Citazione di: FatDanny il 07 Giu 2018, 12:32
Che sia in atto non c'è dubbio, il punto è cosa significhi in realtà.
Nella realtà significa una lotta di classe mascherata in cui vince il più forte.
Esattamente come nel corporativismo fascista.
Basta vedere come progressivamente la distribuzione della ricchezza si è spostata dal lavoro al capitale.
Come in qualsiasi conflitto la negazione dello stesso significa solo che il più forte ha la meglio.
Citando una vecchia e famosa vignetta di Altan un compagno dice a Cipputi:
- "Hai sentito anche tu? la lotta di classe è finita!... Ora bisogna dirglielo subito all'Agnelli, che magari rischia di andare avanti nell'ignoranza"
Invece secondo me il vero punto è che è in atto solo in quei settori dove insistono relazioni industriali consolidate che hanno dato vita ad esperienze di welfare contrattuale gestito pariteticamente che integra il salario con servizi e benefit reali e tangibili.
Purtroppo questi settori, anzichè coprire progressivamente tutto il mondo della produzione si sono ritirati, non dico a livello di nicchia, ma di certo in maniera marcata, in favore di quella jungla di lavori totalmente deregolamentati in cui invece il processo che descrivi della vittoria del più forte è indiscutibile.
E ho la netta sensazione che il bacino elettorale del m5s peschi esattamente in questa ultima categoria, ma le parole di Di Maio vanno in direzione della prima, dove tradizionalmente altre forze politiche raccolgono consensi( Lega tra gli operai, PD tra gli impiegati).