Citazione di: James M. McGill il 05 Mar 2019, 14:53
Cosa vorrà fare Zinga lo scopriremo, ché oggi non è chiaro.
Se è stupido farà quello che vogliono i suoi sponsor (Gruppo L'Espresso, il Fatto, Franceschini e post DC piddina, fuoriusciti antirenziani, non fuoriusciti antirenziani, sinistra archeologica, ecc.): la riedizione dell'Ulivo. Ovvero la sinistra sociologica, come la chiamava Pannella. Quelli che si vestono in un certo modo, che hanno letto certe cose, che parlano in un certo modo, che ascoltano una certa musica, ...
Questa sinistra è minoritaria (max 36%) e, soprattutto, non ha una proposta politica praticabile. L'unica che abbia mai messo in campo è stato il Ravanello: rosso fuori e bianco dentro (99 Posse). Il campione era Veltroni (l'ho incontrato sul Frecciarossa stamani, stava con una, non la moglie, che leggeva il Fatto Quotidiano, che roba...). Briglia sciolta a comici e commentatori per blandire il popolo e poi si legiferavano i co.co.pro.
Spero che Zinga invece si ribelli ai suoi pupari, come fece Renzi (sponsor simili che lo rinnegarono quando si fece indipendente). L'esordio pro-Tav è un ottimo segno.
zingaretti non potrà fare a meno di richiamarsi alla riedizione dell'Ulivo, che non a caso ha già citato nel suo discorso di apertura a Torino.
E proprio la scelta di esordire come pro-Tav lo mette in totale continuità con quella contraddizione che proprio tu sottolinei, quella del ravanello. Evoco la possibilità di maggiore dialogo a sinistra ma allo stesso tempo rassicuro moderati e mondo dell'impresa.
Il problema di questa impostazione è che oggi ha ancor meno margine di manovra che dieci anni fa e al momento suscita una speranza solo per la paura scatenata dal governo gialloverde.
una paura che può anche funzionare in chiave "anti" (come accadeva nel ventennio berlusconiano), ma che non può né quindi riesce a tradursi in azione di governo perché mancano le possibilità concrete di coniugare coerentemente l'opzione "sandersiana" alla Chiaccheri e il liberalismo di un Calenda.
Quindi finisce, per una questione di rapporti di forza sociali, per agire come un Calenda ma senza averne la coerenza politica, scontentando e deludendo le aspettative a sinistra ancora una volta.
Il punto è che oggi o fai Macron o fai Sanders. Queste sono le due articolazioni che hanno un peso e un consenso nell'attuale quadro politico occidentale.
La via di mezzo maanchista di veltroniana memoria ha il fiato più corto di un ottantenne con l'enfisema. Una roba che può funzionare finchè stai all'opposizione (forse), ma appena finisci al governo... sei l'anticamera alla nuova versione del "peggio".
Se quel che c'è a sinistra di zingaretti sul piano sociale non costruisce un'opzione politica in questi anni prevedo un quadro talmente cupo che in confronto l'oggi ci sembrerà una favoletta.