Citazione di: FatDanny il 24 Nov 2016, 10:24
il messaggio è che in parlamento non si discute più, che non c'è alcuna indipendenza o distinzione dal potere esecutivo e che il contratto della Casaleggio & Associati, che sia firmato o meno, è il modello standard su cui si orienta la vita politica di un parlamentare di qualsiasi schieramento.
E NO, non è stato sempre così. Le discussioni parlamentari una volta erano vere (1). Sicuramente influenzate dall'esterno (e come non potrebbe essere così in qualsiasi caso, visto che l'Italia non fluttua nel vuoto cosmico?), ma vere.
Che staremo meglio dopo il NO non solo non c'è scritto, ma è un qualcosa che puoi desumere solo con una lettura dettata dal pregiudizio (2). Così come che il problema sia a Bruxelles, sinceramente non ho proprio capito da cosa l'hai desunto. Pregiudizio sulla mia posizione. Pregiudizio puro. (3)
Ho detto che per il MEF era Ok. Che c'entra Bruxelles?
Rispetto a come staremo meglio dopo il NO in che passaggio l'avrei alluso? (4)
Anzi ho raccontato la storiella proprio per mostrare come già oggi sia così e che non serva la riforma per una deriva autoritaria già ampiamente in atto.
Votando SI gli stai solo dicendo che questa deriva a te sta bene. E non è poco.
E' inoltre un po' paradossale che chi sia preoccupato dalla modalità grillina di relazione con i vertici del partito/movimento la voglia però estendere all'intera architettura istituzionale, ma tant'è.
Davy lasciamo stare il perché di quei problemi nati "negli ultimi 25 anni" perché pure su quelli di favolette se ne raccontano tante (debito pubblico italiano). Sono stati talmente bravi questi qua a cui stai dando fiducia votando SI che sono riusciti a convincerci che il debito italiano sia stato causato da noi stessi e non dall'elusione fiscale dei principali capitali italiani. Chapeau. (5)
E se il MEF può mettere il veto anche su una panchina non è a causa del debito, ma a causa del pareggio di bilancio inserito in costituzione. Una roba completamente folle per qualsiasi sincero democratico. (6)
Per me già il giudizio sul pareggio di bilancio è infatti sintomatico. Se si è d'accordo su quello mancano i requisiti minimi per condividere anche le basi. Anche una Costituzione. E infatti quel che sta venendo meno è il pilastro della convivenza politica in Italia.
Ognuno tragga le possibili conseguenze di tutto questo. E poi non ce lamentamo se succedono cose brutte. (7)
(1) non parlavo di "discussioni" generiche, ma dell'episodio che hai raccontato. con i governi che duravano un anno in media scene come quella che descrivi erano quotidiane. ho sentito anche di peggio. poi non so a quale epoca ti riferisca.
(2) chiedevo, per capire come quell'episodio c'entrasse col referendum (a parte il fatto che aiuta la narrazione). quella che tu chiami "deriva autoritaria" per me e' la ovvia conseguenza dell'interdipendenza che c'e' ovunque nei fatti fra parlamento e governo. in teoria, da noi, sono indipendenti, in pratica non lo sono (o lo sono in parte, volendo essere graduati)
(3) a me eri sembrato molto critico con l'europa, cosa su cui mi hai peraltro trovato totalmente d'accordo. in ogni caso non mi riferivo a te in particolare, quello dell'antieuropeismo e' un argomento diffuso sul fronte del no
(4) ripeto, visto che secondo me le pratiche di cui parli rimarranno intonse dopo il referendum, chiedevo per capire come l'episodio che citavi c'entrasse col referendum. dire "gia' e' cosi', quindi votando si gli dici che ti sta bene" non implica che votando no quelle pratiche finiranno perche' alla maggioranza dei votanti non stanno bene. tutto li'.
(5) hai ragione ma l'elusione e' un problema politico nostro (di noi stessi), per cui apparentemente pensi anche tu che e' anche per motivi interni che siamo a questo punto.
(6) sono d'accordo
(7) io sono meno tranchant, probabilmente ho soglie di convivenza piu' basse...