Citazione di: DajeLazioMia il 19 Dic 2016, 12:37
ma infatti trovo insopportabile il mediocrismo.
Sento parlare Sousa o Gianpaolo o molti altri che fanno calcio e dicono che noi siamo una squadra che solitamente punta in alto e al limite toppa un campionato. 3 campionati fa siamo arrivati 3 ora eiamo di nuovo in lotta, invece a volte si parla di noi come fossimo il Sassuolo o l'Atalanta.
Insopportabile.
Non so se facciamo calcio, so pero', e questo va detto, che abbiamo probabilmente, in termini potenziali, una rosa le cui frontiere sono sconosciute. La più interessante della serie A. In termini potenziali, intendo. Napoli e merde hanno buone rose, ma, insomma, quelle sono. Stanno facendo quello che ci si aspettava da loro. Difficile pensare che possano esaltarsi ancora di più. Non c'é più nulla da scoprire, i loro giocatori stanno facendo quello che ci si aspetta da loro. La Lazio no.
Non sappiamo dove possono arrivare questi ragazzi. Domenica dopo domenica stiamo scoprendo che Bastos é molto forte ma che se s'infortuna Wallace é altrettanto forte. Che Murgia comincia a essere un ottimo centrocampista, che Parolo non é finito assolutamente e sta ritrovando il fratello gemello, che Kishna, secondo me, é forte, che Felipe sta facendo un campionato fenomenale ma se si mette anche a segnare diventerebbe apocalittico. Insomma, la Lazio é indecifrabile. Si, é vero, non vince con la grandi. Ma sbraca il culo a tutto quello che gli sta dietro. Senza pietà.
Ce ne stiamo accorgendo domenica dopo domenica.
I giornalisti cavalcano quello che pensano sia il mondo Lazio, che, va detto, non é un mondo interessante da frequentare per chi ama divertirsi e entusiasmarsi.
Già domani, vedrai, si ricomincerà a scrivere che é una società di dilettanti perché non rinnova a 3 milioni/anno a Keita e che se ne andrà con l'articolo 17 oppure all'Inter con uno scambio con Santon più un conguaglio per i nerazzurri. Che una squadra che c'ha Djordjevic come primo sostituto di Immobile non puo' andare lontano. E i giornalisti scriveranno quello che NOI, per primi, vogliamo leggere.