21 Giugno 1987

Aperto da radar, 21 Giu 2017, 08:49

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VeniVidiLulic

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Avevo poco più di 2 mesi, però sempre avuto in casa quella maglietta con l'aquila stilizzata bellissima di cui mi innamorai subito sin dall'infanzia.
Era ovvio che sarei diventato Laziale. :ssl

Jeffry

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* 13.383
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Quel giorno scoprii che si poteva piangere anche per una partita di calcio.
Ciao Giuliano
:band1:

bizio67

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* 19.175
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L'emozione più grande da laziale e poi subito pronti per le due trasferte di napoli per evitare la serie C...invece moti pischelli di adesso fanno gli schizzinosi, ...fortunati voi che non avete vissuto quegli anni...grazie per sempre Giulià

StylishKid

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Grazie Giulia'.

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Bambino

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avevo 11 anni, ero allo stadio con papà, ricordo un'atmosfera surreale che a quell'età fai fatica a decifrare, rimasi in religioso silenzio per tutta la partita.. poi, di colpo, il boato, non ho capito niente per un paio di minuti, magari erano solo pochi secondi, bho ma che ne so, ero piccolo, ad un certo punto torna un po di calma, se così si può dire, guardo mio padre negli occhi, erano gonfi, rossi, pieni di lacrime, li è stato tutto più chiaro..

grazia Giuliano, grazie di cuore, e grazie anche a te papà!

bak

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Lavoravo già a Milano. Un'infezione renale mi mandò a put.ta.ne sia lo stadio sia il concerto di Peter Gabriel al teatro Smeraldo di Milano che si sarebbe tenuto un paio di giorni dopo.
Febbre a 40 mi caricarono su un treno Mi-Rm col passaggio di consegne degli agenti Polfer che controllavano che non peggiorassi nel viaggio. Benché la regola era di stare a letto, vagavo per casa come un pazzo, biastimando in cirenaico per non essere stato dentro il catino; Lamberto Giorgi e Walter Bezzi si rimbalzavano la palla ma sto caspio di palla non voleva entrare: Bianchi era diventato un incrocio tra Yashin, lo Zoff dei tempi d'oro e Sepp Maier. Ricordo nitidamente l'attacco finale, Esposito-Podavini-Esposito-Podavini-Fiorini; la voce di bezzi non si sentiva più solo l'urlo ventresco dell'Olimpico. In quell'istante fanculo alla febbre, all'infezione e al caspio che se li fregava, tirai fuori un urlo allucinante.
Il povero Papà, che già non seguiva le partite causa la malattia si affacciò in camera e mi chiese chi avesse segnato, entrambi con il viso rigato dalle lacrime.

Giuliano nel cuore, come sempre.

gesulio

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* 19.411
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il 1987 fu un anno parecchio emblematico per quanto mi riguarda, anzi per meglio dire l'estate 1987.
capitò tutto in quel periodo: la Lazio sull'orlo della C, l'urlo della curva Nord, mio, dei miei fratelli e amici di sempre al gol di Giuliano (e ancora mi cerco, lì in basso a sinistra del tabellone, ogni volta che rivedo quelle immagini sgranate, una volta a colori, un'altra in bianco e nero, in mezzo a quel magma furioso e disperato), il pellegrinaggio doppio a napoli, col taranto a bordo di una renault 5 scassinata assieme al natalini, al mozzo e al conde, che per poco non andò a fuoco nell'incendio del pullman nel parcheggio dietro la curva b, e infine col campobasso, nel pullman organizzato dagli eagles che partiva dalla coin a piazza tuscolo (chi c'era?), stavolta con tutti gli altri, i soliti compari di sventura in biancoceleste con cui ancora vado allo stadio anche oggi, fabio, giannetto (in arte Tosh), massimetto ecc. ecc.

e poi le prime cotte serie, Amsterdam, terra di fumo e felicità, ancora assieme al natalini, Heather e Letizia :love: la droga e l'alcool a fiumi, e di ritorno la chiamata per il servizio militare, che giunse tipo due giorni dopo aver rinnovato l'abbonamento e che ovviamente stando dislocato al nord non riuscii a sfruttare tranne che per pochissime occasioni (ma mi rifeci con una dozzina di trasferte, tutte quelle al centro nord).

