allora, per quanto riguarda lo specifico The Monsters, ti dico che il personaggio che vedi nel video è il Reverendo Beat Man, ossia non solo il front man della band ma anche il titolare di un'etichetta indipendente meravigliosa, la svizzera Voodoo Rhythm, che pubblica non solo ristampe "ortodosse" ma anche gruppi nuovi di zecca, di quelli, come dici tu, che con le radici piantate nel passato non disdegnano il loro sguardo al futuro.
ad esempio i torinesi Movie Star Junkies che hanno fatto uscire un disco da sturbo, immagino ti piacerà sicuramente:
ma comunque vale la pena scandagliare il loro book, perché c'è un casino di altra roba interessante.
il Reverendo oltre a una gloriosa carriera OMB ha nei Monsters il suo
divertissement puro e semplice, non si pone alcun altro scopo se non omaggiare le sue radici e la musica che preferisce e che ovviamente pubblica.
a livello generale, il rnr (ne abbiamo parlato in radio la scorsa settimana, durante la seconda puntata sulle etichette indipendenti) essendo una musica "morta" non si è mai dovuta porre il problema di indicare prospettive o orizzonti.
in un periodo poi in cui le nuove tecnologie hanno portato a differenziare completamente il rapporto esistente tra un fruitore e la sua musica preferita, questo "ritorno al passato" lo vedo più come un'esigenza di autoconservazione: il non avvertire un mood "evolutivo" in gran parte della musica attuale, sempre parlando di rnr, va di pari passo (all'indietro) con la riscoperta del mercato discografico legato al vinile o dell'evento "on stage". a Roma ci sono centinaia di gruppi che fanno dozzine di concerti all'anno e non hanno nemmeno un 7 pollici o quasi sul proprio cv. e se decidono di pubblicare qualcosa, lo fanno principalmente su vinile.
io personalmente sono un fruitore strano, nel senso che l'evento live per me da' il significato a una band prima di tutto il resto: questo, per tornare ancora a bomba parlando di tecnologie che trasformano radicalmente la società che le accoglie, per me è un segnale di conforto che forse in quanto vdm è anche naturale. ma l'emozione selvaggia e brada di un gruppo basso chitarra voce e batteria su di un palco che si appresta a vomitare l'anima a suon di rnr è la stessa medesima che provavo negli anni 80 quando cominciavo a vedere i miei primi concerti.
non so ma è una bella sensazione sapere che certe cose non cambieranno mai, che quel codice emozionale non è mai cambiato, in un mondo in cui tutto mi è cambiato negli ultimi 35 anni, io che sono invecchiato, i miei affetti, la mia famiglia, il mio lavoro, la mia condizione economica, le possibilità di socializzazione, il modo di fruire di alcune delle mie passioni (ad esempio cinema e letteratura) ecc.
ecco, il rnr come la Lazio: mentre al resto mi sono abituato, a queste due no. non possono che emozionarmi pienamente soltanto così, sotto un palco a pogare o sugli spalti di uno stadio.