Ha vinto, quindi ha ragione lui. Ed é l'unica cosa che conta.
Ma non mi convince la gestione psicologica (quindi tecnica) della squadra. Ma, ripeto, ha vinto le ultime due e quindi ha ragione lui. Per fortuna.
Sarà che ancora ho di traverso la partita di Torino contro la Juve dove, l'impressione é stata di essere, più che una squadra avversaria, un agnello sacrificale. Dove non si é neanche provato a mettere in difficoltà la Juve. Che, va detto, nelle altre 3 partite ha incontrato qualche problema e ha dovuto sudare per vincere.
Con noi, l'impressione é stata che, alla fine, gli juventini si sono tolti le magliette e le hanno rimesse intonse sugli scaffali perché non hanno dovuto sudare più di tanto per vincere.
Con il Frosinone e anche ieri, a venti dal termine e in vantaggio di una sola rete, si é scelti di arretrare di venti metri il raggio d'azione con un atteggiamento eccessivamente sparagnino e con sostituzioni piuttosto prudenti e l'uscita di quelle che sono le nostre frecce più importanti.
Contro i ciociari la loro inconsistenza ha fatto si che non si é corso nessun rischio, con gli empolesi, ieri sera, abbiamo rischiato l'uccello padulo al 94°.
Va detto, a onor del vero, che nei subito prima la Lazio ha sbagliato due reti che dovevano solo essere appoggiate e quindi questo andrebbe a favore delle sue mosse. In fondo se la Lazio avesse raddoppiato nel finale, nessuno avrebbe potuto contestare nulla. Quindi va bene cosi.
Pero', ecco, quando ho visto uscire SMS per Durmisi ho avuto l'impressione, costante nelle tre partite di campionato che ho visto (mi manca la prima col Napoli), che si é voluto dare un segnale di debolezza agli avversari. Quasi a volere mettere in campo il famoso autobus di Mourinho. Contro l'Empoli. Come due settimane fa contro il Frosinone.
Il risultato, alla fine, é quello che conta, e la vittoria di ieri era fondamentale per tante ragioni. Quindi ha avuto ragione lui. E se Correa o Marusic avessero messo dentro due occasioni solari non ci sarebbe stato problema. Ma l'impressione di eccessiva prudenza mi é restata in testa. Di paura. Rejana paura.
Quando cadesse il cielo, al 60° c'era sempre il maledetto ingresso di Bresciano per un attaccante.
Secondo me l'uscita quasi contemporanea di SMS e LA é stato un eccesso. Soprattutto il primo, che mi sembrava anche stesse giocando piuttosto bene. Magari la palla finita sui piedi di Marusic finiva sui suoi. Alla fine abbiamo finito, mi sembra, con un 541 ancora più difensivo che ha permesso, comunque, all'Empoli di potersi creare un'occasione in meno di 40 secondi dalla rimessa dal fondo.
Ripeto, alla fine della fiera, il risultato é quello che conta. Ma si fa per celiare.