Claudio Lotito (Topic Ufficiale)

Aperto da BomberMax, 02 Mag 2019, 11:13

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Angelmax

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Citazione di: PARISsn il 17 Feb 2020, 19:58
io sono un lotitiano di ferro dalla  prima  ora e mai manco per  un secondo ho abbandonato questa idea, semplicemente perche' averci salvato dal fallimento, dall'onta di ripartire dalla serie C come  un napoli soccer o una florentia, cancellando 120 anni di storia per me  vale come 10 scudetti....dopodiche' mi sono adeguato alla crescita fatta di piccoli passi capendo bene che Lotito campa con 2 ditte di pulizie e una di vigilanza, non ha le spalle la Fiat, i cinesi, le finanziarie ammeregane...una crescita lenta ma oculata e gestionalmente inappuntabile che c'ha  portato dove siamo oggi e nel frattempo c'ha fatto alzare 6 trofei in 10 anni che nella nostra storia non sono sempre stati all'ordine del giorno mi pare...e vi diro' di piu'...se si dovesse presentare domani un principe arabo o un magnate del petrolio co 500 milioni in mano per comprarsi la Lazio ne avrei pure  un po paura...con Lotito so che  si cresce e si crescera' ancora senza rischi...sta gente piena di soldi il giorno che si stufa e trova un altro giocattolo che gli piace capace te lascia co le pezze al culo ...

stesso mio pensiero,
grazie Paris

tommasino

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* 28.110
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probabilmente non è il topic giusto, ma mi sembra il momento giusto per ricordare i famosi 11 EROI dell'estate del 2016.
Grazie Laziali; questo periodo d'oro ce lo meritiamo un pò tutti, ma gli 11 EROI un pò di più.

zorba

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Citazione di: JoeStrummer il 18 Feb 2020, 09:54
In rassegna c'è una bella intervista al Presidente pubblicata sul merdaggero.

Prego i mods di renderla disponibile a tutti!

«LA LAZIO CAMPIONE? TANTI TIFANO PER NOI» (Il Messaggero)

