La ricorrenza
Lo stadio dei ritardi. Ma Friedkin potrebbe rilanciarlo (Gazzetta dello Sport, 27 Dicembre 2019)
Nel dicembre 2012 Pallotta e Parnasi firmarono l'intesa. Ora il via libera al progetto può aiutare la vendita del club
Faceva stranamente freddo quel giorno ad Orlando, in Florida. Nonostante il sole, la temperatura scese addirittura a 4 gradi centigradi, tanto che capitan Totti – che aveva appena finito l'allenamento – chiese un giaccone per coprirsi ed evitare malanni. Che cosa singolare, pensavano gli statunitensi incuriositi che assistevanoall'evento. Perché di evento si trattava. Un tavolo nel verde e due persone che firmavano un accordo destinato, sulla carta, a cambiare il futuro della Roma. James Pallotta e Luca Parnasi, infatti, siglarono l'intesa per costruire il nuovo stadio del clubnell'area di Tor di Valle. Era il 30 dicembre 2012 e quel giorno l'allora ceo della società, Italo Zanzi, disse sicuro: «La nostra previsione è di inaugurare l'impianto nel corso della stagione 2016-17». L'idea apparve così poco peregrina che il presidente Pallotta aggiunse: «Spero che sia Totti a segnare il primo gol nel nuovo stadio». Quanto basta perché il capitano aggiungesse commosso: «È il coronamento di un sogno».
Friedkin e Vitek
Lunedì prossimo, invece, saranno passati 7 anni esatti che sanciranno come, per il momento, il sogno sia rimasto tale. Intendiamoci, tantissimi passi avanti sono stati fatti e tantissimi placet burocratico-politici sono già stati incassati da parte di amministrazioni comunali di colore diverso tra loro. Eppure gli attuali dirigenti della Roma, in cuor loro, festeggerebbero se il prossimo anno fosse posta la prima pietra e lo stadio fosse aperto nel 2023. Certo, molte cose sono cambiate, a cominciare dal progetto, drasticamente ridimensionato in cubature e modificato anche sul piano delle opere pubbliche. Se Totti ha già salutato, anche Parnasi, per via dei problemi giudiziari, è uscito di scena e presto sarà sostituito nella proprietà dell'area dall'imprenditore ceco Vitek, operazione che potrebbe aiutare la giunta Raggi, a marzo, a dare l'ultimo via libera. È ciò su cui sta contando Pallotta, nelle ultime settimane, per chiudere la forbice che separala sua richiesta dall'offerta di Dan Friedkin, il magnate texano (di origini californiane) che ha presentato un'offerta di circa 750 milioni per la Roma. Dopo un sollecito avvio, la trattativa pare essere in fase di stallo, complice anche le festività natalizie che inevitabilmente rallentano anche lavori (di prammatica) senza cuore come le trattative finanziarie. Non tutto però è tramontato, e quindi è possibile che il 2020 giallorosso si apra nel segno di Friedkin. Ma chissà se Pallotta ripenserà ancora a quel dicembre di Orlando, in cui lo stadio sembrava a portata di mano e la Roma sognava insieme a lui.
ma. cec.