Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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COLDILANA61

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Perche' hanno convocato Maga Mago' in procura .

Oppure ho letto una fake news ?

8)


TheVoice

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* 7.164
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Nell'articolo leggo pure quanto segue:

"In un dialogo intercettato tra Parnasi e il direttore generale dell'As Roma, Mauro Baldissoni, quest'ultimo comunque «dubita che l'intervento di Malagò possa giovare ulteriormente"


Chiameranno in procura pure "Colui che ha il diritto"?

laziAle82

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* 11.716
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Ma tutto questo non è evidentemente possibile, scusate.
Il prode Baldy ci ha già fatto sapere che ossaadio non c'entra nulla con l'inchiesta.

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Precisione

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* 3.899
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Stadio Roma: Parnasi scarcerato, va ai domiciliari

Il costruttore Luca Parnasi è stato posto ai domiciliari dal gip di Roma dopo una istanza presentata dai difensori. Il costruttore è coinvolto nell'inchiesta sul nuovo Stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. La decisione del gip Maria Paola Tomaselli è legata all'ultimo interrogatorio durante il quale l'indagato, in base a quanto si apprende, avrebbe reso dichiarazioni che hanno attenuato le probabilità di inquinamento probatorio.

hafssol

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Ho come l'impressione che ciò preluda a imminenti "sviluppi dell'inchiesta".

tommasino

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Citazione di: hafssol il 20 Lug 2018, 12:29
Ho come l'impressione che ciò preluda a imminenti "sviluppi dell'inchiesta".
L'impressione/speranza.

zorba

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Nel frattempo concessi gli arresti domiciliari al sor Parnasi...


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TestaccioLaziale

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piano piano tutto si sgonfia

Omar65

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Citazione di: hafssol il 20 Lug 2018, 12:29
Ho come l'impressione che ciò preluda a imminenti "sviluppi dell'inchiesta".

In genere è così...

lorenz82

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Ma voi pensate che davvero salterà lo stadio del riomma? Io non ho fiducia minima nella magistratura... È sempre piegata ai poteri forti

bak

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Comunque il reato per cui e' indagato il ministro Savona coinvolge anche Unicredit.
Sapevatelo.

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Il nostro Giorgione

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* 15.237
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Citazione di: bak il 20 Lug 2018, 20:24
Comunque il reato per cui e' indagato il ministro Savona coinvolge anche Unicredit.
Sapevatelo.

Figurati: la procura di Campobasso.... Me sembra come la Procura di Trani. O quella di Cremona.

zorba

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* 13.760
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Citazione di: Il nostro Giorgione il 20 Lug 2018, 21:11
Figurati: la procura di Campobasso.... Me sembra come la Procura di Trani. O quella di Cremona.

E la pm che indaga ha lo stesso cognome dell'innominabile molisano, per l'appunto...

:asrm

Redazione Lazio.net

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Parnasi scarcerato le risposte ai pm convincono il gip (La Repubblica ed. Roma)

L'imprenditore si è sottoposto a un altro interrogatorio dopo il no del giudice ai domiciliari

maria elena vincenzi

Il quadro probatorio è solido, non c'è più il pericolo di inquinamento delle prove. Con queste parole il gip Maria Paola Tomaselli ha dato il via libera ai domiciliari, accogliendo l'istanza di scarcerazione degli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini. E così, dopo 37 giorni dietro alle sbarre, Luca Parnasi è tornato a casa.
Il costruttore dello stadio della Roma è ritenuto il " dominus" di un'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla commissione di una serie di reati contro la pubblica amministrazione. Nelle scorse settimane, il giudice aveva detto no a una prima richiesta di scarcerazione, depositata dopo il primo interrogatorio fiume dell'imprenditore. Per il magistrato in quel caso, però, Parnasi non aveva fornito alcun dettaglio utile alle indagini, limitandosi a precisare ciò che era già noto. Una decisione in controtendenza: la procura aveva dato un, seppur tenue, parere favorevole ai domiciliari.
A quel punto la difesa ha chiesto e ottenuto un nuovo interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al pubblico ministero Barbara Zuin per precisare molti dei rilievi avanzati dal giudice. Parnasi ha approfondito e descritto meglio gli episodi per i quali, secondo il gip, non era stato collaborativo. E l'iter è ricominciato: nuova istanza di scarcerazione. Nuovo parere favorevole dei pm. E questa volta l'esito è stato diverso: non c'è più il rischio di inquinamento delle prove. Perché anche quando le parole dell'ex presidente di Eurnova non sono chiare, o addirittura sono in contraddizione con quello che è emerso dalle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, la ricostruzione degli episodi è così chiara, che non può più essere controvertita.
Il giudice ha anche autorizzato il rientro a casa, nel cuore dei Parioli, con mezzi propri.
Dopo la decisione del giudice, dei nove arrestati il 13 giugno scorso restano dietro le sbarre i quattro collaboratori del costruttore nei cui confronti il gip ha già per due volte respinto la richiesta di domiciliari. In particolare, il magistrato ha detto no all'attenuazione della misura cautelare per Gianluca Talone e Giulio Mangosi, stretti collaboratori dell'imprenditore e detenuti nel carcere di Regina Coeli. Secondo il gip nel corso dell'interrogatorio davanti ai pm i due non avrebbero offerto elementi nuovi alle indagini. A questo punto, tutto fa supporre che anche le difese dei manager possano presentare una nuova istanza di scarcerazione.
©Riproduzione riservata