Claudio Lotito l'aveva detto, in effetti. Molti avevano sorriso, altri irriso: lui la Lazio già da un paio d'anni la vede «come una Ferrari». Nei momenti di bassa marea (dicembre 2018, crisetta con Simone Inzaghi) la definirà «ingolfata», la Ferrari biancoceleste ma pur sempre bolide. Alla fine ha convinto tutti, anche il suo allenatore che qualche tempo fa vedeva «5-6 corazzate» davanti al suo gruppo. Ecco, ora che tutt'Italia comincia a credere davvero possibile la sorpresona laziale, ora che - dopo la Juventus, cade contro Immobile e compagni anche l'Inter - ora gli va dato atto.
Allora, presidente, la Lazio sembra proprio una Ferrari.
«Sono contento che ve ne ricordiate. Di quella frase, che non era detta per buttare lì una dichiarazione ad effetto. Io ci credevo».
Bisognerà andarsi a leggere le altre frasi celebri per scoprire qualcosa del giocattolo laziale.
«Io ci metterei insieme la frase in cui ricordavo, eravamo in crisi, che era finita la stagione dei diritti e cominciava quella dei doveri. La svolta nel gruppo arriva proprio quando tutti hanno cominciato a capire questo: niente rendite di posizione. Devo dare atto ai miei giocatori di aver rispettato chi li rispettava e si stanno comportando da grandi professionisti e da gente di famiglia».
Lei si definiva il pater familias della Lazio e il richiamo alla famiglia l'hanno fatto Milinkovic Savic e Immobile, i marcatori di Lazio-Inter.
«La più grande soddisfazione della partita di domenica non sono i messaggi e le telefonate, ma la mia entrata negli spogliatoi dopo il 90': entro e vedo 5 o 6 giocatori arrivare verso di me, pieni di adrenalina. Urlavano: «visto, presidente, abbiamo fatto quello che hai detto; hai visto presidente, hai visto!». Urlavano come matti».
La telefonata più significativa di queste ore?
«Tantissime da laziali, molte da non laziali. Ci chiedono di rompere il monopolio della Juve, di battere l'Inter. Tifano per noi tutti quelli che non tifano Juve e Inter».
Beh, non proprio tutti: pensiamo ai romanisti.
«Diciamo che mi pare non dispiaccia quando i trofei non li vincono i soliti».
Parlavamo di Milinkovic, il Sergente s'è pure vestito da gladiatore. A Sergej ronzano intorno tanti da anni.
«Mi fa molto piacere sentirlo parlare di famiglia laziale. Lo abbiamo trattato bene, abbiamo rivisto il suo contratto più volte, lo abbiamo fatto sentire importante. Stiamo crescendo tutti insieme».
Anche Inzaghi e Tare.
«Alla Lazio si sa che comando io, ma il merito più grande è stato sempre quello di saper scegliere le poche persone di cui fidarmi».
Quando parlava di Ferrari il meno convinto sembrava Inzaghi.
«Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme: ha capito che per andare così avanti, serviva coinvolgere di più ogni pezzo della nostra rosa. L'ha fatto, in particolare in questa stagione, e i risultati si vedono. Tutti si sentono importanti e indispensabili. Sanno che il tecnico li vedrà. Il turnover era una cosa imprescindibile, ha accettato il rischio e ha cambiato alcune sue convinzioni. Ed è diventato grande. I suoi giocatori gli stanno dando tutto, è evidente».
Immobile diceva: «ogni tanto ci mandiamo a quel paese, ma poi la finiamo lì, non ci sono tipi rancorosi».
