Odio fare il precisino, ma la legge dei grandi numeri non c'entra nulla e viene sempre citata erroneamente.
La legge afferma che per un numero di ripetizioni identiche dello stesso esperimento, che tende all'infinito, la probabilità di un determinato evento tende a coincidere con la sua frequenza. L'esempio classico è quello del lancio di un dado: all'aumentare dei lanci la probabilità che esca il numero 5 è uguale ad 1/6, 16,66% circa. Più volte lanceremo il dado, più la frequenza di uscita del numero 5 si avvicinerà alla probabilità del 16,66%: questa è la legge, punto e stop (tralasciando poi il crescere degli scarti e il fatto che nessuna legge matematica afferma che la frequenza arriverà sicuramente al 16,66%).
Mi pare evidente che una partita di calcio, dove molteplici fattori sono in gioco, non possa essere assimilata al lancio di un dado.
Probabilmente il Benevento otterrà prima o poi i suoi primi punti, speriamo non domenica.
Ma lo farà per le sue qualità, per una sculata, per un errore avversario, non certo per la legge dei grandi numeri.
Scusare l'angolo del professorino.