Dare questa continuità politica al contesto italiano è un'aberrazione sotto vari punti di vista. Non tiene conto delle dinamiche sociali, demografiche, economiche e infine prettamente politiche.
Come se il nostro paese fosse lo stesso di quello che entrava in guerra o vi usciva, del boom economico, della crisi petrolifera, della marcia dei 40mila e della rivoluzione informatica.
Una semplificazione senza capo né coda volta solo a definire il dato come inevitabile e non come frutto di errori politici (non di comunicazione come vorrebbe renzie, ma politici), mi spiace jimmy.
E dico mi spiace perché sulle conclusioni, ossia su quel che oggi rappresentano lega e 5s, in realtà concordiamo.
Come si arriva al dato odierno?
Sul piano demografico attraverso un progressivo invecchiamento della società italiana. C'è un dato recente quanto inedito: gli over 60 superano gli under 30. Questa cosa non è affatto irrilevante, è chiaro che una società vecchia tende ad essere conservatrice, impaurita dalla diversità, facile preda della propaganda salviniana. Tutto l'opposto dell'Italia anni '60, tanto per fare un esempio.
Sul piano economico la dinamica, già stagnante in tutto l'Occidente, è particolarmente ferma nel contesto italiano. Non c'è mobilità, si assiste ad un progressivo impoverimento soprattutto delle classi medie che, se non trascinate da un movimento di trasformazione progressista, finisce inevitabilmente in trincea nella reazione, proprio come in passato. Se non riesco ad avanzare cerco di difendere la posizione con le unghie e con i denti nei confronti di chi percepisco come competitor.
Sul piano sociale i due fenomeni suddetti sono intersecati con un terzo, che li aggrava: l'espulsione della "generazione X" che in assenza di prospettive augurabili tende ad abbandonare il paese, portando fuori non solo competenze ma anche una propensione politica progressista.
Questa combinazione letale porta al blocco attualmente al potere.
L'assenza di prospettive politiche e di ricambio generazionale a sinistra sono strettamente connesse con i fenomeni suddetti. Il problema è che si tratta di un circolo vizioso: più la politica non è in grado di fornire risposte più questi si consolidano, rendendo ancor più difficile trovare soluzioni.
Al momento mi sembra molto complicata una soluzione che non preveda un forte shock sotto tutti gli aspetti citati. Non è questione di riaffermare la necessità di una rivoluzione citando Monicelli, ma pare abbastanza evidente che senza uno scossone ci aspettano anni di stagnazione pesante sotto tutti i punti di vista.