Il giornalista ed opinionista Franco Recanatesi, sulle pagine del Corriere dello Sport, ha commentato il mercato estivo biancoceleste, sottolineando di come la dirigenza non stia soddisfacendo le richieste del tecnico Simone Inzaghi:
"Secondo Tare quella che va ad iniziare doveva essere la stagione dello scudetto (estate 2014: "Entro tre anni lotteremo per il titolo"), secondo i bookmakers le aspirazioni della Lazio non potranno salire oltre il sesto posto. Tare ha già riveduto le sue imprudenti previsioni riducendole alla possibilità di approdare alla Champions, ma al di là di tutto, ad oggi penso che la ragione sia dalla parte delle società di scommesse. Sottolineo AD OGGI perché questo pazzo mercato può riservare ancora delle sorprese. Però mi pare di cile che da qui alla ne di agosto la Lazio possa colmare il gap che attualmente (sulla carta, ovvio) la divide non soltanto da Juve, Napoli e Roma, ma anche dalle due milanesi. La scarsa lungimiranza che ha condotto tre giocatori di primissima fascia alla soglia della scadenza contrattuale e quindi a privare la società di un cospicuo capitale economico, ha compromesso l'opportunità concessa da una stagione inaspettatamente brillante soprattutto per la scoperta di un coach (un vero coach all'inglese) che ha rigenerato squadra e tifoseria. I suggerimenti dell'allenatore, però, sono stati nora ignorati dalla società: aveva chiesto giocatori già collaudati nel nostro campionato, gli hanno comprato un montenegrino che viene dal Belgio, un brasiliano che viene dall'Inghilterra e un giramondo ecuadoregno che viene dalla Spagna. Inzaghi voleva un regista e gli hanno comprato un mordicaviglie. Inzaghi voleva un vice-Keita e gli hanno comprato un colosso da area di rigore. Spero che Caicedo sia stato pensato come rimpiazzo e non come vice Immobile. Il bomber ha conosciuto le sue stagioni migliori a ancato da giocatori agili e di movimento: Insigne nel Pescara, Cerci nel Torino, Keita nella Lazio. Viste le prove estive, la necessità urgente non è quella di trovare un clone di Keita (che non esiste), ma un'alternativa ad un tandem d'attacco perfetto, Immobile-Felipe Anderson. Come alter ego di Ciro Simone avrebbe preferito uno tra Falcinelli, Inglese o Zapata, per il cambio a Felipe ha sognato a lungo Gomez. Eppure ho visto anche ieri una Lazio vivace, intraprendente, ordinata. Con l'ennesima, felice invenzione di Luis Alberto in regìa. Inzaghi è come Banderas al Mulino Bianco: sa cavare il meglio dai pochi ingredienti che trova nella credenza".