Citazione di: laziAle82 il 09 Giu 2017, 11:11
Cioè fammi capire: uno srotola una bandiera dell'isis in un parco, viene segnalato al MI5 che lo segue.
É conosciuto a tutti i servizi di intelligence e riesce a compiere un attentato.
E noi, invece di capire dov'è la falla di questo percorso piuttosto lineare chiediamo leggi e poteri speciali.
Non so come dire: ci vediamo evidentemente due urgenze diverse.
Ci vediamo evidentemente due urgenze diverse, perché le inquadriamo in un contesto storico che interpretiamo in maniera diversa.
Ora, partiamo dal presupposto che bisognerebbe dire a quelli dell'MI5 di smetterla di farsi le pere di assenzio di prima mattina a stomaco vuoto, ché poi se ne vedono i nefasti effetti (riprendo un attimo gli articoli citati da happyeagle a pagina 6: ka$$o è dai tempi dell'Afghanistan in funzione anti-sovietica che si sa come finiscono certe cose, abbasta).
Fatta questa premessa, dal 2014 l'MI5 non chiude più gli occhi davanti ai reclutatori di jihadisti residenti nel territorio britannico. Bene.
Piccolo problema, non è che per questo i jihadisti, stanziali o di ritorno, smettono di esistere ed essere tali solo perché l'MI5 smette le fette di prosciutto dagli occhi.
Arriviamo ai giorni nostri (così rispondo anche a FatDanny)
Daesh è in rotta totale fra Siria e Iraq. Cambio di strategia, guerriglia globale in ogni angolo del globo in cui ci sono dei musulmani incacchièti in minoranza (vedasi Mindanao nelle Filippine).
FatDanny mi dice che, se togli le ragioni ideologiche per cui l'Occidente è detestato, i radicalizzati che hai già qua smettono di fare attentati.
Piccolo problema, i radicalizzati già si sono radicalizzati PRIMA, ergo, anche se tu domani trasformassi Leonardo ex-Finmeccanica in una cooperativa di floricoltura, non spegneresti comunque con l'interruttore ON-OFF quelli che GIA' sono radicalizzati, e si trovano sul tuo territorio.
Inoltre, proprio nell'assedio di Marawi a Mindanao cade tutta la teoria di FatDanny (a meno che le Filippine non abbiano un qualche passato coloniale in Paesi a maggioranza musulmana da espiare: in questo caso chiedo venia per il refuso storico).
Tutto questo per dire semplicemente che con le misure ordinarie, a tutt'oggi, rimani in una fase di stallo: vuoi trattare come civili gente che impugna l'AK-47 per fare stragi o inneggia e fa propaganda attiva alla gente che impugna l'AK-47 per fare stragi, pensi che il diritto civile basti per tener testa a questa gente, e quando pure i governanti di Francia e Inghilterra ti stanno dicendo che le leggi attuali non bastano, preconizzando addirittura nel caso della Francia la perennità della militarizzazione della legge civile, mi rispondi: "Eh, ma le leggi ci sono già".
E' un ragionamento circolare che, alla prova dei fatti, non regge, è totalmente inefficace.
Poi, sempre per rispondere a FatDanny, a me sembra che gli accoliti di Daesh siano nella fase 'ndo cojamo cojamo, sia a livello di obiettivi di colpire, sia a livello di gente che perpetra gli attentati (l'italo-marocchino sbarbatello, l'algerino dottorando...), sia a livello di armi utilizzate (per riprendere il post di WBB a pagina 1, oltre al controllo delle armi delle mafie italiane mi sa che anche altre mafie, tipo quella còrsa o marsigliese, abbiano iniziato a stringere di parecchio i criteri per lo smercio), ergo, se tu togli i motivi di animosità nei confronti dell'Occidente (e delle Filippine?), IMHO non cambia assolutamente nulla, perché la fase storica è diversa, e i cani sciolti è da mo' che hanno smesso di rispondere tanto alle tirate di guinzaglio, quanto ai richiami dei padroni.