STADIO TOR DI VALLE

C'è l'ok del Gip Parnasi ottiene i domiciliari (Gazzetta dello Sport)

ROMA (zuc) Dopo più di un mese di carcere, Luca Parnasi ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il costruttore, coinvolto nell'inchiesta «Rinascimento», che ha al centro il nuovo stadio della Roma (di cui si stanno verificando gli atti e le procedure che hanno portato all'approvazione del progetto), ha avuto i domiciliari su decisione del Gip dopo che, nell'ultimo interrogatorio, avrebbe rilasciato dichiarazioni che hanno attenuato il rischio di inquinamento delle prove. Parnasi, socio di Pallotta ed ex presidente di Eurnova, arrestato a Milano lo scorso 13 giugno e poi trasferito a Roma, aveva già chiesto di poter lasciare il carcere, ma la prima istanza era stata rifiutata perché la sua collaborazione su tutti gli atti dell'inchiesta era stata ritenuta «parziale».




Parnasi ai domiciliari «Ma potrebbe ancora commettere reati» (Il Messaggero)

IL CASO

ROMA Luca Parnasi è tornato ieri sera nell'elegante superattico del palazzetto che l'architetto Clemente Busiri Vici aveva progettato per il gerarca Adelchi Serena, e che lui avrebbe ristrutturato sottraendo un milione di euro dalla società di famiglia. Era uscito ieri pomeriggio dal carcere di Rebibbia, grazie ad ad un provvedimento firmato dal gip Maria Paola Tomaselli che, però, continua a considerare «attenuato di poco» il pericolo che l'imprenditore - già accusato di associazione a delinquere e corruzione - possa compiere altri reati. Dopo 37 giorni di carcere e due interrogatori, la giudice ha valutato che in particolare il secondo colloquio con i pm, di dieci giorni fa, abbia attenuato la necessità di tenere l'imprenditore sotto stretta sorveglianza. A convincerla sarebbero state in particolare le ammissioni sull'ormai ex consulente ombra della sindaca Raggi, l'avvocato Luca Lanzalone.
L'AVVOCATO DEL COMUNE
Tre settimane fa, dopo un lungo interrogatorio durato quasi due giorni, l'imprenditore accusato di aver costruito un'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al traffico d'influenze per ottenere l'approvazione dei progetti per lo stadio di Tor di valle, aveva già chiesto di essere scarcerato. Ma il gip, nonostante il parere favorevole dei pm Paolo Ielo e Barbara Zuin, aveva detto no. Di qui la richiesta dei suoi avvocati, Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini, di affrontare un nuovo interrogatorio, prima di presentare la nuova istanza. Stavolta, il 13 luglio scorso, il racconto di Parnasi è partito proprio dal ruolo di Lanzalone: ai pm ha spiegato quali fossero gli accordi con l'avvocato plenipotenziario del Comune, che sarebbe riuscito a far cambiare la rotta della giunta Raggi sul progetto Tor di Valle in cambio di una consulenza da 12mila euro, ma la promessa di almeno un secondo affare da 150mila euro. Tra i due, ha confermato Parnasi a verbale, si era costruito un rapporto particolarmente solido. Ma se a fine giugno si era limitato a dire che «lo consigliava agli imprenditori amici perché era bravo», in questa nuova versione dei fatti ha chiarito che alcune delle consulenze ricevute dall'avvocato servivano ad alimentare il rapporto tra loro. Per questo, in qualche caso, sarebbe riuscito ad ottenere incarichi, ovvero promesse perché l'indagine è arrivata prima, anche per lavori di fatto inesistenti. Un quadro più pesante che mette nei guai lo stesso Lanzalone (ai domiciliari) visto che lo stesso avvocato, davanti ai pm, si è difeso dicendo di non essersi «più occupato del dossier stadio»
Dunque, in questa nuova versione, Parnasi ha aggiunto chiarimenti anche su fatti «emersi nel corso dell'attività investigativa svolta». E avrebbe reso «dichiarazioni, seppure non del tutto esaustive, puntuali, circostanziate, dando verosimili giustificazioni delle affermazioni in apparente contrasto con le emergenze processuali».
IL RISCHIO
A non essere cambiato in modo significativo è invece il pericolo che il presunto capo del sistema stadio possa commettere nuovi reati (uno dei tre elementi, assieme al pericolo di fuga, e appunto a quello di inquinamento probatorio, che i giudici valutano prima di scarcerare un indagato). «Il pericolo di recidiva deve ritenersi tutt'ora sussistente, stante la pervasività del sistema da cui Parnasi era il promotore e l'organizzatore, e l'ampiezza delle relazioni dal medesimo coltivate ad ogni livello dell'amministrazione e della politica». Le ultime dichiarazioni, più verosimili delle precedenti, hanno «attenuato, seppur di poco» il pericolo ed è dunque sufficiente che l'imprenditore resti in custodia cautelare a casa, sebbene con il divieto tassativo di uscire o di avere contatti «di qualsivoglia natura» con persone diverse dai familiari conviventi o dai suoi avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini, che hanno presentato la richiesta.
LE PROSSIME ISTANZE
Nei prossimi giorni potrebbero chiedere di andare agli arresti domiciliari anche i suoi collaboratori, Gianluca Talone e Giulio Mangosi. Lanzalone, invece, resta ancora agli arresti domiciliari.
Sara Menafra

