Presa da fb. Descrive l'abbraccio di Inzaghi a Sergej.
"Quando un uomo di media corporatura rade al suolo un serbo grande e grosso come un armadio, molto probabilmente ha una pistola in mano. Oppure, unico altro caso al mondo, è un folle e innamorato tifoso della Lazio. Quando Simone Inzaghi placca così Sergio, sugli spalti di Verona laziali di ogni tipo si stanno scambiando abbracci e schiaffi al cuore, mentre nelle case di chi sta lontano volano telecomandi, schizzi di birra e pure di qualcos'altro. Quando la Lazio segna, e lo fa così, sembra che qualcuno proveniente da un'altra dimensione, ci voglia ricordare - tutte le volte - chi siamo e da dove veniamo. Questa è la storia di gente diversa da tutto il resto. Di un popolo a volte diviso, capace di fare invidia a qualunque altra specie vivente su questa terra. E' la storia di un piccolo frammento, di uno scatto fotografico, di un secondo ghiacciato nel tempo, di una goccia di cuore in una vita lunga 117 anni. E una di quelle immagini che i Laziali ricorderanno per sempre. In una giornata qualunque, di un campionato nemmeno inziato, di una partita stramaledetta, contro una triste e mediocre avversaria. E' una foto che se ti fermi a guardarla, ci trovi tutta l'ira furibonda e innamorata, di un mister veramente laziale. Inzaghi è un treno-merci ad alta velocità che s'abbatte su muro di sogni e ricordi, schemi e lavoro. E allora la faccia si sforma, la voce esplode, il pugno stritola la maglia di Sergej. Che pure la moje ha rosicato, perchè nemmeno a lei, Simone, l'ha forse mai abbracciata così. Ci perdonerà la bella Gaia. Ma dentro quell'abbraccio, ce n'eran centinaia." (ErMacca)