Citazione di: orchetto il 19 Nov 2019, 19:08
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Prima anche il caso Sollier fu preso come episodio isolato anche se credo che più passa il tempo e più su quell'episodio ci si ragiona con più lucidità, ovviamente con il senno del poi
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Quindi, se non capisco male dalla tua frase, traiamo delle conclusioni dal fatto di Sollier. O meglio, consideriamolo un mattoncino importante nella ricostruzione che stiamo facendo. Io provo a dire la mia.
Il campionato è quello del 1975-76, primo del perugia di castagner in a. Per la Lazio invece è il campionato della salvezza all'ultima giornata a Como (2-2), il secondo dopo la vittoria dello scudetto, quello dell'esordio di Giordano in serie a, quello di Corsini allenatore cacciato a un certo punto per far ritornare Maestrelli che sembrava stare un po' meglio e il cui allontanamento dalla panchina sembrava aver lasciato 11 orfani in campo.
La partita è la terza del girone di ritorno e si gioca il 22 febbraio 1976 (sono andato a controllare in rete). Finisce 1-0 per noi, gol di Chinaglia, e fu un furto clamoroso (al perugia venne annullato il pareggio regolarissimo di Novellino).
Fu una giornata tesissima e fu caratterizzata dalla gazzarra contro Sollier. Ma non solo. C'erano tanti tifosi del perugia (era la prima trasferta a roma, casa Lazio, in serie a della storia) e complice la vicinanza e il bel campionato della loro squadra vennero almeno in 5mila, compreso un mio parente che stette con noi in tevere non numerata. Dopo quella domenica tanti perugini a roma a vedere la loro squadra contro la Lazio non si videro mai più... Per anni ne sono venuti al massimo duecento.
I laziali se l'erano legata al dito a causa di quello che era accaduto all'andata, 3 giornata di campionato, quando andarono in tantissimi a perugia e si divisero l'unica curva del Curi appena terminato, la nord, con i perugini. Furono umiliati, perdemmo 2-0 (fu una vittoria storica per il perugia, la prima in casa in serie a) e scoppiarono incidenti in curva (immaginate ultras laziali e perugini nello stesso settore, gomito a gomito. I primi con la fama di essere fascisti [perché i fascisti nella curva della Lazio già c'erano...], i secondi tutti di sinistra). A partita ancora in corso e compromessa i laziali decisero di andare via dalla curva e furono insultati e sbeffeggiati mentre raccoglievano gli striscioni e i tamburi (ancora c'erano i tamburi) e se ne andavano. Uscirono minacciando: ci rivedremo a roma.
Fu una giornata epica per i perugini, l'hanno raccontata per anni (conosco bene perugia, al tempo ci andavo tutte le estati in vacanza in campagna, moltissimi amici miei erano allo stadio quel giorno e m'hanno raccontato per filo e per segno l'accaduto, comprese le burle subite dai tanti laziali arrivati da Roma in macchina con fare altezzoso che, chiedendo informazioni su dove stesse "il campetto" per la partita venivano inviati in sprofondi lontani da indicazioni volontariamente sbagliate...).
Al ritorno ci fu la vendetta. I perugini presero un sacco di botte, addirittura vicino alla Palla prima di entrare vedemmo ultras della Lazio travisati con sciarpe e bandiere biancorosse avvicinarsi a tifosi del perugia veri, che stavano entrando, per picchiarli e rubare loro le bandiere. In tevere non numerata, dove stavo io, ci fu un accoltellato. Ci fu la caccia al perugino. E non sto esagerando.
La gazzarra contro Sollier fu clamorosa ed ebbe ampia eco sui giornali per una settimana. "Sollier boia" fu la cosa più gentile che partì dalla curva sud (al tempo gli ultras della Lazio erano ancora sistemati dove oggi ci sono i distinti ospiti, in alto quasi ai confini con la monte mario) e fu una gazzarra politica. Non c'erano ancora gli Eagles, c'erano gli Ultras, i Commandos Monteverde, c'erano i Folgore, credo che il capo di tutto fosse ancora Goffredo Lucarelli, "il Tassinaro" (se sbaglio qualche dettaglio mi scuso con chi dovesse avere ricordi più vividi ma credo di ricordare abbastanza bene l'accaduto).
Fu una carneficina, mi scuso per il termine un po' splatter ma è la verità. Moltissimi perugini vennero feriti e picchiati, alla fine pure mazziati perché rubammo loro la partita (punti d'oro per noi perché stavamo lottando per evitare la b) e Sollier fu insultato tutta la partita per la sua appartenenza politica.
Tutto questo per dire che? Che a gennaio del 1976 gli ultras della Lazio erano già pesantemente infiltrati dai fascisti e che contro Sollier la contestazione fu fatta da ultras fascisti della Lazio contro un calciatore che professava apertamente idee di estrema sinistra.
Quindi quando proviamo a ricostruire la storia degli ultras laziali e cerchiamo le origini dell'infiltrazione fascista al suo interno ricordiamoci che essa avvenne dalle origini, dalla nascita dei gruppi, fin dal 1975 quindi. O che quantomeno la presenza dei fascisti nei gruppi di tifo ultras organizzato è maggioritaria fin da subito. D'altronde i nomi dei gruppi ante Eagles, i commandos monteverde del Tassinaro, i folgore, sono lì a testimoniarlo.
[mi scuso per la lunghezza]