Ascoltando distrattamente la radio (forse era radio6), questa mattina ho sentito un ragazzotto farneticante con il microfono in mano che, in sintesi, sosteneva questa tesi: nel parapiglia di ieri ha sbagliato Biglia a reagire e, soprattutto, Tounkara ad intervenire a difesa del compagno, perché al tifoso deve essere concesso tutto ed i giocatori, visto che sono pagati tanto, devono sopportare in silenzio di essere insultati, vilipesi, aggrediti. In sostanza una inaccettabile teoria del gladiatore: stai lì per farci divertire e se noi ci divertiamo offendendoti, sputandoti, rigandoti la macchina o minacciandoti, ce devi sta' perché ti pagano pure per questo.
Sinceramente che un qualsiasi conduttore in radio possa sostenere in radio qualcosa del genere pare aberrante.
Che poi, per inciso, credo che sia uno di quelli che - senza neppure avvertire la propria contraddizione - si lamenta della mediocrità e della mancanza di carattere di questi giocatori.
Mi piacerebbe che il ragazzotto capisse (e se non riuscisse, chi gli dà il microfono gli facesse capire) che il giocatore viene pagato per offrire uno spettacolo che si chiama giocare a calcio, non per fare la scimmietta sulla ruota di noi tifosi e rimanere esposto a qualsiasi catzata ci venga in mente.
E mi piacerebbe che il ragazzotto capisse (e se non riuscisse, chi gli dà il microfono gli facesse capire) che il tifoso che paga il biglietto ha sì tanti diritti, ma tra questi non rientrano quello di insultare, sputare o altro. Anzi, questi comportamenti, in un qualsiasi contesto civile sono reati e come tale devono essere considerati.
Detto questo, ieri sera l'unico comportamento inqualificabile è stato quello di quello squallido personaggio (ma poi perché si trovava in tribuna d'onore?) che, al termine della partita, non ha trovato altro da fare che sfogare le proprie frustrazioni personali verso una persona che, invece, dovrebbe sostenere e spronare, specie nei momenti critici. Perché i tifosi fanno questo, non il tiro al bersaglio.
E, se fossi io a decidere, questo personaggio il mio stadio lo rivedrebbe col binocolo: andasse a sfogare le frustrazione di una vita evidentemente sfortunata altrove. O, se proprio ritiene che sia un suo diritto vincere, si abbonasse allo Juventus Stadium.
Invece, bene ha fatto Biglia a dimostrare il suo carattere e, al netto di tante ironie, la incatzatura per quello che è accaduto ieri. E' un indice di un attaccamento, almeno alla professione, che molti revocano in dubbio (molto peggio sarebbe stato se si fosse allontanato con una scrollata di spalle che avrebbe denotato solo disinteresse). E benissimo ha fatto Tounkara ad intervenire in difesa di un compagno.
Chi lo disconosce è o incapace di ragionare o è ottuso dalla faziosa acredine verso la società e, più ingenerale, verso la nostra Lazio.
In conclusione, Biglia è il mio capitano e chi lo insulta è il mio nemico