il 1987 fu un anno parecchio emblematico per quanto mi riguarda, anzi per meglio dire l'estate 1987.
capitò tutto in quel periodo: la Lazio sull'orlo della C, l'urlo della curva Nord, mio, dei miei fratelli e amici di sempre al gol di Giuliano (e ancora mi cerco, lì in basso a sinistra del tabellone, ogni volta che rivedo quelle immagini sgranate, una volta a colori, un'altra in bianco e nero, in mezzo a quel magma furioso e disperato), il pellegrinaggio doppio a napoli, col taranto a bordo di una renault 5 scassinata assieme al natalini, al mozzo e al conde, che per poco non andò a fuoco nell'incendio del pullman nel parcheggio dietro la curva b, e infine col campobasso, nel pullman organizzato dagli eagles che partiva dalla coin a piazza tuscolo (chi c'era?), stavolta con tutti gli altri, i soliti compari di sventura in biancoceleste con cui ancora vado allo stadio anche oggi, fabio, giannetto (in arte Tosh), massimetto ecc. ecc.
e poi le prime cotte serie, Amsterdam, terra di fumo e felicità, ancora assieme al natalini, Heather e Letizia

la droga e l'alcool a fiumi, e di ritorno la chiamata per il servizio militare, che giunse tipo due giorni dopo aver rinnovato l'abbonamento e che ovviamente stando dislocato al nord non riuscii a sfruttare tranne che per pochissime occasioni (ma mi rifeci con una dozzina di trasferte, tutte quelle al centro nord).
quell'anno cambiò tutto, naturalmente. ma allo stesso tempo il filo che mi lega a quell'anno ancora non si è spezzato e in qualche modo quasi tutto ciò che sono ora proviene da lì: finito il servizio di leva, tempo qualche mese e mi sarei ritrovato a fare il mestiere che faccio tuttora, la passione per la musica dal vivo la coltivai per benino su al nord, tra Amsterdam (vacanza) e Verona (militare): un periodo in cui il post punk in europa e in italia cominciava a diventare una questione seria e io ne approfittai per assistere a dozzine di concerti uno meglio dell'altro, che quando li racconto non ce credo manco io a momenti (CCCP, Butthole Surfers, Litfiba, Gang, Skiantos, Minutemen, Julian Cope, Fugazi... ma anche roba più mainstream tipo Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Sting ecc.).
e poi ovviamente lei, la Lazio: così come quel giorno di 30 anni fa, all'olimpico, non mi abbandonò mai la certezza incosciente che la Lazio prima o poi avrebbe segnato, allo stesso modo ero sicuro che l'anno successivo saremmo tornati definitivamente in A, come poi successe.
da quel cesena Lazio 0-0 di ottobre 1988, le cui fondamenta si basano appunto sul gol di Fiorini, ne abbiamo fatta di strada, ma soprattutto ne abbiamo scritta di storia.
la Lazio di oggi è come me, anche lei fondamentalmente uscì dall'adolescenza nel 1987, ed è vero che questa dichiarazione sembra assurda, ma se ci pensate bene è così.
ed io con lei mano nella mano con lo sguardo sempre proiettato al futuro attraverso le stagioni, con la consapevolezza non banale dell'esserci un altro anno ancora e del sapere che anche la Lazio c'è, dell'aver fatto una cifra di cose fantastiche e l'incosciente certezza, proprio come 30 anni esatti fa, che tante altre ancora ci aspettano per essere colte al volo e godute fino in fondo.