Se posso, vorrei fare un discorso leggermente più ampio. Mi permetto poi cerco di smettere perché non è neanche l'argomento più importante e ho scritto troppo, ma appassiona perché un po' divide (non tanto come l'immagine del giapponese farebbe pensare, stanno apparendo altri giapponesi)
Io odio Caicedo, ma non lui, anzi a lui voglio anche bene.
Lo odio e mi incazzo, perché rappresenta il vero limite di questa società in sede di mercato.
La Lazio è sempre lì sul punto di entrare stabilmente fra le prime in Italia. Una volta Massa, un'altra la coppa Italia, un'altra il cazzo che ce se frega, questa cosa non accade. E per me non accade a causa dei Caicedo di turno. E cioè di quei giocatori che Tare scova, anche bravi (chi mi conosce sa che non sono un pipparsughista, ho difeso Cana, Bisevac, Ederson, gente difficile da difendere), ma che spesso hanno precise caratteristiche: costano relativamente poco e non ci servono granché tecnicamente, o almeno vanno attesi, sviluppati ed adattati a ruoli nuovi. Quindi cominciamo la stagione pieni di speranze, per poi scoprire che la rosa ha buchi che richiedono aggiustamenti o attesa dell'esplosione di nuovi talenti o adattamento a ruoli. Jony diventerà il più forte quinto dell'area mediterranea, ma i 3 punti a Milano sono andati.
Sempre, sempre, sempre, forse con parziale eccezione dello scorso anno (anche se pure lì il vice Ciro non fu preso).
Questo è il problema. Anche fosse bravo e lo è, non si può aspettare 3 anni che Caicedo impari il nostro sistema, perché nel frattempo abbiamo bruciato occasioni di fare la CL.
Lo stesso vale per cento altri. Luiz Felipe che io adoro, lo abbiamo aspettato e ne è valsa la pena, ma intanto Wallace (altro esempio, bravo a 4, per me), Vavro che per me è forte, preso a destra quando serviva a sinistra, Jony quinto, Felipe Anderson nel sistema sbagliato, Correa trasformato goleador e non ce l'ha nelle corde (ma chissà, a forza de insiste dopo 2 o 3 anni..), Durmisi e Berisha rotti (sempre difesi) e potrei continuare per ore.
Caicedo è il simbolo dei mezzi mercati in cui noi dovemo esse sempre i più paraculi de tutti, e, intanto gli anni passano.