«È vero. E le racconto una cosa: molti di loro si frequentano tanto fuori dal campo e si divertono insieme. Mi chiamano per raccontarmi gli scherzi che si fanno. In pratica sono un loro confidente, oltre che pater familias. Quello che mi sorprende di questo gruppo è che non vige il mors tua, vita mea, sembrano in competizione solo con gli avversari non con il compagno che gioca. E questo deriva dalla gestione nuova di Inzaghi».
Quel che succede in campo lo stiamo vedendo, ma il segreto per una serie come questa sta probabilmente a Formello.
«Un giorno vi faremo vedere come abbiamo rivoluzionato il nostro quartier generale: ho preso tanti dei suggerimenti che mi arrivavano proprio dai giocatori. E loro si sentono tutelati, da me e dalla nostra struttura. Sanno che per me non sono oggetti agonistici: che se non stanno bene, non giocano. Che abbiamo voglia di curarli dal punto di vista fisico, psicologico, familiare».
Ma quanto ha goduto lei, Lotito, al fischio finale di Rocchi?
«In campo si divertono loro, sugli spalti i tifosi, io lavoro. Eppoi, ricordatevelo sempre: Lotito è un animale a sangue freddo».
Questa cosa gliela imputano, però.
«Lo so, ma in momenti come questi servo io, serve il mio realismo per tenere tutti ancorati al terreno e con lo sguardo all'obiettivo».
Che sarebbe lo scudetto.
«Quello mi chiedevano al telefono da Milano, dal Sud Io penso alle cose concrete, non ai sogni».
Eppure l'Olimpico, dopo tanti momenti brutti, sugli spalti è diventato uno spettacolo.
«Un modo nuovo per comunicare con il calcio: sarà la prossima rivoluzione. Avete sentito cantare Briga, il violinista e anche il matrimonio in diretta tra i tifosi americani Due nuove scenografie mozzafiato sugli spalti. Lo stadio è proprio bello quest'anno».
Ma proprio americani, come la proprietà della Roma, dovevano essere
«Erano americani, che ci posso fare? La cosa bella è che si viene come ad un appuntamento irrinunciabile, con una storia nuova che stiamo scrivendo».
E tra record aggiornati e sogni è proprio una stagione di sogni. Sogni tricolori, a sangue freddo.

Alvaro Moretti

kurt

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Sempre stato solo Laziale ne anti ne pro Lotito. Lotito è il presidente della Lazio e come tale va rispettato: se fa bene il suo lavoro dandogliene atto, se fa cazzate criticandolo in maniera costruttiva.
Allo stadio proprio per questo i cori contro il presidente e Tare mi sono sempre stati sul ca', perché erano cori prevenuti, inutilmente offensivi. Ed anche per questo ho smesso tanti anni fa di ascoltare certe radio, perché erano diventate lo sfogatoio di una massa di frustrati, sobillati dai conduttori. Incomprensibile come uno dei mantra fosse che Lotito j'avesse tolto la Lazialità: la Lazialità o ce l'hai o non ce l'hai, se qualcuno te la toglie è perché non sei abbastanza o per niente Laziale. L'unica volta che mi sono veramente incazzato è stato quando è sfumato Ylmaz  :=)) ma prima di sapere tutto il retroscena.
Per il resto non riesco proprio a capire come si possa criticare una gestione sportiva ed economica come quella del presidente Claudio Lotito: certo è stata lunga ma le soddisfazioni degli ultimi anni stanno ripagando l'attesa.

