Direi che un certo modo di gestire la Lazio è servita finora. Le giustificazioni si trovavano nei numeri dei debiti, nel clima di violenza delle "cordate" e della bufera finta di Calciopoli, e nel burrascoso rapporto con gli ultras.
Ora bisogna cambiare.
E' servito per cinque/sei anni una filosofia di acquisto, basata sul puntare tre tipologie di giocatori: giovani da lanciare, meno giovani da rilanciare, infortunati prestigiosi o promettenti da rimettere in sesto.
Abbiamo fatto buone scelte in questa filosofia: Behrami, Mudingayi, Mutarelli, Rocchi, Siviglia, Cribari (quando ancora era reattivo), Mauri, Licthsteiner, Kolarov, Ledesma, Muslera, Radu, Floccari, Stendardo, Foggia, Zarate.
Abbiamo anche toppato qualcosa: Keller, Oscar Lopez, Mea Vitali, Carrizo, Belleri, Eliseu, Matuzalem, Meghni, Del Nero, Makinwa, Scaloni.
Ora serve dare una bella sterzata.
Anzitutto un bel repulisti. Via a cessione, lista gratuita, regalo, pagamento di tutti gli stipendi in anticipo e rescissione unilaterale, come vi pare insomma, di tutti i "pesi" morti. Via Scaloni, Eliseu, Makinwa, Inzaghi, Del Nero, Meghni, Manfredini, Matuzalem, Zauri, Cribari. Sacrificio oneroso ma essenziale per restringere la rosa ed evitare la ressa a Formello per gli allenamenti.
Dopo di che fare chiarezza, con colloqui immediatamente successivi al triplice fischio di Lazio Udinese, con i calciatori e i procuratori di Muslera, Ledesma, Kolarov e Zarate. Se vogliono rimanere mettergli davanti un rinnovo congruo - o nel caso di Zarate avere e dare rassicurazioni e garanzie - e farli firmare prima di giugno. Altrimenti metterli discretamente in vendita, monetizzando il più possibile e cedendoli ad inizio campionato.
Valutare Mauri, Carrizo, Stendardo, Foggia: se ritenuti utili conservarli in rosa, altrimenti cederli, che un po' di mercato ce l'hanno anche loro.
Ripartire quindi da una rosa composta da (se rimangono tutti): Muslera, Carrizo, Radu, Lichtsteiner, Ledesma, Dias, Kolarov, Brocchi, Mauri, Foggia, Zarate, Rocchi, Floccari.
Aggiungerci due giocatori di medio grande valore, tipo Polvsen, se davvero voleva venire alla Lazio, e Giuseppe Rossi. Oppure Maresca e Pazzini.
Insomma un ottimo centrocampista e una prolifica punta.
Cui ci aggiungi tre ottimi giocatori da 6,5/7 di rendimento costante. Tipo Cossu, Biondini, Palombo.
E prendi Kozak, Mendicino, e Santon e Marilugo o Bocchetti.
Dopodichè prosegui con questa filosofia negli anni a seguire, confermando i migliori e cedendo/non rinnovando i deludenti e i logori.
Affidi il tutto ad un allenatore tecnicamente capace, in grado di gestire tre impegni, perchè l'anno prossimo l'obiettivo minimo è di tornare in Europa, EL o Champions.
Niente scommesse, tipo Gasperini, Allegri, ma anche tipo Simeone o Mihajlovic. Nemmeno allenatori con palmares da gavetta ma mai spintisi in posizioni di classifica da sesto posto in su, tipo anche Reja (cui peraltro va la mia massima stima), o un Delio Rossi, o un Del Neri o un Mazzarri. Quest'ultimo, peraltro, lo vorrei vedere l'anno prossimo se il neaples calcio si qualifica per un'europea...
Serve gente alla Mancini, alla Spalletti, alla Capello, alla Prandelli (pur con molte molle...) alla Ranieri (che rabbia, sarebbe stato l'allenatore perfetto per noi!!!)...
Anche a livello societario le cose debbono cambiare.
Anzitutto sul piano strutturale. L'epoca dell'assolutismo monarchico, della struttura dualistica cristallizzata, deve finire.
Il settore dirigenziale deve essere composto da un presidente onorario, persona sportivamente ineccepibile, che goda della stima universale dell'ambiente. Penso a Dino Zoff, ma anche a Mario Pennacchia, a Felice Pulici. Persone pacate, equilibrate, che non sparlano a sproposito.
A seguire un dirigente delegato ai rapporti con le istituzioni calcistiche. Un Luca Pancalli, stimato commissario di Lega dell'era calciopoli, vice presidente del CONI e presidente del Comitato Paraolimpico Italiano sarebbe il cacio sui maccheroni. Rispettato dalle istituzioni, persona pacata e misuratissima.
Poi servirebbe un DS abile, esperto, non mafioso nei rapporti, diplomatico, che faccia dimenticare l'attuale dirigenza. Marino sarebbe ok, il sogno Corvino, che potrebbe essere invogliato da un progetto reale di rilancio di una squadra comunque vincente in una piazza importante come Roma. Alla larga gente come Moggi, Perinetti etc. Ma anche alla larga gente "maneggiona" come Leonardi, o gente abituata a lavorare in maniera "risicata" causa scarse risorse, tipo Osti, o nomi che non bazzicano da anni in Italia, tipo Nani.
Un bel dirigente addetto ai rapporti, incaricato di fare da filtro tra la squadra, la tifoseria e la presidenza, come Beppe Signori, Luca Marcheggiani o Gigi Casiraghi, persone ancora vive nell'immaginario collettivo, che presenzino nelle trasmissioni nazionali e nei media importanti, rivalutando la figura della Lazio e facendone parlare bene.
Senza offesa per Agnocchetti, ma io gli affiancherei nel ruolo di addetto stampa il mai troppo compianto Xavier Jacobelli.
Quindi ricapitolando:
- Rosa composta da Muslera, Carrizo, (terzo dalla primavera), Lichtsteiner, Dias, Radu, Biava, Stendardo, Kolarov, Ledesma, Maresca, Polvsen, Brocchi, Cossu, Biondini, Palombo, Foggia, Mauri, Kozak, Mendicino, Zarate, Floccari, Rocchi.
- Allenatore Spalletti, Mancini o Prandelli.
- Presidente: Zoff o Pulici
- DS Corvino o Marino
- Dirigente addetto al rapporto alle istituzioni: Luigi Pancalli
- Dirigente addetto ai rapporti con i media: Beppe Signori o Luca Marcheggiani
- Addetti Stampa: Luigi Agnocchetti, Xavier Jacobelli.
E Lotito? Ad inizio stagione consegni l'assegno del budget ai dipendenti, e si occupi solo dei bilanci, in un monastero di clausura lontano da microfoni e media, locali, nazionali ed internazionali.