No, non sono d'accordo, non è la stampa (qualunque cosa essa sgnifichi, guidoni, marioni, maccse, buzzanchi eccetera) che ha iniziato ma semmai ha solo incanalato.
L'anomalia di Roma ha origini antiche, relativamente parlando. C'è un forte strato di "lumpenproletariat" morale e culturale che ha trovato nel calcio la propria ragione di riscatto morale, il proprio senso di appartenenza.
Questo germe ha infettato ed invaso ogni ganglio della vita (?) culturale del posto e piano piano si sta allargando a tutto il paese. Vi era prima una nettissima divisione tra il tifo calcistico a nord e a sud dell'Arno ma siccome ho visto tanti cesti di mele sane marcire per la presenza di una mela bacata e mai la mela bacata guarire, oramai il delirio ha attraversato ogni confine geografico.
Un paese serio avvierebbe (specie dopo i fatti degi ultimi anni) una seria riflessione sul significato del calcio e prenderebbe misure serie.
Un paese come il nostro ne fa discutere Capezzone e Gasparri