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BalkanLaziale

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Sta intervista era in prima pagina di più grande online testata sportiva serba, ieri per intero giorno.

Tanto per dire.

paolo71

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Citazione di: BalkanLaziale il 19 Feb 2020, 19:43
Sta intervista era in prima pagina di più grande online testata sportiva serba, ieri per intero giorno.

Tanto per dire.

Balcani Laziali

Grande Puffo

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Se Ciro è  il Re , lui è  il Papa.

purple zack

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Citazione di: zorba il 19 Feb 2020, 18:03
«LA LAZIO CAMPIONE? TANTI TIFANO PER NOI» (Il Messaggero)

Claudio Lotito l'aveva detto, in effetti. Molti avevano sorriso, altri irriso: lui la Lazio già da un paio d'anni la vede «come una Ferrari». Nei momenti di bassa marea (dicembre 2018, crisetta con Simone Inzaghi) la definirà «ingolfata», la Ferrari biancoceleste ma pur sempre bolide. Alla fine ha convinto tutti, anche il suo allenatore che qualche tempo fa vedeva «5-6 corazzate» davanti al suo gruppo. Ecco, ora che tutt'Italia comincia a credere davvero possibile la sorpresona laziale, ora che - dopo la Juventus, cade contro Immobile e compagni anche l'Inter - ora gli va dato atto.
Allora, presidente, la Lazio sembra proprio una Ferrari.
«Sono contento che ve ne ricordiate. Di quella frase, che non era detta per buttare lì una dichiarazione ad effetto. Io ci credevo».
Bisognerà andarsi a leggere le altre frasi celebri per scoprire qualcosa del giocattolo laziale.
«Io ci metterei insieme la frase in cui ricordavo, eravamo in crisi, che era finita la stagione dei diritti e cominciava quella dei doveri. La svolta nel gruppo arriva proprio quando tutti hanno cominciato a capire questo: niente rendite di posizione. Devo dare atto ai miei giocatori di aver rispettato chi li rispettava e si stanno comportando da grandi professionisti e da gente di famiglia».
Lei si definiva il pater familias della Lazio e il richiamo alla famiglia l'hanno fatto Milinkovic Savic e Immobile, i marcatori di Lazio-Inter.
«La più grande soddisfazione della partita di domenica non sono i messaggi e le telefonate, ma la mia entrata negli spogliatoi dopo il 90': entro e vedo 5 o 6 giocatori arrivare verso di me, pieni di adrenalina. Urlavano: «visto, presidente, abbiamo fatto quello che hai detto; hai visto presidente, hai visto!». Urlavano come matti».
La telefonata più significativa di queste ore?
«Tantissime da laziali, molte da non laziali. Ci chiedono di rompere il monopolio della Juve, di battere l'Inter. Tifano per noi tutti quelli che non tifano Juve e Inter».
Beh, non proprio tutti: pensiamo ai romanisti.
«Diciamo che mi pare non dispiaccia quando i trofei non li vincono i soliti».
Parlavamo di Milinkovic, il Sergente s'è pure vestito da gladiatore. A Sergej ronzano intorno tanti da anni.
«Mi fa molto piacere sentirlo parlare di famiglia laziale. Lo abbiamo trattato bene, abbiamo rivisto il suo contratto più volte, lo abbiamo fatto sentire importante. Stiamo crescendo tutti insieme».
Anche Inzaghi e Tare.
«Alla Lazio si sa che comando io, ma il merito più grande è stato sempre quello di saper scegliere le poche persone di cui fidarmi».
Quando parlava di Ferrari il meno convinto sembrava Inzaghi.
«Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme: ha capito che per andare così avanti, serviva coinvolgere di più ogni pezzo della nostra rosa. L'ha fatto, in particolare in questa stagione, e i risultati si vedono. Tutti si sentono importanti e indispensabili. Sanno che il tecnico li vedrà. Il turnover era una cosa imprescindibile, ha accettato il rischio e ha cambiato alcune sue convinzioni. Ed è diventato grande. I suoi giocatori gli stanno dando tutto, è evidente».
Immobile diceva: «ogni tanto ci mandiamo a quel paese, ma poi la finiamo lì, non ci sono tipi rancorosi».
«È vero. E le racconto una cosa: molti di loro si frequentano tanto fuori dal campo e si divertono insieme. Mi chiamano per raccontarmi gli scherzi che si fanno. In pratica sono un loro confidente, oltre che pater familias. Quello che mi sorprende di questo gruppo è che non vige il mors tua, vita mea, sembrano in competizione solo con gli avversari non con il compagno che gioca. E questo deriva dalla gestione nuova di Inzaghi».
Quel che succede in campo lo stiamo vedendo, ma il segreto per una serie come questa sta probabilmente a Formello.
«Un giorno vi faremo vedere come abbiamo rivoluzionato il nostro quartier generale: ho preso tanti dei suggerimenti che mi arrivavano proprio dai giocatori. E loro si sentono tutelati, da me e dalla nostra struttura. Sanno che per me non sono oggetti agonistici: che se non stanno bene, non giocano. Che abbiamo voglia di curarli dal punto di vista fisico, psicologico, familiare».
Ma quanto ha goduto lei, Lotito, al fischio finale di Rocchi?
«In campo si divertono loro, sugli spalti i tifosi, io lavoro. Eppoi, ricordatevelo sempre: Lotito è un animale a sangue freddo».
Questa cosa gliela imputano, però.
«Lo so, ma in momenti come questi servo io, serve il mio realismo per tenere tutti ancorati al terreno e con lo sguardo all'obiettivo».
Che sarebbe lo scudetto.
«Quello mi chiedevano al telefono da Milano, dal Sud Io penso alle cose concrete, non ai sogni».
Eppure l'Olimpico, dopo tanti momenti brutti, sugli spalti è diventato uno spettacolo.
«Un modo nuovo per comunicare con il calcio: sarà la prossima rivoluzione. Avete sentito cantare Briga, il violinista e anche il matrimonio in diretta tra i tifosi americani Due nuove scenografie mozzafiato sugli spalti. Lo stadio è proprio bello quest'anno».
Ma proprio americani, come la proprietà della Roma, dovevano essere
«Erano americani, che ci posso fare? La cosa bella è che si viene come ad un appuntamento irrinunciabile, con una storia nuova che stiamo scrivendo».
E tra record aggiornati e sogni è proprio una stagione di sogni. Sogni tricolori, a sangue freddo.

