La questione, vergognosa ed inqualificabile, da ieri sera è perfettamente circoscritta: esistono nomi e cognomi di chi ha compiuto questo gesto [...]. Gli Irriducibili si sono assunti piena responsabilità dell'accaduto, peraltro tutelandosi legalmente dietro una sentenza di tribunale e definendo l'atto "goliardia". Quindi non c'entra il tifo della Lazio, bensì un numero preciso, identificato di persone sedicenti laziali, per quali non c'è possibilità di recupero in nome della cultura e dell'educazione civica. La domanda è: perché agiscono da anni impunemente, malgrado siano ampiamente noti alle forze dell'ordine? La mia teoria, considerato che anche nelle altre curve si verificano le identiche cose che accadono in CN, senza ricevere lo stesso battage mediatico – ed i motivi per me sono chiarissimi – è quasi sociologica. È noto infatti che in Paesi come Inghilterra, Francia, USA e Germania in pratica non esiste violenza negli stadi, ma la criminalità diffusa mostra dati molto più preoccupanti rispetto ai nostri (non vi fate ingannare dai media e, ad esempio, chiedete ad un parigino qual è la situazione dell'ordine pubblico nella capitale francese). Le autorità nostrane, che – lo sottolineo ancora – conoscono bene nomi, cognomi, indirizzi e pure il numero di peli che hanno sotto le ascelle di tutti coloro che frequentano gli stadi, preferiscono non agire, perché in uno stadio gli ultrà si possono sfogare, adeguatamente controllati. Insomma, lo stadio è una valvola di sfogo ben delimitata, un'arena per le bestie. Purtroppo mediaticamente ne paghiamo le conseguenze solo noi Laziali, utili idioti. I romanisti, i veronesi, i bergamaschi, gli juventini, i livornesi hanno compiuto gesti identici, ma oggettivamente il mostro sbattuto in prima pagina siamo sempre noi. Il mio non è un "sipperoismo", ma ritrovare questa notizia come primo strillo sull'home page del sito del Corriere della sera lo considero esorbitante. Nella mia esperienza teatrale ho recitato in spettacoli dedicati al giorno della memoria, ma non me ne frega niente di Anna Frank, degli ebrei, così come dei musulmani, dei cattolici, dei protestanti, ecc. La scienza spiega che le razze non esistono e, come diceva Einstein, io appartengo ad una sola razza, quella umana, e tifo per una squadra, la Lazio. Non mi vergogno affatto, anzi, ne vado orgoglioso, anche perché il 'colpevole' c'è, ha un nome e un cognome. Chi di dovere sa quello che deve fare, basta averne la volontà. Se ciò non accade, e chiedo scusa in anticipo, divento complottista anche io