Una delle cose che ha ridotto veramente male il tifo è l'apparente impossibilità di uscire dal binomio modello ultras vs modello teatro.
Io odio entrambi per ragioni diverse e credo che invece sia possibile un modello di tifo organizzato che non passi per un branco di machos che si sfidano su chi non fa passi indietro (la politica la tengo fuori, è ulteriore tema a cui manco arrivo).
La retorica sui fratelli, sulla comunità guerriera, sull'Uomo che sa menare ma rompe(rebbe) lo stereotipo facendo attraversare le vecchiette e che si prende cura dei bambini me fa schifo al cazzo.
Non come ultras, ma proprio come figura maschile, che però è alla base esattamente del modello suddetto. E lo è in larga parte dei casi a prescindere dal colore politico della specifica tifoseria.
Un tifo gender è possibile.
Non nel senso che deve essere frocio (cioè anche, ma non è questo il punto) ma parafrasando quel che temono i critici dell'inesistente "teoria gender" che riesca ad essere fluido, inclusivo, molteplice, cangiante. Un insieme variegato di voci che si organizza per sostenere la propria squadra.
E se ci vuole sta gerarchia del cazzo per fare le scenografie, cosa su cui ho enormi dubbi perché si confonde organizzazione con gerarchia, allora queste scenografie non ne varrebbero la pena.