Citazione di: FatDanny il 22 Mag 2017, 13:18
mah, io non capisco tutta sta discussione per un saluto a giochi chiusi.
Anzi, a me sembra salutare.
chiudere con un saluto una stagione ventennale in cui te insulti, te provochi, te auguri peste e corna fa si che tutto questo rientri nell'ambito giusto. In caso contrario sarebbe come confermare, che ne so, l'augurio che je se cionchi na gamba per sempre.
Salutare in questo modo, per come la vedo io, significa chiudere tutta quella carica d'odio che nel calcio ci sta pure nella parentesi del gioco.
Quindi va fatta ancor più se con la controparte ci siamo insultati, derisi, provocati e infamati.
Soprattutto per i pollici versi, soprattutto per le battute e per i "laziale [...]".
Fosse stato correttissimo ma che senso avrebbe avuto sto saluto?
Non è un saluto ad un avversario in rispetto alla sua carriera e ai suoi modi (come potrebbe essere ad un Di Bartolomei), ma ad un "nemico".
Ma meno male che totti ci ha provocato e deriso sti anni, ma pensa che derby sarebbe stato se faceva il lord inglese.
E meno male che me resta almeno de rossi venagonfia che continuerà a damme qualche soddisfazione in tal senso.
Ao è il derby e ce carica anche per questo.
Allo stesso tempo è bene anche un segnale che possa segnare il perimetro de sta cosa.
Sinceramente di tante cose fatte e successe, questa non me scandalizza affatto.
A maggior ragione che la firma Irriducibili rende chiara la provenienza del gesto.
Ciao Francesco Totti, grande capitano dell' asroma e gran pezzo di merda
c'è qualcosa di meno leggibile all'interno di questo comunicato, un sottofondo che a me non piace proprio, se proviene da un tifoso Laziale, come sono gli irriducibili, ossia la dichiarazione che l'idolatria per un tizio come questo è in fin dei conti lecita, ed è sbagliato trattarlo come lo stanno trattando ora società e tifosi, ossia come un peso per la roma. cioè esattamente quello che è, né più né meno.
uno stipendio assurdo per un semi pensionato, che ogni tanto, se non marcato da nessuno, imbrocca un passaggio illuminante per mandare in porta qualcuno, e questo negli ultimi sei mesi non è mai capitato.
stiamo ancora esultando perché sono stati costretti a schierarlo nel derby come pegno all'idolatria ammantata dal marketing spietato di uno dei marchi sportivi più importanti dell'universo: la roma, sul 2-1 per noi, ha dovuto giocare in 10 perché il pensionato in questione, idolo delle folle, è dovuto entrare in campo con le sue "jordan nuove" (cit.). come è andata dal suo ingresso fino alla fine è storia risaputa: la Lazio ha dilagato in contropiede, mangiandosi prima un gol fatto con Felipe e poi segnando il 3-1 con Keita, senza più soffrire fino all'ultimo minuto.
è entrato e se la so presa nel culo, e questo è stato il colpo di grazia alla loro idolatria per un personaggio meschino e perdente, mai decisivo nelle partite che contano.
quella stessa idolatria che abbiamo imparato a disdegnare nel corso di questi anni in cui questo mediocre stolto è stato presentato in tutte le salse dentro e fuori il rettangolo di gioco. tanto che il simbolo stesso della curva nord è diventato il famoso 12, a testimoniare che conta solo la maglia.
e oggi che succede? quella stessa curva ci notifica che il trattamento per un idolo da parte di chi lentamente e a sue spese sta capendo che è più importante la maglia, è in qualche modo in.degno.
esattamente la cosa di cui ci hanno accusato per anni i dirmpettai stupidi: voi odiate totti perché rosicate che non avete avuto un personaggio simile nella Lazio.
roba che ci ha sempre fatto ridere e pensare di loro che la loro idolatria, nei fatti repressa da un palmares ridicolo e da una supremazia cittadina mai rivelatasi tale, anzi, fosse la loro stessa condanna all'anonimato.
oggi invece alcuni tifosi Laziali dicono che sì, c'avevano ragione i romanisti. un po' invidiamo non aver avuto un tipo del genere, e se ce lo avessimo avuto avremmo difeso la sua idolatria molto più incisivamente di quanto stanno facendo loro.
boh, contenti voi.