Citazione di: italicbold il 23 Nov 2016, 09:11
Kelly, il tuo discorso é confuso.
E continua ad essere permeato di una visione degli italiani all'estero molto novecentesca.
Molto Ellis Island, valigia di cartone, donne con il velo e ragazzini snocciolanti attaccati alle gambe.
Il tuo discorso si perde in argomenti che, te lo confesso, lasciano abbastanza a bocca aperta.
Cosa vuol dire :" Non hanno nessuna intenzione di tornare a casa ?"
Ma come fai a legare il diritto o meno di votare con un'eventuale intenzione di "tornare a casa".
E beato chi lo sa se torna o meno a casa fra qualche anno o fra qualche settimana. O mai.
Senza contare che la residenza all'estero non é più un concetto monolitico come lo era nel 1910.
E chi vive 6 mesi all'estero e 6 mesi in Italia cosa dai ? Mezzo voto ?
Ripeto, hai la pericolosa tendenza a dare al diritto di voto un significato utilitaristico che é estremamente pericoloso per le potenziali derive che puo' avere. Non si vota solo riempire le buche sotto casa. Il diritto di voto é altro. E' l'esercizio di un potere sovrano sancito dal primo articolo della costituzione ed é legato alla cittadinanza.
Non puoi toglierlo. Perché non puo' e non deve essere legato a nessun aspetto della persona, come sancito dall'articolo 3.
Il tuo voler togliere il diritto di voto a "chi se ne va" equivale al voler, per esempio, dare il diritto di voto per censo. In fondo Briatore paga, di tasse, cento volte più di tante persone ed é giusto che il suo voto abbia più valore di una persona col reddito modesto. Oppure il voto alle donne. Oppure la distinzione tra religioni. Oppure i pensionati visto che hanno già la pensione e sono vecchi perché devono decidere per chi é giovane e ha tutto il futuro davanti. O i malati mentali.
Le tue argomentazioni "utilitaristiche" aprono le porte ad aberrazioni che hanno già portato danni incalcolabili nella storia.
Il voto non é legato a nessun aspetto della vita concreto, ad esclusione della cittadinanza.
Volerlo fare é un'aberrazione.
Essere cittadino non é una questione di città. Non é legato a un luogo, ma é una condizione inerente la persona. E non puoi togliergliela d'ufficio. Quello si sarebbe fascista.
Io saro' pure confuso IB ma tu mi stai attrbuendo delle cose dalle quali io sono lontanissimo.
Spero che tu lo faccia perche' hai sinceramente frainteso il mio pensiero e non per screditarmi.
Abbi pazienza il voto per censo per genere per eta' sono aberrazioni che non potrei pensare visto che ho definito l'art.3 "bellissimo" non credi?
Sgombrato il campo da queste accuse pesanti e fuori luogo concentriamoci sui punti salienti del discorso:
utilitarismo e
cittadinanza.
Cosa intendi per "utilitarismo"?
Se io voto il partito che mi promette il reddito di cittadinanza e io guarda caso sono un soggetto sociale
precario che ne avrebbe molto bisogno quello è utilitarismo?
Se io voto il partito che mi promette che la Sanita' rimanga pubblica e di qualita' perche' non avrei i soldi per pagarne una privata quello è utilitarismo?
In sostanza, per tornare al vecchio Carletto, se io voto per il partito che difende gli interessi della mia classe sociale, quello è per te voto utilitarista?
Perche' questi sono aspetti della vita concreta che indirizzano normalmente il voto.
2 punto : la cittadinanza.
tu scrivi:
"Essere cittadino non é una questione di città. Non é legato a un luogo, ma é una condizione inerente la persona"il che perdonami è altrettanto confuso, visto che mi accusi di confusione.
che vuol dire "inerente alla persona"?
è una questione di sangue?
chi ha sangue italiano nelle vene è cittadino italiano ovunque egli sia, mentre se sei
negro è evidente che il sangue italiano non ce l'hai e qui puoi starci pure una vita ma non sarai mai cittadino italiano? sarebbe questo il principio dell'art 3?
io non sono d'accordo ne con lo ius sanguinis ne con lo ius solis.
il capitalismo ha di fatto imposto la globalizzazione economica?
la risposta non puo' essere nel rinchiudersi nello stato nazione e andare a ricercare le radici del sangue.
libera circolazione di uomini e merci .
Diriti non solo civili e sociali ma anche politici a coloro che pur essendo nati altrove e avere
il sangue di altrove si trovano a vivere in un determinato paese che non è il loro.
A me francamente sembra molto novecentesca la figura dell'italiano emigrato in argentina da piccolo che ha fatto fortuna e ha fatto famiglia in argentina e non ci pensa neanche a tornare in italia pero' si sente tanto italiano dentro il cuore e poi magari ci manda gente come il senatore Pallaro ( te lo ricordi il senatore Pallaro ? ) grazie al suo sangue puro italiano e al suo cuore da italiano vero.