Citazione di: anderz il 28 Mag 2018, 20:17
Il collaborazionismo è un fenomeno sociale e politico connesso alle vicende di governo di un paese occupato militarmente da una potenza straniera, che vi organizza una classe dirigente totalmente asservita agli interessi degli occupanti.
Ciao!
Vorrei DAVVERO avere più tempo di ampliare analisi e discussione sia sul fronte economico (sennò sembra che abbia alzato la bandiera francese di fronte a FD, cosa che ovviamente ripudio e nego nel modo più assoluto) che su quello geopolitico, purtroppo sto incasinatissimo e il tempo libero per rispondere come vorrei è drasticamente ridotto.
IMHO, al netto dei desiderata di certi ambienti ci si dimentica un paio di cose nella narrazione complessiva degli eventi.
E' ovvio che l'Italia NON è sovrana.
Perchè ehm, mancano quel paio di centinaia (o migliaia, a seconda di quanta sovranità si voglia esercitare) di testate nucleari e susseguenti vettori necessari a renderne credibile l'utilizzo, mancano le risorse energetiche alla supposta autosufficienza e si, infine, ci manca una classe dirigente non dico ottimale, ma perlomeno credibile at home and abroad, quindi non composta da simili personaggi come quelli avvicendatisi dal governo monti in poi.
Non che i precedenti brillassero eh, ma recentemente si sono toccati picchi di assurdità tali da farmi pensare male...
Ma dicevamo, secondo me ci sfugge non tanto l'assenza di "sovranità", da libertario io sono per commerciare con tutti, allearsi a nessuno, se non in condizioni estreme, io voglio la sovranità su ciò che è mio, meno ne ha lo stato per rompermi il caxxo meglio sto.
Premesso questo, dobbiamo considerare la condizione odierna che sta rapidamente mutando, di sicuro non è più quella del 2000 ne tantomeno quella del 1970.
Ecco, alle condizioni estreme ancora non ci siamo, ma ci avviciniamo a rapide falcate, con conseguenti preparativi e grandi manovre di cui la situazione politica italiana avrà, a seconda di chi scriverà il finale, tra una riga e un capitolo a margine.
Sia io che te sappiamo come funziona il mondo e comprendiamo come l'europa sia un accrocchio terribile proprio nella sua palese disfunzionalità, nato chissà come e gestito peggio, tuttavia ora sorgono problemi più impellenti chiamati MULTIPOLARISMO e il vento soffia fortissimo, insomma, barcolla e si trascina debolmente debolmente mentre mostra segni di squilibrio evidenti che indicano che non possa coesistere ne con il passato ne con il futuro.
Al 99% siamo pedine di un gioco immensamente più grande, diciamo che se tu sei l'imperatore ed un tuo vassallo si fa venire idee strane proprio mentre tu sei impegnato, incarichi un altro vassallo di occuparsene, di solito.
Male che ti vada, si fanno malissimo entrambi o si eliminano a vicenda.
Io pensavo che la vera interpretazione della brexit fosse già passata per tempo....
Ok, insomma, visto che non sono soggetto ad una nomina come ministro posso dirlo abbastanza tranquillamente che certe tendenze storiche e geopolitiche non le uccidi neanche per sbaglio, e che l'egemonia continentale della germania è nociva e sarebbe meglio non assecondarla.
Che certe politiche, energetiche economiche e monetarie vanno tenute a bada o debitamente soppresse, tantopiù se a farle è un gigante dai piedi d'argilla che si prende troppe licenze.
In questo, pur non condividendo nemmeno mezza virgola delle proposizioni economiche del simpatico signore ostracizzato, concordo completamente.
Ma è una partita enorme, che si gioca su così tanti tavoli e che durerà anni, forse decenni, e culminerà nell'accettazione di un multipolarismo de facto.
Noi (ne come italia, ne come individui, cosa che mi preme maggiormente) non abbiamo voce in capitolo, possiamo solo sperare che la deriva non sia troppo brutale e che i re non ricorrano alle argomentazioni finali.