota la gggente.
Ora, gli USA non diventano oggi un paese razzista o sessista. Non è sotto trump che si sono avuti omicidi di neri a livelli da guerra civile.
La situazione peggiorerà? Può darsi, è probabile, soprattutto se l'alternativa di cui parlo non emerge. Dipende tutto da questo.
Ma quell'alternativa dove pensate possa emergere? Alle elezioni? Nei circoli democrats?
Io ritengo di no. Ritengo questa roba totalmente compromessa e inutilizzabile.
Questa alternativa, questa democrazia diversa non potrà che emergere dalle strade, esattamente in quelle manifestazioni che, Daniela, sono tutt'altro che inutili.
Non perché sfilando cambi qualcosa, semplicemente sfilando non cambia nulla.
Ma perché oggi è solo da questi nuovi spazi di Politica che può emergere una Nuova Democrazia, un Nuovo Modello, ANCHE Istituzionale. Io penso che l'attuale assetto democratico dovremo scordarcelo, in un senso o nell'altro che sia. Che lo abbatta Trump o movimenti di massa.
Non so se sono abbastanza chiaro, ma secondo me l'unica alternativa alla barbarie progressiva non è la tenuta (che non tiene), ma l'emersione di
nuove istituzioni, nuovi corpi intermedi, nuove forme di rappresentanza politica. Non è affatto astratto, sono cose già emerse negli indignados, a OccupyOakland o NuitDebuit. Principi e meccanismi che devono passare ad essere istituzioni in formazione come accadde per la Comune di Parigi o gli scioperi delle miniere in Belgio.
Oggi a noi sembrano astratte utopie perché non siamo più capaci di intendere la trasformazione.
Siamo automi del dato di fatto. Abbiamo scordato come si fa a cambiare nell'arco rapidissimo di poche generazioni.
Eppure si può. Anzi si DEVE, se non ci si vuole rassegnare alla reazione dilagante.
Se la crisi è strutturale non basta tenere su Clinton-trump per reggere. Perché dopo trump ci sarà le pen e poi salvini e poi un nuovo Hitler e poi, e poi, e poi...
Se non c'è la soluzione effettiva il problema torna eternamente, mi sembra un dato piuttosto evidente della contemporaneità.
Se questo non si darà, la barbarie sarà inevitabile. Nessun tanto peggio tanto meglio, resterà solo il Peggio.
Una volta era socialismo o barbarie.
Oggi direi Nuova Democrazia o barbarie.
Quel che non cambia, a mio modestissimo avviso, è l'inevitabilità dell'una o dell'altra.