Sono dell'idea che ci siano due discorsi da fare:
Il primo è tecnico-tattico, legato ad Inzaghi. La sua prima Lazio era una squadra che pensava principalmente prima a non prendere gol e poi ad attaccare in contropiede con Keita-Immobile-Felipe.
La seconda Lazio invece ha cercato di fare sempre sempre gioco per cercare di vincere le partite con le big (cosa successa due volte con la juve, milan in casa e partite molto combattute con il nappule, derby e milanesi) in cui ci si sbilanciava tantissimo e a livello difensivo si concedeva comunque tanto anche sul 4-0.
Questa Lazio è un ibrido, una fusione di queste due filosofie di gioco. La cosa che casca all'occhio però è che i difetti, soprattutto legati alla fase difensiva, sono rimasti e che questo sistema di gioco strutturato sulle giocate di MS e LA ovviamente ora non riesce a funzionare al meglio perché i due principali protagonisti non si stanno ripetendo.
Poi il secondo discorso è prettamente psicologico, legato al fatto che a forza di dire per mesi e mesi che "tanto ci ostacolano" e "ci fanno fuori appena ci avviciniamo", i giocatori in campo ci vanno condizionati dal fatto che tanto, tutto quello che faranno non porterà mai ai risultati guadagnati/sperati. Almeno
per me questa è una cosa molto presente.
Non a caso, quelli che hanno dimostrato di essere più carichi mentalmente,
fino ad oggi, sono stati Acerbi, Badejl, Correa e Durmisi.
Forza Lazio