In quella maledetta estate 2004 pensavo solo una cosa: voglio stare tranquillo, ho fatto il mio giro sulla giostra e me lo sono goduto, le conseguenze sono tremende, ma qualcuno salvi la mia Lazio. Rivoglio un Calleri, uno antipatico come la carestia, che non mi dia mezza illusione ma restituisca solidità al mio adorato ente morale. Lotito all'inizio era quello che mi auguravo, al giorno d'oggi è molto di più. Non solo siamo solidi, siamo in grado di dettare le condizioni per vendere uno dei più forti giocatori della nostra storia, altrimenti ce lo teniamo, e Sergej, che si è fatto tatuare un'aquila addosso, è più felice de noi. Sta cosa fa rodere il culo a tutti quanti, trovare un appiglio per parlare male della nostra società oggi è dannatamente difficile. Trovateje un'altra telefonata di Lotito, un altro caso Mauri, una piottata de sudore sotto l'ascella de Tare, una foto de Peruzzi che magna troppi facioli, Abate e i suoi consimili non sanno a cosa attaccasse. Avrei un suggerimento, quello che da sempre accolgono con naturalezza i riommers.