Redazione Lazio.net

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Tor di Valle, dopo lo scandalo di Parnasi la giunta si affida al Politecnico di Torino (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 1° Agosto 2018)
LA MOSSA

Le intercettazioni dell'inchiesta su Tor di Valle lasciano poco margine di interpretazione. Lo stadio? «Sarà uno schifo», diceva al telefono il tecnico di Palazzo Chigi responsabile del progetto. «Senza il ponte sarà il caos, ma tienilo per te», ammettevano in confidenza gli uomini di Luca Parnasi, il costruttore finito ai domiciliari e indagato per corruzione. Considerazioni rigorosamente top-secret, per i privati che sognavano il grande affare dell'«Ecomostro», e che ovviamente non venivano annotate nei documenti ufficiali spediti di volta in volta in Campidoglio e ai tecnici della Regione Lazio, dove si è svolta la conferenza dei servizi sull'operazione immobiliare.
Ora che lo scandalo è deflagrato con la maxi-retata di metà giugno, il Campidoglio ha deciso di vederci chiaro. Prima la sindaca Raggi ha fatto partire una due diligence, insomma un'ispezione interna affidata ai tecnici, e in queste ore è pronta ad assegnare al Politecnico di Torino un nuovo studio sui flussi di traffico che, a leggere le carte dell'inchiesta, sembrerebbero falsati.
LE INTERCETTAZIONI
«Questo tienilo per te», raccomandava il braccio destro di Parnasi, Luca Caporilli, intercettato, a chi gli faceva notare che «levando il ponte sul Tevere si crea il caos sulla via del Mare». E lo stesso sarebbe accaduto «sulla Roma Fiumicino, ingresso Roma ovviamente... perché prima parte di questo si caricava sulla via Ostiense-via del Mare, adesso non c'è più la connessione sul Tevere», ragionavano gli uomini del costruttore indagato. «Si deve fare per forza, verrà uno schifo ma si fa», diceva invece a proposito di Tor di Valle, un dirigente di Palazzo Chigi nel settembre 2017, poche settimane prima che la conferenza dei servizi desse il via libera al progetto, col parere positivo del governo.
Del resto anche i tecnici della Mobilità, durante la conferenza, avevano manifestato diversi dubbi sulla tenuta della viabilità in questo pezzo di Roma Sud: il Ponte dei Congressi, da solo e lontano diversi chilometri dallo stadio, rischia di non bastare. L'altro ponte, quello di Traiano, che nella prima versione del progetto avrebbe dovuto essere a carico dei privati, è rimasto senza finanziamento dopo la sforbiciata parziale alle cubature record per negozi, alberghi e ristoranti.
Ora toccherà agli esperti del Politecnico di Torino mettere a confronto le ammissioni al telefono dei privati, dove si parla del rischio «caos», e le carte consegnate in pubblico dove di quei pericoli non veniva dato conto. Una valutazione «terza», voluta da Raggi e da diversi consiglieri grillini, che ormai sul progetto Tor di Valle ci vanno coi piedi di piombo.
L. De Cic.