Alvaro Moretti

st'intervista è pazzesca  :o

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sololanebbia

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Citazione di: purple zack il 20 Feb 2020, 09:09
st'intervista è pazzesca  :o
nel senso positivo del termine vero ?

purple zack

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Citazione di: sololanebbia il 20 Feb 2020, 09:55
nel senso positivo del termine vero ?

nel bene o nel male. dice un sacco di cose interessanti, con il suo solito modo assurdo.

belle quelle sulla famiglia

edge24

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Citazione di: zorba il 19 Feb 2020, 18:03
«LA LAZIO CAMPIONE? TANTI TIFANO PER NOI» (Il Messaggero)

Claudio Lotito l'aveva detto, in effetti. Molti avevano sorriso, altri irriso: lui la Lazio già da un paio d'anni la vede «come una Ferrari». Nei momenti di bassa marea (dicembre 2018, crisetta con Simone Inzaghi) la definirà «ingolfata», la Ferrari biancoceleste ma pur sempre bolide. Alla fine ha convinto tutti, anche il suo allenatore che qualche tempo fa vedeva «5-6 corazzate» davanti al suo gruppo. Ecco, ora che tutt'Italia comincia a credere davvero possibile la sorpresona laziale, ora che - dopo la Juventus, cade contro Immobile e compagni anche l'Inter - ora gli va dato atto.
Allora, presidente, la Lazio sembra proprio una Ferrari.
«Sono contento che ve ne ricordiate. Di quella frase, che non era detta per buttare lì una dichiarazione ad effetto. Io ci credevo».
Bisognerà andarsi a leggere le altre frasi celebri per scoprire qualcosa del giocattolo laziale.
«Io ci metterei insieme la frase in cui ricordavo, eravamo in crisi, che era finita la stagione dei diritti e cominciava quella dei doveri. La svolta nel gruppo arriva proprio quando tutti hanno cominciato a capire questo: niente rendite di posizione. Devo dare atto ai miei giocatori di aver rispettato chi li rispettava e si stanno comportando da grandi professionisti e da gente di famiglia».
Lei si definiva il pater familias della Lazio e il richiamo alla famiglia l'hanno fatto Milinkovic Savic e Immobile, i marcatori di Lazio-Inter.
«La più grande soddisfazione della partita di domenica non sono i messaggi e le telefonate, ma la mia entrata negli spogliatoi dopo il 90': entro e vedo 5 o 6 giocatori arrivare verso di me, pieni di adrenalina. Urlavano: «visto, presidente, abbiamo fatto quello che hai detto; hai visto presidente, hai visto!». Urlavano come matti».
La telefonata più significativa di queste ore?
«Tantissime da laziali, molte da non laziali. Ci chiedono di rompere il monopolio della Juve, di battere l'Inter. Tifano per noi tutti quelli che non tifano Juve e Inter».
Beh, non proprio tutti: pensiamo ai romanisti.
«Diciamo che mi pare non dispiaccia quando i trofei non li vincono i soliti».
Parlavamo di Milinkovic, il Sergente s'è pure vestito da gladiatore. A Sergej ronzano intorno tanti da anni.
«Mi fa molto piacere sentirlo parlare di famiglia laziale. Lo abbiamo trattato bene, abbiamo rivisto il suo contratto più volte, lo abbiamo fatto sentire importante. Stiamo crescendo tutti insieme».
Anche Inzaghi e Tare.
«Alla Lazio si sa che comando io, ma il merito più grande è stato sempre quello di saper scegliere le poche persone di cui fidarmi».
Quando parlava di Ferrari il meno convinto sembrava Inzaghi.
«Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme: ha capito che per andare così avanti, serviva coinvolgere di più ogni pezzo della nostra rosa. L'ha fatto, in particolare in questa stagione, e i risultati si vedono. Tutti si sentono importanti e indispensabili. Sanno che il tecnico li vedrà. Il turnover era una cosa imprescindibile, ha accettato il rischio e ha cambiato alcune sue convinzioni. Ed è diventato grande. I suoi giocatori gli stanno dando tutto, è evidente».
Immobile diceva: «ogni tanto ci mandiamo a quel paese, ma poi la finiamo lì, non ci sono tipi rancorosi».
«È vero. E le racconto una cosa: molti di loro si frequentano tanto fuori dal campo e si divertono insieme. Mi chiamano per raccontarmi gli scherzi che si fanno. In pratica sono un loro confidente, oltre che pater familias. Quello che mi sorprende di questo gruppo è che non vige il mors tua, vita mea, sembrano in competizione solo con gli avversari non con il compagno che gioca. E questo deriva dalla gestione nuova di Inzaghi».
Quel che succede in campo lo stiamo vedendo, ma il segreto per una serie come questa sta probabilmente a Formello.
«Un giorno vi faremo vedere come abbiamo rivoluzionato il nostro quartier generale: ho preso tanti dei suggerimenti che mi arrivavano proprio dai giocatori. E loro si sentono tutelati, da me e dalla nostra struttura. Sanno che per me non sono oggetti agonistici: che se non stanno bene, non giocano. Che abbiamo voglia di curarli dal punto di vista fisico, psicologico, familiare».

Ma quanto ha goduto lei, Lotito, al fischio finale di Rocchi?
«In campo si divertono loro, sugli spalti i tifosi, io lavoro. Eppoi, ricordatevelo sempre: Lotito è un animale a sangue freddo».
Questa cosa gliela imputano, però.
«Lo so, ma in momenti come questi servo io, serve il mio realismo per tenere tutti ancorati al terreno e con lo sguardo all'obiettivo».
Che sarebbe lo scudetto.
«Quello mi chiedevano al telefono da Milano, dal Sud Io penso alle cose concrete, non ai sogni».
Eppure l'Olimpico, dopo tanti momenti brutti, sugli spalti è diventato uno spettacolo.
«Un modo nuovo per comunicare con il calcio: sarà la prossima rivoluzione. Avete sentito cantare Briga, il violinista e anche il matrimonio in diretta tra i tifosi americani Due nuove scenografie mozzafiato sugli spalti. Lo stadio è proprio bello quest'anno».
Ma proprio americani, come la proprietà della Roma, dovevano essere
«Erano americani, che ci posso fare? La cosa bella è che si viene come ad un appuntamento irrinunciabile, con una storia nuova che stiamo scrivendo».
E tra record aggiornati e sogni è proprio una stagione di sogni. Sogni tricolori, a sangue freddo.

