Citazione di: Paladino68 il 22 Giu 2017, 07:50
Scusami Consta, ma nella mia azienda (azienda sana e fra le prime 10 in Italia nel suo settore) per avere un aumento ogni 3-4 anni devi sempre arrivare alla minaccia di andartene, se non addirittura presentarsi con un'offerta di un concorrente. Dopo essersene dette di tutti colori poi finisce con baci e abbracci è reciproca dichiarazione di soddisfazione.
Fa parte delle trattativa. Calenda lo ha fatto con modi poco eleganti, ma nel nell'ultimo semestre non ricordo dichiarazioni di Keita offensive.
I procuratori pagano per avere le procure e fanno di tutto per far fruttare il loro investimento. Questo delle procure é uno dei mali del calcio e prima o poi vedrai salterà fuori prepotentemente.
Io credo che la Juve non avesse immaginato un rischio reputazionale del genere, e quindi si sta tenendo larga da Keita. Per lei sarebbe potuto essere un rincalzo a buon mercato.
Forse questo Keita l'ha capito e i sta rendendo conto ad oggi non ha fatto un campionato da titolare. Gente intelligente (Klose) andò via dal Bayern segliendo di venire a giocare titolare qui. Così si è tolto la soddisfazione di vincere un mondiale da titolare a 36 anni.
Rimanere da noi ben pagato o andare al Milan forse non sarebbe poi così male.
Magari lo ha chiamato Modibo che per le scelte del c... del suo procuratore ancora sta a piangere.
La mia azienda è la prima al mondo nel suo settore e per avere un aumento non devi certo arrivare a tanto, anzi, se lo fai puoi anche andare a cercare un posto migliore, purtroppo, nel settore, non c'è.
Io dubito che Calenda abbia fatto quello che gli ha chiesto Keita, ma è un parere personale. Quello che vedo sono atteggiamenti non professionali da gente che non ha idea di come stare al mondo, ma se da Keita me lo aspetto, pretendo che un procuratore non si comporti da bimbominkia.
Un'altra grande differenza tra un'azienda è una squadra di calcio, è il pubblico. Se io inizio una rappresaglia con la mia azienda per avere un aumento, non sto mancando di rispetto a un pubblico affezionato ai colori e alla storia della mia azienda (anche se qualche fan lo abbiamo). Keita e Calenda, non tengono conto che il "cliente" della Lazio non è esattamente uno che si alza la mattina e va in edicola a comprare le figurine o i fumetti, ma è un innamorato di questi colori, uno che si fa le trasferte, che sopporta insulti, il caldo, la pioggia e disagi di ogni tipo per andare a sedersi a in una curva o una gradinata distante 80 metri dal campo dove giocano dei piccoli omini con la maglia celeste.