Ammetto di essere entrato nel topic peggio di Lassissi su Boksic in area di rigore in un Lazio Parma dell'anno del secondo scudetto.
Irruenza forse figlia di un momento particolare che sto vivendo anche io, ma di cui non ho voglia di parlare.
In ogni caso provo a spiegarmi:
Tarallo ha colto quello che intendevo dire, descrivendolo oltretutto nella maniera più elegante possibile.
Lo scopo della vita dell'uomo si basa dagli albori sulla soddisfazione di 3 indissolubili bisogni: magnà, dormì e scopà.
I primi due sono garantiti (più o meno) dalla società moderna che ci siamo costruiti intorno. Il terzo è forse quello più difficile da raggiungere, in quanto comporta il coinvolgimento di due o più individui, aggiungendo quindi uno step in più al conseguimento del bisogno primario di cui parlavamo poche righe fa. Un ulteriore gap è stato poi aggiunto dalle sovrastrutture mentali che l'uomo si è costruito nel tempo, che (giuste o sbagliate, non le sto giudicando ma solo elencando) l'hanno portato a dare maggior peso all'atto dell'accoppiamento, vedi visione della famiglia, monogamia, coinvolgimento sentimentale, giudizio degli altri, giudizio di Dio e della chiesa, moralità etc.
L'uomo è quindi passato da uno stato "basic" di istinto naturale di riproduzione, dove l'accoppiamento aveva l'unico significato di lasciare un'eredità di se stessi al mondo (status rimasto attuale per ogni altro animale sulla terra) ad uno più avanzato dove la riproduzione non è più scevra da tutti quei vincoli citati prima. Gli altri due bisogni invece (dormire e mangiare) sono rimasti pressochè al loro stato originale. Oltretutto l'assenza di questi due porta sicuramente alla prematura morte dell'individuo, mentre l'assenza dell'atto riproduttivo no.
Fatta questa grossa premessa, mi ricollego a quanto detto da Tarallo:
"nella sua centralità, ci sono mille modi di interfacciarsi ad essa, e mille ruoli diversi che può giocare nella vita e nella morte delle relazioni uomo-donna, o nelle non relazioni. Anche un ruolo di assenza. Ma anche nell'assenza rimane centrale, perché parte integrale della totalità dell'esperienza umana maschile"
Vero. Sicuramente rimane un tema centrale, anche nella sua assenza, questo è innegabile.
E' però un fatto certo e matematico che l'assenza di cibo e sonno portino alla morte, mentre l'assenza di sesso no, se non per situazioni di suicidio. Ma non è comunque possibile dire che "ogni persona che non scopa si suicida". Eppure l'argomento in questione rimane lo stesso tra i 3 bisogni fondamentali su cui ruota il senso della vita dell'uomo. Perchè? Forse è il tipo di società che l'uomo si è costruito intorno nel tempo che ci ha portato a credere di essere sbagliati e incompleti se non abbiamo un partner o una relazione fissa? Per quanto possiamo essere indifferenti al giudizio esterno se scegliamo una vita fuori dagli schemi classici, il peso della nostra scelta ci viene comunque fatto pesare in qualche modo.
Non vi parlo da santone che ha capito tutto ed è in pace col mondo, anzi, sono il primo ad essere tormentato e a sentirmi schiavo di queste "sovrastrutture". Per la "riproduzione" ho fatto delle scelte di vita di cui mi sono pentito, mi sono messo in secondo piano quando non dovevo farlo e se sono sincero con me stesso sento che probabilmente potrei ricadere negli stessi errori, perchè schiacciato dalla convinzione che una buona relazione e un futuro insieme ad un'altra persona valga di più di tutto il resto. Ma fondamentalmente è sbagliato. Probabilmente diamo troppo peso a questa cosa.
Lungi da me l'affermare che è possibile una vita senza sesso, non intendo questo. Ma l'importanza che gli diamo forse si, è eccessiva.
Da qui la mia infelice uscita nel post precedente.