quell'anno cambiò tutto, naturalmente. ma allo stesso tempo il filo che mi lega a quell'anno ancora non si è spezzato e in qualche modo quasi tutto ciò che sono ora proviene da lì: finito il servizio di leva, tempo qualche mese e mi sarei ritrovato a fare il mestiere che faccio tuttora, la passione per la musica dal vivo la coltivai per benino su al nord, tra Amsterdam (vacanza) e Verona (militare): un periodo in cui il post punk in europa e in italia cominciava a diventare una questione seria e io ne approfittai per assistere a dozzine di concerti uno meglio dell'altro, che quando li racconto non ce credo manco io a momenti (CCCP, Butthole Surfers, Litfiba, Gang, Skiantos, Minutemen, Julian Cope, Fugazi... ma anche roba più mainstream tipo Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Sting ecc.).

e poi ovviamente lei, la Lazio: così come quel giorno di 30 anni fa, all'olimpico, non mi abbandonò mai la certezza incosciente che la Lazio prima o poi avrebbe segnato, allo stesso modo ero sicuro che l'anno successivo saremmo tornati definitivamente in A, come poi successe.
da quel cesena Lazio 0-0 di ottobre 1988, le cui fondamenta si basano appunto sul gol di Fiorini, ne abbiamo fatta di strada, ma soprattutto ne abbiamo scritta di storia.

la Lazio di oggi è come me, anche lei fondamentalmente uscì dall'adolescenza nel 1987, ed è vero che questa dichiarazione sembra assurda, ma se ci pensate bene è così.
ed io con lei mano nella mano con lo sguardo sempre proiettato al futuro attraverso le stagioni, con  la consapevolezza non banale dell'esserci un altro anno ancora e del sapere che anche la Lazio c'è, dell'aver fatto una cifra di cose fantastiche e l'incosciente certezza, proprio come 30 anni esatti fa, che tante altre ancora ci aspettano per essere colte al volo e godute fino in fondo. 

italicbold

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* 45.272
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Citazione di: gesulio il 21 Giu 2017, 16:05

A margine di questo bel racconto mi piace ricordare una persona che appare alla fine di uno dei tanti video che sono stati postati su questo topic. Una persona che pochi ricordano con il suo giusto valore e a cui, secondo me ogni laziale dovrebbe sempre dedicare un grazie per quello che ha fatto e per le solide fondamenta che ha creato. Fondamenta su cui, va detto, qualche anno dopo nacque la Lazio più grande della storia.

Carlo Regalia.

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paolo71

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* 21.819
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Citazione di: StylishKid il 21 Giu 2017, 14:36
Grazie Giulia'.

Solo questo.

15 anni da ravenna, solo per Lei, in curva Nord...

soeagle

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Ero poco piu di un ragazzino,
davanti all'androne di casa ad ascoltare la radio e sudare freddo fino a quel magico istante dove tutta la tensione svanì in un pianto liberatore.
Grazie Giuliano, per sempre.
Marco.

fiDelio

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Citazione di: ottocento il 21 Giu 2017, 09:38
Io avevo 15 anni e la stavo ascoltando in TV con Lamberto Giorgi.
Ho seguito gli ultimi minuti in ginocchio (ancora oggi lo faccio) ed al suo gol ho pianto.
Ricordo indelebile.

Anche io ero a casa, a letto con l'influenza, con il televisorino della cucina portato nella mia cameretta e poggiato su una sedia.
Sintonizzato su teleroma 56 ovviamente.
Ho quei momenti stampati nella mente , come fosse ieri.
Che momenti di Lazio, che emozioni..

bak

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OT
Il racconto di Ges mi ha fatto ricordare che quell'anno andai a vederla in amichevole a Nerviano, dove grazie ai potenti mezzi della tessera ministeriale entrai in campo, intrattenendomi con Fascetti, Pischedda e Pin che mi fece avere due biglietti per Modena-Lazio del sabato prima di Pasqua. Mi accompagnò un amico tifoso del...Campobasso.
Andai anche a trovare il Re Cecco.

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Bambino

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Citazione di: bak il 21 Giu 2017, 18:10
OT
Il racconto di Ges mi ha fatto ricordare che quell'anno andai a vederla in amichevole a Nerviano, dove grazie ai potenti mezzi della tessera ministeriale entrai in campo, intrattenendomi con Fascetti, Pischedda e Pin che mi fece avere due biglietti per Modena-Lazio del sabato prima di Pasqua. Mi accompagnò un amico tifoso del...Campobasso.
Andai anche a trovare il Re Cecco.

chi è pischedda???