Alvaro Moretti

questa è la parte più interessante

Monfre

*
Lazionetter
* 142
Registrato
Citazione di: zorba il 19 Feb 2020, 18:03
«LA LAZIO CAMPIONE? TANTI TIFANO PER NOI» (Il Messaggero)

Claudio Lotito l'aveva detto, in effetti. Molti avevano sorriso, altri irriso: lui la Lazio già da un paio d'anni la vede «come una Ferrari». Nei momenti di bassa marea (dicembre 2018, crisetta con Simone Inzaghi) la definirà «ingolfata», la Ferrari biancoceleste ma pur sempre bolide. Alla fine ha convinto tutti, anche il suo allenatore che qualche tempo fa vedeva «5-6 corazzate» davanti al suo gruppo. Ecco, ora che tutt'Italia comincia a credere davvero possibile la sorpresona laziale, ora che - dopo la Juventus, cade contro Immobile e compagni anche l'Inter - ora gli va dato atto.
Allora, presidente, la Lazio sembra proprio una Ferrari.
«Sono contento che ve ne ricordiate. Di quella frase, che non era detta per buttare lì una dichiarazione ad effetto. Io ci credevo».
Bisognerà andarsi a leggere le altre frasi celebri per scoprire qualcosa del giocattolo laziale.
«Io ci metterei insieme la frase in cui ricordavo, eravamo in crisi, che era finita la stagione dei diritti e cominciava quella dei doveri. La svolta nel gruppo arriva proprio quando tutti hanno cominciato a capire questo: niente rendite di posizione. Devo dare atto ai miei giocatori di aver rispettato chi li rispettava e si stanno comportando da grandi professionisti e da gente di famiglia».
Lei si definiva il pater familias della Lazio e il richiamo alla famiglia l'hanno fatto Milinkovic Savic e Immobile, i marcatori di Lazio-Inter.
«La più grande soddisfazione della partita di domenica non sono i messaggi e le telefonate, ma la mia entrata negli spogliatoi dopo il 90': entro e vedo 5 o 6 giocatori arrivare verso di me, pieni di adrenalina. Urlavano: «visto, presidente, abbiamo fatto quello che hai detto; hai visto presidente, hai visto!». Urlavano come matti».
La telefonata più significativa di queste ore?
«Tantissime da laziali, molte da non laziali. Ci chiedono di rompere il monopolio della Juve, di battere l'Inter. Tifano per noi tutti quelli che non tifano Juve e Inter».
Beh, non proprio tutti: pensiamo ai romanisti.
«Diciamo che mi pare non dispiaccia quando i trofei non li vincono i soliti».
Parlavamo di Milinkovic, il Sergente s'è pure vestito da gladiatore. A Sergej ronzano intorno tanti da anni.
«Mi fa molto piacere sentirlo parlare di famiglia laziale. Lo abbiamo trattato bene, abbiamo rivisto il suo contratto più volte, lo abbiamo fatto sentire importante. Stiamo crescendo tutti insieme».
Anche Inzaghi e Tare.
«Alla Lazio si sa che comando io, ma il merito più grande è stato sempre quello di saper scegliere le poche persone di cui fidarmi».
Quando parlava di Ferrari il meno convinto sembrava Inzaghi.
«Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme: ha capito che per andare così avanti, serviva coinvolgere di più ogni pezzo della nostra rosa. L'ha fatto, in particolare in questa stagione, e i risultati si vedono. Tutti si sentono importanti e indispensabili. Sanno che il tecnico li vedrà. Il turnover era una cosa imprescindibile, ha accettato il rischio e ha cambiato alcune sue convinzioni. Ed è diventato grande. I suoi giocatori gli stanno dando tutto, è evidente».
Immobile diceva: «ogni tanto ci mandiamo a quel paese, ma poi la finiamo lì, non ci sono tipi rancorosi».
«È vero. E le racconto una cosa: molti di loro si frequentano tanto fuori dal campo e si divertono insieme. Mi chiamano per raccontarmi gli scherzi che si fanno. In pratica sono un loro confidente, oltre che pater familias. Quello che mi sorprende di questo gruppo è che non vige il mors tua, vita mea, sembrano in competizione solo con gli avversari non con il compagno che gioca. E questo deriva dalla gestione nuova di Inzaghi».
Quel che succede in campo lo stiamo vedendo, ma il segreto per una serie come questa sta probabilmente a Formello.
«Un giorno vi faremo vedere come abbiamo rivoluzionato il nostro quartier generale: ho preso tanti dei suggerimenti che mi arrivavano proprio dai giocatori. E loro si sentono tutelati, da me e dalla nostra struttura. Sanno che per me non sono oggetti agonistici: che se non stanno bene, non giocano. Che abbiamo voglia di curarli dal punto di vista fisico, psicologico, familiare».
Ma quanto ha goduto lei, Lotito, al fischio finale di Rocchi?
«In campo si divertono loro, sugli spalti i tifosi, io lavoro. Eppoi, ricordatevelo sempre: Lotito è un animale a sangue freddo».
Questa cosa gliela imputano, però.
«Lo so, ma in momenti come questi servo io, serve il mio realismo per tenere tutti ancorati al terreno e con lo sguardo all'obiettivo».
Che sarebbe lo scudetto.
«Quello mi chiedevano al telefono da Milano, dal Sud Io penso alle cose concrete, non ai sogni».
Eppure l'Olimpico, dopo tanti momenti brutti, sugli spalti è diventato uno spettacolo.
«Un modo nuovo per comunicare con il calcio: sarà la prossima rivoluzione. Avete sentito cantare Briga, il violinista e anche il matrimonio in diretta tra i tifosi americani Due nuove scenografie mozzafiato sugli spalti. Lo stadio è proprio bello quest'anno».
Ma proprio americani, come la proprietà della Roma, dovevano essere
«Erano americani, che ci posso fare? La cosa bella è che si viene come ad un appuntamento irrinunciabile, con una storia nuova che stiamo scrivendo».
E tra record aggiornati e sogni è proprio una stagione di sogni. Sogni tricolori, a sangue freddo.

