Citazione di: AquiladiMare il 19 Dic 2017, 08:47
Credo che intendesse cultura calcistica africana
credo anch'io ma trovo estremamente discutibile poter individuare una cultura calcistica africana visto che parliamo di un continente che va dall'Egitto al Sud Africa, anche calcisticamente parlando.
Voi direste che spagna, Italia e inghilterra hanno la stessa cultura calcistica? Non credo.
Ma siccome queste le vivete da vicino lo stereotipo non attacca e notate le differenze.
Manco ci arrivo agli slavi o ai turchi, mi basta restare nell'Europa occidentale per comprendere quanto una generalizzazione tanto ampia stona da lontano.
Se poi questa presunta cultura viene associata con caratteristiche quali potenza ed esplosività ricorda molto da vicino diversi stereotipi razziali, che si voglia o meno.
E non credo sia un caso. Non intendo dire che migdan volesse esprimere un giudizio razzista, ma che determinate associazioni concettuali derivano dalla rappresentazione culturale europea di riferimento, che in larga parte è razzista.
Potenza ed esplosività fisica, più istinto e minor ragionamento (tattica) non sono criteri casuali migdan.
Leggi qualsiasi libro di Fanon sulle caratteristiche attribuite agli africani, alla negritudine e vedrai che trovi pienamente riscontro.
L'associazione nero-fisico/istinto/primitivo e bianco-mente/razionalità/civiltà.
E li non si parla di calcio, eppure si usano esattamente gli stessi attributi. Esattamente. Magari sarebbe utile chiedersi come mai. Se è un semplice caso oppure effettivamente c'è una qualche correlazione. Magari si arriva a scoprire la genesi delle nostre convinzioni culturali.
Non è la stessa cosa che parlare di dribblomania dei sudamericani, niente affatto.
Finché pensiamo che il razzismo è fare "uh uh uh" allo stadio e non riguarda invece schemi concettuali che ci portiamo appresso tutti (me compreso), sedimentati nelle nostre convinzioni più profonde, non ci avviciniamo non alla soluzione del problema, ma nemmeno alla sua individuazione.