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Nuovo stadio, avanti tutta Raggi chiede lumi a Torino (La Repubblica ed. Roma, 1° Agosto 2018)

mauro favale

Chissà se, col nuovo Ponte dei Congressi che adesso riprende quota dopo la decisione del governo Conte, cambierà la mobilità nel quadrante di Tor di Valle. Chissà, ancora di più, se in quel quadrante arriverà lo stadio della Roma, attorno al quale, secondo la procura, c'era un giro di corruzione e affari poco chiari. Sull'impianto, caro ai tifosi giallorossi e "adottato" anche dalla giunta M5S restano dense nubi ma intanto la giunta Raggi, almeno formalmente, continua a valutarne la fattibilità anche in presenza dell'inchiesta della magistratura che ha coinvolto alcuni dei protagonisti. Per questo ha affidato uno studio al Politecnico di Torino affinché accerti il lavoro fin qui svolto, specie sul fronte della mobilità, uno dei punti più critici.
Ad ammetterlo anche due dipendenti di Eurnova, la società del costruttore Luca Parnasi, che durante un'intercettazione affermavano: «Levando il ponte sul Tevere quello che si viene a creare...», diceva uno. «Questo tienitelo per te», la replica dell'altro. Ora sarà il Politecnico di Torino (da dove la sua collega Chiara Appendino ha pescato per la sua giunta) a dare un suo parere sulla questione mobilità con uno studio che si affiancherà alla due diligence sugli atti dello Stadio avviata dal Campidoglio.
In attesa di capire come procederà la storia dell'impianto, Raggi prova a dare una scossa sul fronte delle opere pubbliche. Lo fa grazie a 125 milioni di euro che arrivano dagli "spazi di finanza" che il governo ha concesso al Campidoglio. « Solo grazie al governo amico i 5 Stelle recuperano 125 milioni che sono parte di quei 206 che la giunta non è riuscita a spendere nel 2017», attacca il Pd. Intanto, però, i soldi ci sono e, secondo Virginia Raggi porteranno «più lavoro, maggiori opportunità per le aziende e il completamento di opere ferme da anni». Si parte con i progetti già pronti, a partire dalla rivoluzione tra via La Spezia e via Taranto, a San Giovanni, attorno alla nuova fermata della metro. Insieme partirà la nuova isola ambientale del Quadraro. Per tutti i cantieri bisogna approntare i bandi di gara. «Entro i prossimi 5 mesi partiranno i lavori » , sottolinea ottimisticamente la sindaca. Che ieri, tra l'altro, ha esultato per il rating che l'agenzia Moody's ha assegnato alla Città metropolitana: Baa3, appena inferiore rispetto a quello dell'Italia. «Dal rating si evince un miglioramento della situazione finanziaria», commenta la prima cittadina.
Intanto, l'Aula Giulio Cesare è stata teatro ieri dell'ultima maratona per l'approvazione dell'assestamento. Con una coda polemica sulla vicenda della Multiservizi. La delibera con gli indirizzi per la nuova gara a " doppio oggetto" per la costituzione di una nuova società mista è stata inserita nell'ordine dei lavori. Nonostante il parere negativo dell'Oref alla delibera e per paura di un appunto dell'Anac, alla fine la maggioranza ha detto no all'emendamento delle opposizioni che voleva inserire una clausola di salvaguardia per i lavoratori. «Vergogna, [...], ci avete tradito», le urla che si sono sollevate tra il pubblico presente in Aula.


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GoodbyeStranger

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* 12.021
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Interessante come al solito E.M.Mazzola... raro caso di prima professionista poi romanista.

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2018/08/01/nella-calda-estate-romana-ce-da-tremare/

MisterFaro

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* 18.003
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Citazione di: GoodbyeStranger il 01 Ago 2018, 16:12
Interessante come al solito E.M.Mazzola... raro caso di prima professionista poi romanista.

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2018/08/01/nella-calda-estate-romana-ce-da-tremare/

Ottimo pezzo.
Lo diffondo così sui social:

<<il procedimento stadio è fermo in Regione, in attesa dell'adeguamento del progetto alle innumerevoli e rilevanti prescrizioni equivalenti (per il Consiglio di Stato) a "bocciatura";
=>>  ne consegue che nessun diritto è stato acquisito dal "proponente" effettivo (Eurnova srl di Giovanni Naccarato) e/o associato (As Roma di Mauro Baldissoni)>>

"in estate, piuttosto che soffrire il caldo, c'è da tremare per quello che succede negli uffici amministrativi regionali e comunali!"

http://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2018/08/01/nella-calda-estate-romana-ce-da-tremare/

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