Citazione di: Tarallo il 30 Mag 2019, 13:44
Pensa che io per anni, diversi anni, ho vissuto vicino, vicinissimo, a una persona con profonde patologie psichiatriche, tendenze suicide incluse, che ora dopo 30 anni ancora deve gestirle anche se con buon successo. Queste cose non le prendo affatto alla leggera ed e' proprio questo che mi ha colpito della tua storia, la facilita' con la quale hai descritto questa persona come psicopatica. Se ricordi, la mia prima reazione fu chiedere la diagnosi specifica, e la tua risposta mi deluse. Su queste cose, come sai sulla tua pelle, non si scherza.
Il resto era solo la volonta' di proteggere la persona che qui dentro non puo' parlare e raccontare la sua. In genere ce ne freghiamo, ma quando ci sono accuse simili magari fa bene. E non ho mai detto, nella sua versione, che sei psicopatico (e non avevo dubbi che non lo fossi). Ho usato termini come questo e' scemo, perche' spesso le nostre azioni, che ci sembrano normali, come alcune di quelle che racconti tu, a occhi estranei potrebbero sembrare molto meno lineari.
So che hai capito la natura del mio intervento, ti conosco qui dentro da un po' e per questo mi sono concesso questa licenza, sapendo che sei intelligente.
Per il resto condivido l'idea di chi dice che molti dei nostri comportamenti sono irrazionali, e la logica interviene solo dopo, al momento dell'analisi. Per questo io tendo a perdonare tutti, in questo caso la ragazza della tua storia, e sicuramente anche te. E spesso anche me stesso. Malgrado io abbia scritto la sua versione, non ti giudico affatto. Siamo umani, agiamo, reagiamo, molto spesso spinti da cose che capiamo solo dopo.
Mi dispiace. Neanch'io sapevo di te.
Non lo so perché mi è venuto in mente di parlarvene. Forse avevo bisogno di liberarmi. Impegna molto stare vicino a una persona che soffre in questo modo, fisicamente proprio.
Non ho valutato come l'avrebbe potuta prendere lei se avesse saputo che ve ne ho parlato, o cosa avrebbe avuto da dire. Ho pensato a me, usando la sua storia. Sono stato egoista.
Sul termine psicopatico, non ho detto che lei lo è, anzi lo escludo. Lei ha altri problemi.
Uno psicopatico, se non sbaglio, e chiedo il conforto a uno del settore, è una persona che non prova empatia nei confronti degli altri, li usa, gli passa sopra, è senza scrupoli, magari mente per raggiungere i suoi scopi, è violento. Ecco, intendevo questo.
Psicopatico l'ho detto a me stesso. Ponendomi di fronte alla versione di lei, mi sono visto come uno che l'ha usata e che non sa mettersi nei panni di un'altra persona.
Avrò fatto tanti errori, ma non penso di essere uno che se ne frega. E non penso di aver accusato nessuno.
Tra l'altro, sempre nella finta versione di lei, fai un preambolo sulla normalità, che io ovviamente sottoscrivo, ma appunto, mi sono sentito trattare come uno che non sa o non si è mai confrontato con questi problemi, sulla discriminazione sociale, su cosa vuol dire essere esclusi dalla schiera degli esseri umani funzionanti e produttivi. Vorrei dirti: ci sono passato, ho avuto persone vicino a me che ci sono passate e altre che forse non ne usciranno mai. Lo conosco il grido di dolore, è anche il mio.
Forse stiamo dicendo la stessa cosa.
Magari a volte avrò mancato di rispetto. A lei, per esempio, esponendo la sua storia. Che effettivamente è il contrario di proteggere. Eppure penso di averla protetta, ci ho provato, finché non ho pensato che la mia presenza aggravasse la situazione, la stimolasse, le facesse emergere dei problemi che aveva sepolto chissà dove.
A volte (e qui non mi riferisco a lei) mi sono trovato senza sapere cosa fare, puoi metterci tutte le cure che vuoi, l'amorevolezza, la disponibilità, l'ascolto, il tempo. Si può arrivare ad augurarsi la morte di una persona amata affinché smetta di soffrire. O averne paura.
Insomma con queste cose ci combatto da quando sono nato.
Anch'io perdono tutti.