bak

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Biafra

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* 10.706
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Quella giornata l'ho raccontata diverse volte qua nei tanti (troppi  :beer:) anni che bazzico questo forum,
ero un ragazzino, quell'ora e tre quarti chiuso in camera mia sentendo quella radiocronaca, tirando calci a una palletta di gomma piuma su una porta rappresentata dalle gambe di una sedia,
nel disinteresse totale dei miei, anzi penso che fossero pure preoccupati di aver un figlio scemo  :)
non me li dimenticherò mai,
fu la prima volta in vita mia che piansi di gioia,
prima di quel giorno davvero non capivo come e perchè si potesse piangere di gioia...lo capii quel giorno...

e so' talmente fregnone che ancora oggi se per caso mi avventuro a guardare un video di quella giornata piango come e peggio di allora...

troppi ne ha battezzati di Laziali quella stagione,
troppi ne ha battezzati di Laziali quella puntinaccia di Giuliano...

PS. ora me lo riguardo, già so che saranno lacrime



E' proprio vero, gli altri non potranno mai capire quant'è bello esse Laziali  :band5:

Grazie Giuliano  :band5:






biancocelestedentro

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* 16.855
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c'ero anche io. stavo appoggiato alla barra metallica che stava sopra l'ultima fila di posti proprio sotto il muretto degli eagles, o forse ero pressappoco da quelle parti. quell'anno mi ero iscritto alla sapienza e il lunedì dopo le partite in casa andavo a lezione con una copia di lazialità, il giornale di guido de angelis che credo sia uscito quell'anno e veniva distribuito gratuitamente allo stadio. Lo tiravo fuori nei quarti d'ora accademici e leggevo avidamente, anzi lo rileggevo, dopo averlo letto il giorno prima in curva prima dell'inizio della partita, incurante di tutto il viavai di studenti che mi accadeva attorno. malgrado questo, mi innamorai di una collega di corso, con la quale ero anche riuscito a costruire un rapporto di amicizia e confidenza, stranamente per l'asociale che ero. era bruttarella, per la verità, ma aveva nel modo di fare e sulla cassa toracica qualcosa che misteriosamente mi attraeva. Me ne innamorai fino a quando non ebbi la certezza che stesse con uno, un'altra matricola del corso alla quale scriveva i suoi "ti amo" sugli appunti della lezione. e allora dissi be', pace a voi e forza grande Lazio. che almeno la Lazio mi rimaneva.
il 21 giugno 1987 andai allo stadio con l'amico di sempre e con un altro ragazzo, mio coetaneo, che oggi a seguire il suo profilo facebook pare sia diventato un sindacalista di una certa importanza e quella credo che fu la prima e ultima volta che venne a vedere una partita con me. nel tentativo disperato di sopportare il gran caldo che c'era, dovuto al sole e alla folla accalcata come mai avevo visto in curva, ci eravamo messi a torso nudo.
credo che al momento del gol il cielo si fosse annuvolato, o forse sono io che ricordo una scena senza sole, chissà perché. il sindacalista di oggi allora era un ragazzo che seguiva la Lazio in modo sincero, credo anche appassionato, ma con distacco, ironia e un certo atteggiamento scanzonato. vederlo esultare in modo scatenato, molto più di me, in trance e con la gioia stampata in volto, mi sorprese e a pensarci oggi mi dà la misura di quanto quel momento fosse importante. anche se il nostro cervello non lo immaginava nemmeno, la nostra pancia lo sapeva benissimo, quando spingeva fuori con il massimo del vigore il nostro urlo.
lì si fece la nostra storia. noi c'eravamo.
grazie Giuliano. Per sempre.

Bambino

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* 5.103
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Citazione di: bak il 21 Giu 2017, 19:22
Piscedda, scusate  :))


era una battuta, si era capito, ci mancherebbe...  :beer:

Bambino

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Lazionetter
* 5.103
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celebriamo un grande del passato, uno che dopo quel gol è rimasto in trans agonistica, uno che sentiva il peso della maglia che indossava, che aveva capito cosa significasse vincere quella partita, più di chiunque altro..
GIULIANO FIORINI uno di noi, c'ha messo il cuore, l'anima, tutto quello che aveva, GRAZIE GIULIANO, GRAZIE DI CUORE, GRAZIE PER SEMPRE...

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StylishKid

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* 28.258
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Che poi uno magari non se ne rende conto, ma la nostra storia l'ha fatta uno col fisico da barista e la faccia da pirata.

Che ci poteva stare uno chiunque di noi lì, uno da Lazio insomma.

Quanto gli ho voluto bene e gli vorrò bene per sempre.

porga

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Citazione di: gesulio il 21 Giu 2017, 16:05coin a piazza tuscolo (chi c'era?)

io, per altre trasferte, ma era piazzale appio

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