fumavo tranquilla (tranquilla vabbè..) una sigaretta alla finestra che dava sul cortile interno del mio liceo, quando nel silenzio e solitudine più totali delle dieci del mattino, tutti nelle classi, mi accorgo del cantante sopracitato. fermo, imbalsamato con le mani in tasca,capelli lunghi e soliti occhiali a goccia, al centro della piazzola, guardava ispirato le grandi finestre sopra di lui, compiendo una lenta panoramica di tutto ciò che lo circondava. stiede fermo così giusto il tempo della mia sigaretta, poi se ne andò, io rientrai in classe. mi sembrò una visione. cacchio ci faceva a scuola mia?
l'anno dopo uscì il suo album con il famoso brano che diceva eravamo 34 quelli della terza e ed ho pensato in seguito che fosse venuto per rafforzare l'ispirazione di quella canzone sul campo, dopo molti anni dal suo diploma. forse al Giulio Cesare non lo fecero entrare o non volle lui e ripiegò sul mio liceo, boh.