Alvaro Moretti


IL VENTO E' CAMBIATO.PUNTO.

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Kredskin

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Intervista MERAVIGLIOSA, che fa capire i risultati straordinari di questa squadra.

Su lotito faccio mea culpa, perché ero uno di quelli che rideva alla parola scudetto ad inizio stagione.

Però, e lo voglio sottolineare, MAI fatto un coro contro di lui allo stadio (neanche negli anni bui della contestazione di massa).

TestaccioLaziale

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Sicuramente una bella intervista, manca una domanda, lo stadio della Lazio a che punto è? Ci state lavorando? ecc ecc.

simcar

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Citazione di: PARISsn il 17 Feb 2020, 19:58
io sono un lotitiano di ferro dalla  prima  ora e mai manco per  un secondo ho abbandonato questa idea, semplicemente perche' averci salvato dal fallimento, dall'onta di ripartire dalla serie C come  un napoli soccer o una florentia, cancellando 120 anni di storia per me  vale come 10 scudetti....dopodiche' mi sono adeguato alla crescita fatta di piccoli passi capendo bene che Lotito campa con 2 ditte di pulizie e una di vigilanza, non ha le spalle la Fiat, i cinesi, le finanziarie ammeregane...una crescita lenta ma oculata e gestionalmente inappuntabile che c'ha  portato dove siamo oggi e nel frattempo c'ha fatto alzare 6 trofei in 10 anni che nella nostra storia non sono sempre stati all'ordine del giorno mi pare...e vi diro' di piu'...se si dovesse presentare domani un principe arabo o un magnate del petrolio co 500 milioni in mano per comprarsi la Lazio ne avrei pure  un po paura...con Lotito so che  si cresce e si crescera' ancora senza rischi...sta gente piena di soldi il giorno che si stufa e trova un altro giocattolo che gli piace capace te lascia co le pezze al culo ...

me too


alex73

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Semplicemente GRAZIE PRESIDENTE

StylishKid

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Se fa pure lo stadio cambio religione e vado in giro porta a porta a predicare il Lotitanesimo.

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tatoccolo

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Citazione di: StylishKid il 21 Feb 2020, 07:09
Se fa pure lo stadio cambio religione e vado in giro porta a porta a predicare il Lotitanesimo.
se addirittura lo facesse prima di quelli dellà sarebbe qualcosa di indescrivibile

zorba

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Citazione di: StylishKid il 21 Feb 2020, 07:09
Se fa pure lo stadio cambio religione e vado in giro porta a porta a predicare il Lotitanesimo.

I testimoni de Lotito subito dopo la trasferta a Geova...

Me piace. Mi "scrivo" pur'io...

:=))

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